Ambiente e innovazione

Metodi alternativi per fare benzina senza usare i contanti: la carta carburante

L’utilizzo del contante come mezzo per effettuare transazioni commerciali sta diventando sempre meno importante al punto che, per usare una previsione del presidente di Mastercard UK Mark Barnett, «Tra 30 anni l’idea di portare con sé delle monete sarà anacronistica, una cosa antidiluviana come girare per strada con una borsa piena d’oro», e ancora:  «Inghilterra e Irlanda sono avanti, ma in 5 anni la maggioranza del mondo potrebbe non usare più contanti, il denaro verrà spazzato via dal sistema».

Che si avverino o no queste futuristiche previsioni, di una cosa possiamo essere certi: utilizzare pagamenti elettronici al posto dei tradizionali pagamenti cash offre una serie di vantaggi che riguardano non solo i singoli, ma anche l’economia globale.

Nel corso degli anni molti economisti si sono espressi molto positivamente nei confronti dei pagamenti elettronici, sottolineandone i molteplici vantaggi: sono più sicuri, non obbligano a portare con sé grandi quantità di contanti e, per esempio, riducono il tempo che i commercianti devono passare a gestire monete e banconote; avere in cassa una quantità di denaro contante per poter gestire le operazioni di incasso è oneroso e in aggiunta espone a rischi di rapine. I contanti, inoltre, rendono molto più facile compiere attività illegali. Pagamenti in nero, spaccio ed evasione fiscale sono molto più semplici in un’economia dove le transazioni commerciali avvengono per la maggior parte attraverso l’utilizzo di denaro contante. Questa è una delle ragioni per cui, ciclicamente, vengono fatte richieste di eliminare i tagli più grandi di banconote, che rendono più agevoli gli spostamenti illeciti di denaro.

Con la crescita delle carte di debito, dei trasferimenti elettronici e dei pagamenti mobili, l’uso del contante è da tempo in calo, soprattutto riguardo alle transazioni di medie e grandi dimensioni; bancomat, carte di credito, app per versamenti tramite smartphone: i mezzi per effettuare operazioni elettroniche sono molti. In Italia i pagamenti elettronici negli ultimi anni sono aumentati in modo costante, sia in termini di numero che di volume complessivo, e sono il mezzo più utilizzato dopo assegni e contante: in media una transazione su cinque avviene tramite carte elettroniche. In particolare, la carta carburante per il rifornimento di benzina, gasolio o gas è uno strumento indispensabile per tutte le aziende e per liberi professionisti con partita IVA. Si tratta, infatti, di un valido strumento che permette all’azienda o al lavoratore autonomo di detrarre dalle tasse il costo del carburante per le automobili utilizzate nell’esercizio della propria professione; naturalmente i costi deducibili sono quelli affrontati per il proprio lavoro e non quelli relativi alla vita privata.

Dal 1° gennaio 2019, in seguito alla legge di bilancio 2018,  è scattato  l’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburante per le automobili aziendali. Le novità riguardano principalmente le modalità  di detrazione dalle tasse dei costi relativi all’automobile aziendale. L’obiettivo della nuova legge è quello di favorire l’utilizzo della moneta elettronica; per cui non si dovranno più utilizzare i contanti per effettuare i rifornimenti. Ciò non significa che è vietato l’utilizzo dei contanti quando ci rechiamo dal benzinaio, ma che,  per ottenere le detrazioni che prima si ottenevano mediante l’utilizzo della scheda carburante, non sarà più possibile utilizzare i contanti. L’obbligo non riguarderà tutti i privati che effettueranno rifornimenti, bensì esclusivamente i liberi professionisti e le società.  L’utilizzo della fatturazione elettronica è sicuramente un’ottima soluzione per eliminare i costi di stampa e soprattutto una scelta ecologica che permetterà di risparmiare sull’utilizzo ormai superfluo di carta; inoltre di fatto sostituirà la scheda carburante, permettendo una conservazione dei documenti più precisa e tracciabile.

La scheda carburante era stata inizialmente concepita come documentazione delle operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione effettuati da parte di soggetti IVA, ponendosi quindi come sostitutiva della fattura. In seguito è intervenuto il Decreto di Sviluppo (D.L. n. 70/2011) che ha consentito di utilizzare anche carte elettroniche emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria. (di cui all’art. 7, comma 6, D.P.R. n. 605/1973).  Successivamente, la legge di Bilancio 2018 ha definito chiaramente come tutti i “soggetti passivi di imposta sul valore aggiunto”, e cioè aziende e lavoratori autonomi con partita IVA, debbano essere necessariamente documentati tramite fattura elettronica. Tutti i benzinai sono perciò  tenuti, dal 1° gennaio 2019, ad emettere una fattura elettronica ogni qual volta un titolare di partita IVA effettui un rifornimento. Ancora una volta l’elettronica ci viene in aiuto per facilitare lo svolgimento dei processi, rendere più snello il flusso delle comunicazioni, migliorare la praticità delle operazioni e controllare più accuratamente le transazioni nel rispetto della legalità e dell’ambiente.

 

Redazione

CBlive

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