Cannabis a scopo terapeutico, la proposta di legge dei consiglieri Ciocca, Ioffredi e Monaco

E’  stata protocollata questa mattina, presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale,  la proposta di legge recante “Disposizioni organizzative relative all’utilizzo di talune tipologie di farmaci nell’ambito del servizio sanitario regionale” a firma dei consiglieri regionali Salvatore Ciocca (Per la Sinistra – Comunisti Italiani), Domenico Ioffredi (Sinistra Ecologia Libertà) e Filippo Monaco (Costruire Democrazia).

cannabisLa proposta di legge intende disciplinare, sotto il profilo organizzativo e procedurale, l’utilizzo dei farmaci cannabinoidi quale ausilio terapeutico all’interno del servizio sanitario regionale; sono 10 al momento le Regioni italiane che hanno già legiferato in materia riconoscendo l’efficacia farmacologica dei dispositivi farmaceutici indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per le terapie palliative del dolore su pazienti oncologici, su pazienti sieropositivi e/o affetti da Hiv, per i sintomi di patologie gravi come la sclerosi multipla e la Sla, per gli effetti collaterali delle chemioterapie e delle radioterapie, per la cura del glaucoma, dell’epilessia, dello stress post traumatico, dell’emicrania, della depressione, dei traumi cerebrali, delle malattie croniche intestinali, dell’astenia, dell’anoressia, della sindrome bipolare, della sindrome di Tourette, della spasticità muscolare, dell’artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie e autoimmuni croniche, per l’asma bronchiale, per le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, la Còrea di Huntington e il morbo di Parkinson.

Nell’elaborazione di questa proposta di legge, i consiglieri Ciocca, Ioffredi e Monaco hanno inteso condivisibile innanzitutto il riconoscimento del diritto di tutti i pazienti di vivere senza sofferenze inutili e di ricevere cure adeguate rispetto ai problemi di salute e di relazione, rendendo quindi lo sviluppo delle cure palliative e di fine vita tra le priorità dei servizi sanitari e sociosanitari. Di pari passo, a seguito delle esperienze messe in campo in altre Regioni, si è inteso attivare – all’interno della proposta di legge in oggetto – un percorso di ricerca e sperimentazione prevedendo progetti pilota di coltivazione a scopi terapeutici attraverso la stipula di convenzioni con Enti e Soggetti autorizzati (i Ministeri della Difesa e della Salute,  le associazioni dei coltivatori diretti, l’Università degli Studi del Molise, gli istituti e/o i laboratori di ricerca). Come è infatti noto, tale terapia farmacologica non è ancora presente nel mercato nazionale dei medicinali. I medici che ritengono di dover sottoporre i propri pazienti a tale cura con derivati della cannabis possono richiederne l’importazione dall’estero così come previsto dal Ministero della Salute il primo febbraio del 1997 (Modalità di importazione di specialità medicinali registrate all’estero) oppure possono utilizzare le preparazioni magistrali allestite in farmacia. Lo scorso 5 settembre, i Ministeri della Salute e della Difesa hanno sottoscritto una apposita convenzione tesa alla coltivazione della cannabis terapeutica sotto la gestione diretta dello stabilimento chimico militare di Firenze.

Con la predisposizione di tale testo normativo, si regolano anche in via amministrativa le funzioni dell’Azienda Sanitaria Locale finalizzate a coadiuvare gli assistiti, su richiesta degli stessi, nella messa in atto delle procedure d’acquisto dei medicinali registrati all’estero come già stabilito dal citato decreto ministeriale.

Gli oneri di spesa sono a carico della struttura ospedaliera in coerenza con il dettato dell’articolo 5 del decreto del Ministero della Sanità del 1 ottobre 1997 e in conformità alla normativa sulle prestazioni ospedaliere. L’accollo di tali spese non comporta in ogni caso oneri aggiuntivi perché le spese per tali tipologie di farmaci sono effettuate nei limiti del budget nazionale. Tale decreto infatti consente di far gravare per intero tali oneri – così come per la generalità dei farmaci registrati all’estero – sul servizio sanitario a fronte dell’acquisto richiesto da una struttura ospedaliera in ambito ospedaliero.

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