Salute & Benessere

Sport, come allenare il sistema immunitario

CAROLA PULVIRENTI*

L’esercizio fisico favorisce la protezione dalle infezioni virali e batteriche, compresa la Covid-19. Ad affermarlo è uno studio da poco pubblicato.

Quando la Covid-19 attacca il sistema immunitario può indurre una grave sindrome infiammatoria con esito fatale, soprattutto negli individui con uno stato infiammatorio preesistente, come in caso di Diabete, Ipertensione e Cardiopatia.

È noto che l’allenamento fisico ha un potere anti infiammatorio e immunomodulante, appare quindi un efficace training per la lotta alle infezioni, ma in che modo? Lo scopriamo di seguito.

Sport ed effetto antinfiammatorio: l’infiammazione è una risposta naturale dell’organismo che previene, limita e ripara il danno dovuto all’invasione di virus e batteri. Tuttavia, se l’infiammazione acuta è un evento transitorio e protettivo, un’infiammazione persistente è associata al malfunzionamento degli organi e tessuti. 

L’effetto antinfiammatorio dello sport risulta controllato da molteplici meccanismi, fra cui l’aumentata produzione di alcuni ormoni che innalzano i livelli delle citochine, molecole proteiche con diverse potenzialità, fra cui quella di ridurre l’infiammazione.

Sport ed effetto immunomodulante: il termine immunomodulante, da alcuni anni, viene usato ampiamente in medicina e risulta appropriato per descrivere le conseguenze dello sport sull’organismo umano. Difatti l’influenza dell’attività sportiva sul sistema immunitario risulta diverso in base all’intensità e alla frequenza dell’esercizio fisico. Alcuni studi hanno evidenziato che un esercizio fisico molto intenso, come la preparazione atletica, può ridurre la risposta immunitaria. Nel caso di attività sportiva moderata, invece, si ottiene un effetto immunostimolante, in grado di aumentare la numerosità e l’attività degli anticorpi e ridurre il rischio di sviluppare infezioni.

L’esercizio fisico ha numerosi altri effetti benefici sulla salute, ad esempio, promuove la crescita e la sopravvivenza dei neuroni e interviene sullo stress ossidativo.

Alcune persone, per disabilità o malattia, non possono praticare qualunque attività, fortunatamente però esistono discipline praticabili da chiunque. Ne è un esempio lo sport delle bocce, consigliato da Ippocrate, per il suo effetto benefico, compreso già nel 400 a.C.

Furono i romani a trasformare la pratica delle bocce da semplice attività fisica a prova di abilità: l’obiettivo era avvicinare le sfere di pietra ad un punto stabilito. Nello stesso periodo Oribasio di Pergamo, noto medico dell’Impero Romano, raccomandava il gioco delle bocce come rimedio contro la fiacchezza dei muscoli.

Il gioco diventò sport nel corso del 19° Secolo ed oggi è presente nel programma dei Giochi Paralimpici con la Boccia Paralimpica, l’unica disciplina che consente ai disabili gravi di poter praticare un’attività sportiva.

L’attività fisica regolare, dunque, rafforza il sistema immunitario e sembra migliorare anche la risposta agli agenti patogeni e ai vaccini dunque, se oggi iniziamo a praticare dello sport, arriveremo all’autunno con un sistema immunitario allenato a combattere l’influenza. 

 

Rubrica sanitaria curata da Carola Pulvirenti, Patient Advocate, Patient Engagement Officer, Paziente Esperto certificato EUPATI (Accademia Europea dei Pazienti), Infermiera presso Dermatologia e Dermochirurgia INMI “L. Spallanzani”, Master in Management, Master in Nutrizione Clinica.

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