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Coronavirus, Toma fa il punto per il Molise: “Nessun contagio e una macchina che funziona”

Emergenza Coronavirus, in Molise nessun caso. La ventesima regione ha attuato tutte le misure preventive necessarie, ma non c’è nessuna allerta.

Otto i tamponi realizzati in questi giorni. Tutti con esito negativo. Compreso quello del ragazzo rientrato ieri pomeriggio dalla Lombardia e fatto scendere alla stazione di Termoli.

55 sono, invece, le persone sotto osservazione.

A diffondere i dati è il presidente della Regione Molise, Donato Toma che, insieme al Commissario Asrem, Maria Virginia Scafarto e al capo del IV Dipartimento Manuel Brasiello, hanno incontrato i giornalisti a via Genova per far il punto su ciò che sta accadendo in Italia e, soprattutto in Molise. Dove la macchina ha funzionato alla perfezione. Ne è sicuro il governatore.

“La rete emergenziale funziona. L’arma migliore, in casi come questi, è la prevenzione. Attivare le misure preventive nella maniera giusta è ciò che è stato fatto in Molise, dove la situazione è sotto controllo” le parole di Toma che ha poi ribadito di essere in contatto diretto con il Governo e con tutte le istituzioni.

“C’è una vicinanza permanente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un contatto continuo con il ministro Speranza, con il capo della Protezione Civile, Borrelli. Ieri ho avuto modo di parlare a lungo con il premier Conte. Mi sento di dire niente allarmismo, sì alla prevenzione e alla corretta informazione”, dice ancora il numero uno di via Genova che fa sapere di emanare a breve un’ordinanza con la quale saranno recepiti i suggerimenti che il Governo fa alle Regioni in cui non ci sono stati casi.

Poi l’annuncio di aver incontrato ieri dopo il vertice con Conte i parlamentari di Forza Italia. “Ho spiegato perché a mio avviso il decreto legge va sostenuto per essere convertito. Credo che tutto il centrodestra lo sosterrà. Ora non è il tempo delle divisioni”, conferma Toma che non manca però, tra le righe, una stoccata al Governo. “All’inizio il problema è stato sottovalutato. Ora si è recuperato”, dice il Governatore parlando di un’Italia divisa in due: con i focolai e le zone del contagio a Nord e le regioni del Sud che non hanno casi, salvo quello della Sicilia, dove però non si può parlare certo di focolai.

Il problema maggiore quello di far fronte ai rientri di tanti studenti e persone del Sud impossibilitate a studiare o a lavorare al Nord.  “Che ci avete combinato”, dice infatti Toma riferendo la battuta fatta con il governatore della Lombardia, Fontana e con il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

In Molise, intanto, non saranno sospese le manifestazioni sportive né tantomeno si rende necessaria la chiusura delle scuole.

Ci sarà solo una nuova ordinanza per recepire quanto stabilito ieri a livello centrale in accordo con tutti i territori. Ma tutto proseguirà normalmente. Anche i tamponi continueranno a essere eseguiti, ma solo in casi di sintomatologia.

“Il tampone – ricorda Toma – non è uno screening di massa e se venisse eseguito su persone che non presentano sintomi, sarebbe un inutile e dannoso spreco di denaro pubblico”

In quarantena precauzionale fiduciaria, invece, i 190 allievi di Polizia arrivati a Campobasso da Piacenza. “Ieri a Roma – riferisce ancora Toma – ho parlato con il professor Buscaferro che mi ha confermato che Piacenza non è zona rossa”.

Sempre il presidente ricorda poi come per chi rientri in Molise da zone con almeno un caso è obbligatorio censirsi telefonando ai medici base o al 118, ai numeri attivati dalla Regione o al 1500 del Ministero.

Numeri e procedure ricordate anche dal Commissario Asrem che ha voluto ringraziare tutti gli operatori sanitari e chi ha gestito le telefonate di un centralino letteralmente impazzito. “Sono state davvero troppo le telefonate al 118 e attivare due linee è stato necessario. Con tutte le telefonate a cui si è dovuto far fronte si poteva mettere a rischio la rete della prima emergenza”.

Su un sistema sanitario commissariato come quello del Molise che potrebbe essere impreparato nella gestione di un’emergenza il numero uno di via Genova non ha dubbi: non influisce nelle scelte e nella gestione di simili situazioni.

Chi decide in questi casi sono i presidenti delle regioni. Ma quello attuato fino ad ora è stato un lavoro di squadra. Mi sono consultato con lo staff e con tutti gli enti coinvolti, ma l’emergenza vera si contrasta se c’è un responsabile e non 50”, dice Toma alludendo all’aplomb con cui si dice certo aver interpretato il suo ruolo.

Ruolo che, tra le righe fa intendere, lo avrebbe anche portato a compiere anche una serie di dimostranze per l’arrivo degli allievi poliziotti di Piacenza.

Intanto per il Molise nessun allarmismo. Tutto sotto controllo, ma in caso di necessità la macchina della Protezione Civile è pronta.

Anche il fondo da utilizzare per l’acquisto di eventuali mascherine o altro genere di presidi potrà essere utilizzato. Gli operatori della Protezione Civile continuano a essere a lavoro dalle 8 alle 20 e restano reperibili per tutte le altre ore restanti.

Se davvero ci dovesse essere un’emergenza si opererà in coordinazione con il comitato nazionale dell’emergenza. Il triage in quei casi avverrà nelle tende dinanzi i nosocomi.

E il punto Hub per il Covid resta il Cardarelli, unico ospedale dove è presente il reparto di Malattie Infettive.

Ovviamente la speranza resta quella di non assistere mai a scenari simili e di restare sempre in un livello di precauzione, ma non di allerta o emergenza reale.

Redazione

CBlive

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