Conti della Regione, per il Governatore conclusa l’operazione verità. Frattura: “Pronti a ripianare”

Paolo di Laura Frattura Il Molise di tutti
Il presidente Frattura

“Dopo un lavoro lungo, complesso, per noi fondamentale per dare sostanza al nuovo corso della Regione Molise – non a caso lo abbiamo avviato all’indomani del nostro insediamento –, oggi abbiamo il quadro reale della situazione finanziaria dell’Amministrazione. Con delibera di giunta abbiamo approvato, contestualmente al rendiconto 2014, così come prescrive la legge, il riaccertamento straordinario dei residui attivi (entrate iscritte in bilancio che non rappresentano crediti certi) e residui passivi (spese impegnate che non rappresentano debiti): l’operazione verità è terminata”: ad affermarlo in una nota stampa è il Governatore Paolo di Laura Frattura in merito alla delibera di giunta regionale 420/2015.

“Tale operazioneprosegue la nota stampa – è stata tesa a restituire, da un lato, la necessaria trasparenza dei dati contabili, dall’altro ad acquisire consapevolezza e coscienza, a livello decisionale, della reale situazione finanziaria della Regione, ereditata dalle passate gestioni: il disavanzo complessivo ammontava ad oltre 286 milioni di euro, di cui 60 certificati con il rendiconto 2013 e 226 milioni derivanti dal lavoro di ricostruzione dei conti. Ovviamente toccherà a noi ripianare tutto, siamo pronti.

Dei 60 milioni in soli due anni abbiamo recuperato, con una seria politica di riduzione degli sprechi, oltre 36 milioni di euro come è certificato dal disavanzo accertato al 31 dicembre 2014, di poco superiore a 24 milioni di euro. Il resto, 226 milioni di euro, scaturisce dalle operazioni di riaccertamento, prevalentemente dei residui attivi, ossia crediti esposti nei bilanci degli anni precedenti ma privi, purtroppo, di corrispondenza reale. Risultato: poste in bilancio che abbiamo dovuto cancellare e registrare come disavanzo.

Tralasciando commenti scontati, forse vale la pena evidenziare qui che la più importante concentrazione di presunti residui attivi che abbiamo dovuto cancellare corrisponde in prevalenza al periodo 2006-2013. All’operazione verità – conclude Frattura – abbiamo lavorato con tutti i Servizi regionali, gli ispettori del Ministero dell’economia e la Corte dei conti. A fronte dell’autorevolezza degli organi intervenuti, sarà difficile dire non è così”.

 

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