Politica

Amministrative 2019: tra puristi, scissionisti e trasformisti. Per Campobasso nuovo accordo in vista?

Il capoluogo di regione si avvicina al voto in un panorama politico in continuo cambiamento

Nel giorno di San Valentino il manifesto d’amore per la città di Campobasso, ufficializzato a pochi mesi dalle amministrative di primavera, ha provocato un po’ di scompiglio nelle stanze dei bottoni.

I 90 nomi, messi in fila uno dietro l’altro, avrebbero spiazzato una parte di quel centrosinistra da mesi a lavoro per i prossimi appuntamenti elettorali. Ma il manifesto in realtà avrebbe soltanto acuito quella rottura all’interno del centrosinistra già così evidente alle scorse regionali.

Quando il documento d’amore verso la città di Campobasso è stato ufficializzato in molti sono stati quelli che lo hanno ricondotto all’attuale presidente del Consiglio, Michele Durante, nonché candidato alle primarie per la segreteria regionale del PD. Una notizia infondata? Non del tutto. Tra i firmatari figura il nome della sua storica compagna, Valeria Pistilli, nonché quello del suo addetto stampa Antonio Di Monaco, ed è nota da tempo la voglia dello stesso Durante, ora in corsa per la segreteria regionale del PD, di correre per lo scranno più alto di Palazzo San Giorgio.

Tuttavia, fonti attendibili raccontano di come la firma della regia del manifesto sia quella dell’ex governatore Paolo Di Laura Frattura e di molti suoi fedelissimi. Tra i nomi stessi dell’elenco spiccano quelli dei due portavoce dell’ex presidente, Enzo Luongo e Sabrina Varriano, ma su tutti si impone quello dell’avvocato Mariano Prencipe. Professionista molto vicino all’ex numero uno di via Genova su cui lo stesso punterebbe molto per la corsa a sindaco di Campobasso.

Un déjà vu che riporta con la mente a quel lontano 2014, quando Prencipe ritirò all’ultimo la sua candidatura alle primarie.

L’avvocato del capoluogo però smentisce: “Ho firmato un documento nel quale mi riconoscevo, nulla più. Non si è parlato di alcuna candidatura”, tira a corto Prencipe il cui nome, secondo rumors insistenti potrebbe essere, in realtà, gradito anche al centrodestra. Che qualcuno lo abbia chiamato per portarlo dall’altra parte è una voce insistente che si rincorre tra gli ambienti della politica locale e non solo.

“Credo che il centrodestra stia proprio guardando oltre”, dice tuttavia Prencipe sollecitato da una domanda forse un po’ scomoda.

Ma è davvero così? Che il governatore Toma abbia proposto a una serie di esponenti della società civile la candidatura a sindaco di Campobasso è cosa nota e accertata. Così come accertata è che la proposta in questione sia arrivata a più di qualche stimato professionista che attualmente ricopre incarichi nel centrosinistra alla guida del Comune.

Un caso o una svista? Nessuna delle due. In pole resta non solo l’ipotesi di una finta cortesia compiuta dal governatore verso una parte della società civile che potrà forse ricomprendere all’interno dell’elettorato di centrodestra, ma anche la possibilità di una sorta di piano che potrebbe anche essere stato concordato con l’ex governatore, con cui Toma pure ha dei legami stretti. E non solo perché lo stesso fu chiamato a ricoprire la carica di assessore esterno al Comune di Bojano da Marco Di Biase, primo cittadino la cui candidatura fu voluta e sostenuta proprio da Frattura, ma anche perché, che una parte di centrosinistra abbia contribuito all’elezione di Toma è ormai cosa più che nota.

Soprattutto in quegli ultimi giorni di campagna elettorale prima del voto dello scorso 22 aprile, con i sondaggi che vedevano il centrosinistra fortemente penalizzato, a differenza di quei punti percentuali che si andavano ad affiancare al simbolo del Movimento Cinque Stelle.

Senza scordare, ovviamente, come quel legame tra il prima e il dopo del governo regionale sia stampato sulla faccia di numerosissimi esponenti dell’attuale maggioranza del presidente Toma, molti dei quali tra i fedelissimi dell’allora governatore Frattura. Assessori, ma anche e soprattutto consiglieri regionali ed amministratori di piccoli comuni alle porte del capoluogo, in passato tra le fila di centrodestra e successivamente sostenuti con forza e determinazione dall’ex presidente e dagli ex assessori. Attuali consiglieri regionali di maggioranza, ben conosciuti negli uffici regionali, vista la loro costante presenza negli ultimi cinque anni.

Ma il principio, che resta nel panorama di accreditate ipotesi, resta valido soprattutto, per la riconferma dei capi dipartimento della Regione Molise un tempo braccio destro di Frattura e ora sempre al fianco del presidente Toma, con qualche potere decisionale e un peso politico sempre maggiore. Su tutti, Mariolga Mogavero e Massimo Pillarella.

Quindi, se è vero che la composizione del manifesto ‘Io amo Campobasso’ porti la firma di Frattura non è affatto da escludere che sia stata una mossa concordata con i più alti vertici della Regione.

Molto probabilmente in sordina a quella parte purista del centrodestra che magari vedrebbe bene come candidato sindaco l’attuale Sottosegretario alla Giunta regionale, Quintino Pallante, anche in vista di una ricucitura dello strappo dell’ala ioriana con l’attuale presidente. Se l’ex primo cittadino di Frosolone, Pallante, corresse per fare il sindaco, infatti, non solo non perderebbe il cospicuo budget da consigliere (gli verrebbe nuovamente concesso il vitalizio a cui ha diritto e che ora gli è stato sospeso ndr), ma potrebbe, sempre ove si concretizzasse la vittoria del centrodestra, liberare quel posto a Palazzo D’Aimmo che andrebbe, così, all’ex assessore regionale Filoteo Di Sandro, per buona pace proprio di Iorio, ma in primis dello stesso coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.

Sul piatto dei papabili candidati sindaci ci sarebbe poi l’avvocato Nicola Lucarelli, che sarebbe sponsorizzato proprio dallo stesso Toma. Recentemente nominato dalla Regione Molise all’interno del nuovo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II, Lucarelli è anche socio dello studio che ha con Nicola Lavanga, altro avvocato nominato al Corecom. E chissà se anche questa figura non possa trovare consensi bipartisan.

Insomma, a poco più di due mesi dalla presentazione delle liste per le prossime Amministrative, con un panorama in continua evoluzione e mutamento, pensare che una parte del centrodestra parli e si confronti – diciamo così – con una parte di un certo centrosinistra resta un’ipotesi accreditata. Anche e soprattutto in relazione a molti nomi che figurano tra i sottoscrittori del manifesto ‘Io amo Campobasso’, all’interno del quale spiccano quelli di alcuni candidati consiglieri alle scorse regionali con la coalizione che sostenne Toma, così come nomi da sempre riconducibili a un certo centrodestra.

Fantascienza avrà da ridire più di qualcuno che si è spinto a leggere fino a qui.

Teoria accreditata dai fatti, rifletterà invece chi è più addentro a dinamiche politiche, vera e propria espressione di quella legge fisica della conservazione della massa, per la quale: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.

fabyabb

Redazione

CBlive

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