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Al via una nuova rubrica. Le tecniche fisioterapiche manuali nella medicina veterinaria

fisioterapia veterinariaPASQUALE PIZZUTO

La fisioterapia veterinaria trae le sue origini da quella umana. È una disciplina di recente concezione, che viene utilizzata come terapia unica o secondaria al recupero fisico,  funzionale post-traumatico e post-operatorio e nel trattamento puramente antalgico o sintomatico. Viene utilizzata principalmente  in campo ortopedico e neurologico ma può essere rivolta anche a soggetti sani, come integrazione a programmi di training di cani atleti o da lavoro, per il rinforzo muscolare ed il miglioramento delle performance.

L’obiettivo ultimo della fisioterapia è ovviamente variabile a seconda del caso clinico e può consistere nel riportare il paziente alle condizioni fisiche ottimali nel minor tempo possibile, promuovendone la guarigione, accorciando i tempi di degenza, accelerando i processi di recupero dei tessuti lesionati o semplicemente migliorando la qualità della  vita.

Anche nel trattamento del dolore acuto e/o cronico l’ausilio di tecniche fisioterapiche, sia manuali che strumentali in associazione al trattamento farmacologico apporta notevoli vantaggi.

Tra le tecniche fisioterapiche manuali, vanno considerate la termoterapia ossia l’applicazione del caldo e/o del freddo, gli esercizi passivi e attivi, i massaggi e le mobilizzazioni articolari. La termoterapia si può effettuare mediante impacchi freddi o caldi, massaggi con ghiaccio, bagni caldi o freddi (o alternando acqua fredda e calda) lampade a raggi ultravioletti o microonde.

L’applicazione del caldo è utile per ridurre lo spasmo muscolare e il dolore dovuto a lesioni muscolo scheletriche e rappresenta un ottimo rimedio se utilizzato prima di eseguire esercizi di stretching o per migliorare l’escursione articolare. Quindi, i principali benefici sono rappresentati dall’aumento del flusso sanguigno locale, riduzione del dolore, miorilassamento e aumento dell’estensibilità dei tessuti.

L’applicazione del freddo, o crioterapia, trova indicazione soprattutto dopo un evento traumatico, determinando la riduzione dell’edema e dell’infiammazione e di conseguenza del dolore. Permette  il controllo del sanguinamento in quanto determina vasocostrizione ossia la diminuzione dell’irrorazione sanguigna, e riduce la liberazione di enzimi, dannosi per l’organismo, dai tessuti lesionati.

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