Città

‘Io amo Campobasso’, il manifesto d’amore per la città nel giorno di San Valentino

La città di Campobasso, personificata come un amante, viene descritta nel suo fascino ed elogiata per le sue virtù dal gruppo di cittadini ‘Io amo Campobasso’. Nel giorno di San Valentino viene stilato un manifesto di 10 punti, in cui si spiegano tutti i ‘perché’ di quest’amore

‘Noi amiamo Campobasso perché’: questi sono i dieci i punti del manifesto d’amore stilato dal gruppo di cittadini ‘Io amo Campobasso’. Un atto d’amore che elogia la città per le sue qualità come l’identità, l’inclusività, il lavoro, la sostenibilità, la bellezza, la giocosità, la cultura, l’innovazione, la resilienza e la capacità ad inventarsi.

Il manifesto come atto d’amore verso il capoluogo di regione è a firma di 90 cittadini, tutti nati o cresciuti nel capoluogo di regione, provenienti dagli ambiti professionali più disparati, tra cui anche l’ambiente politico.

Ci sono studenti e pensionati, artisti, operai, dirigenti d’azienda, liberi professionisti, giornalisti e uomini e donne di ogni età che hanno nel cuore la propria città. E’ un atto d’accusa innanzitutto contro se stessi, colpevoli di essere stati distanti per troppo tempo dalle vicende politiche e amministrative ma è anche un appello affinché tutte le forze sane che vivono e operano a Campobasso comprendano che i prossimi 3 mesi sono fondamentali per il futuro del capoluogo.

E’ un atto d’amore, dunque, ma anche un messaggio alle associazioni e ai privati che hanno mantenuto alta la fiamma della speranza e dello sviluppo in un periodo storico ed economico complicato come quello che ha caratterizzato gli ultimi due decenni: c’è bisogno di fare rete, di mettere insieme le migliori energie del territorio e superare i rancori personali che spesso hanno ostacolato la creazione di un sistema organico capace di rendere la città un vero laboratorio di pensiero e di azione civica.

E’ il momento di abbandonare la proverbiale indolenza campobassana e mettersi al servizio della città, ognuno secondo i propri desideri e ognuno per le proprie capacità e competenze.

Riportiamo di seguito il Manifesto con l’elenco dei firmatari.

MANIFESTO

Siamo campobassani.

Siamo nati o cresciuti in questa città.

È la città dei nostri padri, delle nostre madri e dei nostri nonni; ne conosciamo le tradizioni,ne parliamo il dialetto e siamo immersi profondamente nel suo tessuto sociale, nella sua storia e nella sua cultura.

Da   troppi   anni   assistiamo   alle   profonde   contraddizioni   della   gestione   politica   e amministrativa,      rese   evidenti   da   uno   sviluppo   asimmetrico,   da   una   cementificazione selvaggia e sregolata, da una perdita di identità sociale ed economica e da una triste e provinciale programmazione istituzionale della cultura.

Questa gestione inadeguata ci ha fatto fare i conti, per la prima volta nella nostra vita e in quella della nostra città, con un

avanzato stato di degrado materiale, sociale, economico, civile.

Sarebbe   facilissimo

  limitarsi  ad addossare   agli  amministratori,  di  oggi  e  di  ieri,  la

responsabilità   della   situazione;   per   i   propri   limiti   e   per   gli   innumerevoli   errori

commessi a causa della loro incompetenza o, peggio, della loro malafede.

Ma noi non siamo fatti così: noi non puntiamo il dito contro il prossimo, pensando che sia

la causa dei nostri problemi.

La colpa, fino ad oggi, è stata anche nostra.

Noi abbiamo preferito, per troppo tempo, scrollare le spalle e andarcene altrove: fuori città per studio, poi per lavoro, poi per scelta. Oppure abbiamo preferito modellare la nostra esistenza, la nostra famiglia, il nostro lavoro ritirandoci completamente dalla vita pubblica e, inevitabilmente, dalla nostra stessa città.

Siamo diventati adulti lasciando che altri prendessero in mano le nostre vite e quelle dei nostri figli.

Questo nostro atteggiamento ha fatto in modo che il vuoto che lasciavamo fosse riempito da una piccola borghesia classista, pesantemente ignorante, travestita da popolo sovrano, con  orribili  derive  sovraniste  e  xenofobe,  che  ha lasciato  crescere  l’emarginazione  tra  i minori, nelle famiglie, tra gli anziani, nei quartieri. Per nostra fortuna, ci sono state e ci sono   non   poche   e   straordinarie   eccezioni:   campobassani   che   sono   stati   capaci   di

disegnare   arte   tra   le   macerie,   far   risuonare   musica   nel   silenzio,   aprire   spazi   di aggregazione   nella   solitudine,   proiettare   immagini,   scandire   parole   e   comunicare   idee mentre la città ripiegava su se stessa.

Pensiamo   sia giunto quel tempo in cui le forze sane di una società debbano intervenire per  fermare   questa   spirale   di   odio   che   si   è   impadronita   della   Nazione   e   che   rischia   di riverberarsi sulla nostra regione e sulla nostra città.

Crediamo   nella     libertà,     nell’Europa    delle    opportunità,     nella     solidarietà,    nella partecipazione   delle   nuove   generazioni,   nella   forza   della   conoscenza,   nei   diritti   umani, civili e sociali.

Confidiamo         nella   Politica   che   ha   al   centro   il   benessere,   i   bisogni   e   i   desideri   di   ogni singolo cittadino. Soprattutto di quelli che sono rimasti indietro.

Vogliamo    la rinascita della città che ha reso fieri i nostri padri affinché possa diventare l’orgoglio dei nostri figli.

Perché noi amiamo Campobasso, e decliniamo qui il nostro amore in dieci modi diversi,  certi che tanti altri si uniranno a noi in questa dichiarazione d’amore e di intenti.

 

I DIECI PUNTI

Noi amiamo Campobasso e le sue identità: una città europea e vero capoluogo di Regione, culla della cultura e dei “Misteri”, intesi come tradizioni e innovazione; una città che stupisce e che stordisce chi la conosce e la vive, riconosciuta a livello regionale, interregionale e internazionale. Dal centro storico alle periferie, con dignità e orgoglio.

Noi amiamo Campobasso inclusiva: una città in cui la libertà è condizione sostanziale per l’autodeterminazione di ciascun cittadino; una città che riconosce nell’accoglienza e nella solidarietà i principi fondanti del genere umano; una città che promuove la pace e l’inclusione sociale come strumenti di garanzia dei diritti della persona, per rafforzare le relazioni sociali indispensabili alla sua rinascita e per non rassegnarsi alla fuga dei suoi figli migliori, allo spopolamento e alla emarginazione degli anziani.

Noi amiamo Campobasso che lavora:        non una città accidiosa, che aspetta interventi dall’alto, ma una città delle opportunità, che si costruiscono rivitalizzando e valorizzando il centro storico e murattiano, poli di attrazione da incentivare e supportare nel terziario e nei servizi. Una città in cui la condivisione della conoscenza è al servizio dell’innovazione di qualità e delle idee di sviluppo e progresso, economico e sociale. Una città delle buone  pratiche alla guida dell’attività amministrativa, che riaffermi il principio di sussidiarietà sancito dalla nostra Costituzione e utilizzi in modo efficace ed efficiente i fondi pubblici e privati disponibili.

Noi amiamo Campobasso sostenibile e a misura di tutti gli esseri viventi: una città che ci emoziona diventando davvero ecologica, in cui il traffico è decongestionato, grazie a parcheggi in zone strategiche e trasporto urbano moderno; in cui la sostenibilità è non solo  ambientale, ma anche economica e sociale; in cui si praticano politiche di efficientamento energetico sensibilizzando e incentivando i cittadini; in cui pubblico e privato sono concetti distinti ma non distanti. Una città amica dei pedoni, ciclabile e accessibile a chiunque in sicurezza e con facilità. Una città amica degli animali, che dedica a loro e ai loro proprietari cura e attenzione, tutelandoli e restituendogli dignità.

Noi amiamo Campobasso bella: una città verde, pulita, ordinata, vivibile, che torna ad avere cura di sé; in cui la gestione di aree verdi, impianti sportivi e tutti i beni comuni è affidata alle cure delle associazioni sul territorio. Una città i cui quartieri sono protagonisti del loro presente, rispettando e valorizzando gli spazi e i beni comuni, le cui contrade tornano a guardare con fiducia all’Amministrazione per la soluzione dei loro problemi. Una città in cui sicurezza non è sinonimo di telecamere ma di prevenzione, e i vigili sono amici del cittadino. Una città in cui il rispetto delle regole è la base del vivere insieme.

Noi amiamo Campobasso che gioca: una città a misura di bambino, attenta all’infanzia e all’adolescenza, che riconosce il diritto di essere bambini e giovani e di crescere in un ambiente sereno e sano. Una città che favorisce progetti ed esperienze che stimolino le nuove generazioni ad avere un ruolo attivo nella società, con luoghi e contenitori da progettare e riempire di contenuti, per favorire gioco e sport, attraverso il recupero delle tante strutture abbandonate presenti in ogni quartiere. Una città felice, come i bambini sanno essere.​

Noi amiamo Campobasso colta:         una città    intelligente e creativa, aperta a ogni forma di cultura e al dialogo con le nuove generazioni, che favorisce modelli turistici nuovi e sostenibili, festival e cultura “slow”, che aiutino a ripensare i tempi che scandiscono la vita dei suoi cittadini. Una città responsabile, che pensa al futuro piantando solide radici nel presente, ad esempio valorizzando le esperienze di street-art che già ci vedono all’avanguardia, per farne un modello di sviluppo di politiche culturali finalmente e realmente europee.

Noi amiamo Campobasso capace di investire e sostenersi:        una città in cui la programmazione dell’impiego delle risorse è attenta, efficiente, sensata; in cui un gruppo di esperti lavora al reperimento delle risorse finanziarie necessarie allo sviluppo e al progresso. Una città che è davvero autonoma nella sua capacità di spesa.  Una città in grado di mantenere le promesse che fa ai propri cittadini.

Noi amiamo Campobasso innovativa:        una città in cui cittadini e Amministrazione collaborano e interagiscono sui temi di interesse pubblico, attraverso l’utilizzo della rete telematica. Una città conscia del futuro che la attende, che pianifica a lungo termine le azioni da compiere per garantire ai propri cittadini e a tutti quelli che lo diventeranno la possibilità di usufruire di servizi adeguati alle loro esigenze. Una città che si apre alle forme più avanzate di organizzazione del lavoro, che si dota di strumenti e metodologie per la promozione della flessibilità di orari e luoghi in cui svolgere l’attività lavorativa. Una città pronta a vivere la sua contemporaneità e il suo futuro, che accoglie il cambiamento senza paura o nostalgia del passato.

Noi amiamo Campobasso resiliente: una città in cui il tessuto sociale ed economico sono solidi e in grado di sopportare e superare le difficoltà; in cui la coesione sociale, l’interrelazione e la collaborazione       fra tutti i cittadini sono il pilastro fondante dell’azione amministrativa, per costruire un luogo in cui le generazioni future possano continuare a vivere e prosperare.Da oggi non assistiamo più inerti al declino della nostra città, ma diventiamo protagonisti attivi della vita pubblica di Campobasso, per fornire alla cittadinanza tutta un’alternativa di governo credibile, competente, affidabile.

I cittadini del Gruppo “Io amo Campobasso”.

PRIMI FIRMATARI

1 Adelchi    Battista      Scrittore

2 Carmen   Brini  Libero professionista

3 Annamaria       Cacchione  Independent expert Commissione Europea

4 Rosanna  Cacciuttolo Docente

5 Luigi       Calabrese   Libero professionista

6 Antonio   Cannarsa   Agente in attività finanziaria

7 Simone   Cannarsa   Studente

8 Antonio   Cavone      Agente immobiliare

9 Lina        Cecere       Insegnante

10 Maria Chiara  Cecere       Impiegata

11 Mario    Cecere       Libero professionista

12 Giacomo    Chiocchio  Preparatore atletico

13 Giuseppe       Colella        Autore televisivo

14 Luca      Corbo        Architetto

15 Teresa   Cuomo       Avvocato (ex consigliere comunale di Campobasso)

16 Maria Silvia    D’Andrea    Professore universitario

17 Mario    Davinelli     Dirigente d’azienda

18 Marta    Davinelli     Libero professionista

19 Vittorio Davinelli     Medico chirurgo

20 Gennaro        De Oto       Avvocato

21 Michele  De Santis   Dirigente d’azienda – ex assessore alla cultura con Augusto Massa

22 Luigi     De Tullio     Impiegato

23 Luca      Del Matto   Commerciante

24 Lucio     Di Gaetano Investment Manager

25 Marco    Di Ioia        Architetto

26 Umberto        Di Lallo       Dirigente Scolastico

27 Antonio Di Monaco giornalista, addetto stampa Michele Durante, presidente Consiglio comunale Campobasso

28 Roberta Di Nucci     Archietetto

29 Alessandro Di Stasi Ingegnere

30 Pietro Domeneghetti        Operaio metalmeccanico

31 Valentina       Fasano       Ingegnere, libero professionista

32 Antonio Fasciano     Responsabile informatico

33 Christian        Ferrante    Agente di commercio

34 Massimiliano Ferrante       Fotografo e musicista

35 Giancarlo       Forte Direttore centro di ricerca internazionale

36 Francesco      Fraticelli     Medico anestesista

37 Annalisa         Fratianni    Docente

38 Sara     Fusco Docente

39 Gianni   Giangiobbe Quadro d’azienda

40 Pier Paolo       Giannubilo  Scrittore, docente

41 Domenico       Iannacone  Giornalista

42 Gianni   Izzo  Ingegnere Ente Spaziale Europeo

43 Michele  Lanni Consulente del Lavoro

​44 Nicoletta        Laurienzo   Commercialista

45 Paola     Liberanome        Avvocato

46 Enzo     Luongo      Giornalista – ex portavoce del Governatore Frattura

47 Luigi     Marchetti   Imprenditore

48 Nicoletta        Martone     Avvocato

49 Erica     Mastropietro       Impiegata

50 Fabio    Mastropietro       Scrittore e critico letterario

51 Michele  Messere     Studente

52 Giovanna       Mosca        Docente

53 Maurizio         Mosca        Architetto

54 Monica  Mosca        Docente

55 Giuseppina     Mosca        Agente in attività finanziaria

56 Silvana  Mosca        Docente

57 Erminia Moscufo     Farmacista

58 Christian        Musenga    Medico

59 Sergio   Oriente      Insegnante

60 Maurizio         Oriunno     Giornalista

61 Antonella       Palmieri      Consulente Marketing

62 Nicola    Paolantonio Fotografo

63 Sergio   Paolantonio Avvocato

64 Charles Papa Impiegato

65 Gianclaudio    Piedimonte Libero professionista

66 Valeria  Pistilli Graphic Designer

67 Giuseppe       Piunno       Avvocato

68 Ermanno        Pizzuto       Agente di commercio

69 Paolo     Pizzuto       Operatore sociale

70 Luciano Poleggi       Impiegato

71 Mariano Pontico       Medico

72 Piero     Pontico       Impiegato tv e spettacolo

73 Francesca      Praitano     Bancaria

74 Mariano         Prencipe     Avvocato

75 Francesco      Rizzi  Pittore

76 Evaristo Santoro     Avvocato Cassazionista

77 Giovanni        Santoro     Imprenditore

78 Costantino     Simonelli    Medico di base

79 Carmine         Spensieri    Pensionato

80 Francesco      Spensieri    Impiegato

81 Barbara Spidalieri    Art director

82 Paola     Spidalieri    Quadro d’azienda

83 Raffaele Spidalieri    Medico neurologo

84 Maurizio         Squilletti    Assistente notarile

85 Michele  Squilletti    Pensionato

86 Lionello Tanelli        Imprenditore

87 Sabrina Varriano     – ex portavoce Governatore Frattura – Giornalista

88 Pippo    Venditti      Deejay

89 Ester     Villani        Psicologa

90 Marco    Vitale Agente di commercio

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