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La digitalizzazione esclude gli anziani? Il 24 marzo l’incontro online di Acli Molise

“Digital Divide”: le divisioni culturali passano dalla tecnologia? Anziani, assistenti familiari e immigrati nel mondo digitale.

Nuovo evento di Acli Molise

Le Acli Molise Aps, in collaborazione con la Fap Acli e le Acli Colf di Campobasso, nella persona della responsabile territoriale Elisabetta Tartarino, mercoledì 24 marzo a partire dalle 15.30 e fino alle ore 18.00, organizzano un incontro rivolto a tutta la cittadinanza dal titolo: “Digital Divide”: le divisioni culturali passano dalla tecnologia? Anziani, assistenti familiari e immigrati nel mondo digitale. Questo il link per partecipare https://meet.google.com/jpf-jrvu-wcq

Spid: una gran bella idea, ma gli anziani?

La giornata del 24 marzo avrà come tema principale lo SPID, ovvero la nuova identità digitale che ci consente di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. Oggetto del dibattito: “Spid: una gran bella idea, ma avete pensato agli anziani?” Lo Spid dovrebbe aiutare la digitalizzazione del paese nel senso che avvicinerà più cittadini ad utilizzare i servizi online, superando una sorta di digital divide funzionale: non tanto chi non accede a internet, ma chi non sa come fare ad utilizzare le nuove tecnologie. Gli sforzi in futuro devono tendere a migliore l’accessibilità di questi servizi, renderli immediati e intuitivi come toccare lo schermo di uno smartphone. Unire organizzazione, tecnologia ed accessibilità: i tre elementi smart della nostra società di domani. Un progetto in tipico stile open source, gratuito ed aperto a tutti, senza distinzioni. Il programma della giornata e gli interventi degli esperti del settore sono in fase di definizione.

Boom di assunzioni di colf, baby sitter e badanti durante il lockdown

L’incontro, il secondo appuntamento del progetto che coinvolge le Acli Colf di Campobasso, si svolgerà presso la sede delle Acli Molise Aps di Isernia, e vuole mettere in risalto il boom di assunzioni di colf, baby sitter e badanti durante il lockdown, oltre 50mila nel mese di marzo, +58,5% rispetto al 2019. Segno che, l’emergenza sanitaria ha portato un aumento del fabbisogno di assistenza da parte delle famiglie, soprattutto per i bambini (con le scuole chiuse) e gli anziani soli. Ma tale dato, se da una parte è un segnale della regolarizzazione dei rapporti di lavoro domestico, dall’altro fa emergere uno dei problemi che questo difficile momento causato dalla pandemia da Covid-19 ha comportato, ovvero, il cambio drastico delle nostre abitudini di vita, in quanto rimanendo confinati all’interno dei nostri appartamenti, l’unico spazio dove poter socializzare è quello del mondo digitale.

Carola Pulvirenti

 

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