Politica

Italia in Comune lancia lo slogan ‘Non rompeteci l’Italia, difendiamo il Sud’ per combattere il decreto sulle autonomie

Intanto, il gruppo campobassano, guidato da Pino Libertucci, si fa portavoce delle esigenze dei cittadini

“Circa due mesi fa al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, circa il 70% dei campobassani, ha pensato che forse era il caso di cambiare sul serio. E cosi è stato: abbagliati dalla voglia di cambiamento, dalla critica facile delle cose non fatte, un po’ per punire il centro destra, ha scelto Gravina che ha stravinto promettendo però cambiamento vero. Anche noi abbiamo sperato, pur senza ritagliarci spazi di merito nella sua elezione, che qualcosa potesse cambiare e cambiare velocemente in città. Certo che poco tempo è passato ma le rivoluzioni, quelle vere si fanno in una notte e quella notte per Campobasso è già passata”. Ad affermarlo è l’Osservatorio Civico ‘Italia in Comune’ Campobasso, che fa riferimento all’ex consigliere comunale Pino Libertucci.

“L’abbiamo già detto, essendo fuori dall’amministrazione, la nostra attività  politica è ascoltare e a giudicare dalle domande che i cittadini ci fanno: differenziata e Tari, terminal, viabilità svincolo S. Giovanni – Via delle Fratte, parcheggi per i residenti al centro storico, viabilità e sicurezza stradale, scuole. Dobbiamo desumere che la città aspetta con ansia il cambiamento annunciato . Da osservatori aspettiamo di vedere realizzate le cose per il bene della città”, prosegue il gruppo di ‘Italia in Comune’.

“E’ tra il bene della città c’è il progetto di realizzazione di un imponente investimento in fibra ottica. Progetto nato, voluto e avviato, con la firma della convenzione a maggio, dalla passata consiliatura. Progetto di ampio respiro  – proseguono gli attivisti – su cui abbiamo lavorato senza sosta per evitare che gli stanziamenti che Open Fiber aveva destinato a Campobasso prendessero altre direzioni. Oggi il Sindaco lo presenta colmando giustamente un difetto di comunicazione di chi lo ha voluto, e siamo stati noi del centro sinistra, e siccome è un bene per la città siamo pur contenti. Certo verificheremo che questa amministrazione sappia recuperare anche gli investimenti in fibra ottica nelle zone della città a bassa reddività oggetto di finanziamenti INFRATEL e Regione Molise di cui Open Fiber è soggetto aggiudicatario. Noi speriamo che il vento di cambiamento non si disperda negli accordi pre-elettorali di cui vediamo un primo assaggio nel silente atteggiamento del Movimento 5 Stelle verso la creazione del gruppo monocellulare non uscito dalle urne e foriero di presenze e gettoni nelle commissioni consiliari. Ma il movimento 5 Stelle è anche il complice e succube della bieca politica nazionale della Lega. Con orgoglio ce ne differenziamo evidenziando i valori progressisti e sociali a cui ci ispiriamo. Continueremo a lottare per i diritti di libertà, di parola e di manifestazione nel sentiero del rispetto per i piu’ deboli combattendo le discriminazioni e pensando alla inclusione sociale come un valore della nostra società. Certo sta emergendo nella società che il 38% ( tanto sono stimati i consensi della Lega) siano maggioranza nel paese. Ma non e’ cosi. Quel 62% che la pensa diversamente e’ oggi mal rappresentato o meglio è stato tradito da chi oggi ci governa. Certo come ha ricordato il pentastelalto Oriale nel suo intervento alla Camera dei Deputati, riprendendo un nobile pernsiero di Rino Formica che la politica e’ sangue e “merda”. Ma oggi pare sia il turno della “merda”. Il decreto sulla sicurezza ha chiaramente sancito prospettive politiche e responsabilità chiare ma nel progetto della lega non c’e’ solo la battaglia sui diritti ma anche quella della secessione. Certo abilmente la Lega non ne parla più ma nel prossimo decreto sulle autonomie e’ questa la vera vittoria che la lega cerca. Con l’autonomia la lega vuol creare secessione economica a favore delle regioni del nord ma per far questo ha bisogno dei voti del Sud. Un controsenso che chi al Sud ha vinto (il Movimento 5 Stelle) non lo combatte e non lo rifiuta. Non sappiamo se per incoscienza o per ignoranza ma certo e’ che non lo contrasta. Cosa ne pensa l’attuale sindaco di Campobasso di
questo decreto al momento non è dato sapere. Chissà se ce lo dirà nei prossimi giorni”.

“Intanto noi di Italia in Comune – conclude il gruppo guidato da Pino Libertucci abbiamo lanciato l’iniziativa ‘Non rompeteci l’Italia, difendiamo il Sud’ per combattere il decreto sulle autonomie. Slogan che invitiamo a diffondere in ogni luogo e con ogni mezzo”.

Redazione

CBlive

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