Il giornalista Antonio D’Uva scrive al presidente Vincenzo Niro: “Perché non intitolare la sede del Consiglio regionale a Florindo D’Aimmo?”

palazzo moffaIl giornalista Antonio D’Uva ha scritto al Presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Niro, per chiedere di intitolare la sede dell’assemblea legislativa all’onorevole Florindo D’Aimmo. Di seguito la sua lettera aperta:

Egregio presidente Niro,

nella mia qualità di cittadino molisano, mi consenta di sottoporre alla Sua cortese attenzione, e a quella dell’intero Consiglio regionale del Molise, una questione di carattere istituzionale.

A Campobasso le sedi che ospitano le istituzioni più importanti hanno un nome. Il Comune ha Palazzo San Giorgio, l’Amministrazione provinciale Palazzo Magno, la Giunta regionale Palazzo Vitale, in ricordo di colui che fu il primo presidente della Regione Molise.  E il Palazzo del Consiglio regionale? Langue nell’anonimato, tant’è che i mass media usano definizioni approssimative dovendo far riferimento ad esso: sicché la massima Assise delle istituzioni molisane diventa, a seconda delle circostanze, Palazzo del Consiglio regionale, Palazzo di Via IV Novembre o, più verosimilmente, Palazzo Moffa, in ossequio al proprietario dello stabile.

Converrà che ci troviamo di fronte ad un’anomalia tutta molisana rispetto alla quale ci vuole davvero poco per porvi rimedio. E Le lancio subito la proposta. Perché non intitolare la sede del Consiglio regionale all’onorevole Florindo d’Aimmo, che è stato il primo presidente del Consiglio regionale del Molise, in analogia con quanto è avvenuto per Palazzo Vitale? Non mi dilungo nel ricordare chi sia stato, cosa abbia fatto per il Molise, ai vari livelli di rappresentanza istituzionale, l’onorevole d’Aimmo. Noi che abbiamo superato gli “anta” lo sappiamo bene e sarebbe cosa buona e giusta che anche le nuove generazioni conoscessero e ricordassero questo politico gentiluomo che si è speso per il bene del nostro territorio, che tanto ha fatto e dato per la sua gente, e  il cui esempio dovrebbe essere più spesso emulato. Reputo che l’intitolazione servirebbe anche a tale scopo. Si potrebbe obiettare che quella attuale è solo la sede transitoria del Consiglio regionale  e che, dunque, si andrebbe ad intitolare un edificio da cui, prima o poi, traslocare. Si potrebbe ovviare al problema avendo cura di far riferimento, nell’atto deliberativo di intitolazione, alla sede del Consiglio,  ovunque sia ubicata, e non solo allo stabile di Via IV Novembre. Cosa, del resto, che è già avvenuta per Palazzo Vitale, anch’essa sede provvisoria della Giunta regionale.

La mia proposta comporta il solo impegno di spesa relativo alla manifattura di una targa marmorea. Occorre semplicemente un piccolo impegno politico per un grande e nobile gesto. Cosa ne pensa? Grato se vorrà e riterrà opportuno rispondermi.

 

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