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Odissea 2014 nella stazione di Campobasso. Viaggio tra agevolazioni ‘inesistenti’ per i disabili di serie B

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MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Torniamo nella stazione di Campobasso per parlare di nuovi disservizi che vanno a ledere la fascia debole della società. Avevamo già parlato del paradossale ascensore ‘ad ore’ presente nella stazione del capoluogo, un servizio che le Ferrovie garantiscono solo fino alle ore 19.30, dopo quest’orario disabili, mamme con passeggini ed anziani possono ‘arrangiarsi’ visto che non esistono pedane mobili che permettono al cittadino di spostarsi dal binario del treno fino all’uscita della stazione e viceversa.

Questa volta raccontiamo dell’odissea che un disabile vive per acquistare un biglietto e richiedere, secondo quanto dichiara anche le Ferrovie Italiane, il diritto di assistenza e di aiuto. Parliamo della Carta Blu e della Sala Blu, due servizi che RFI mette a disposizione degli utenti su sedia a rotella o con ridotte capacità motorie dal 2007.

La Carta Blu è una scheda nominale riservata al disabile, insieme al suo accompagnatore: il servizio equivale al pagamento di un unico biglietto per entrambi che la biglietteria della stazione rilascia gratuitamente. Tutto bene se non fosse che ad oggi i disabili non possono prenotare o acquistare un biglietto per il treno usufruendo di questo servizio. Giustificazione? I software di tutt’Italia, così come ci tengono a sottolineare nella biglietteria di Campobasso, sono in aggiornamento e quindi per il momento in città o ci si rivolge ad un’agenzia di viaggi, che ha i vecchi programmi, oppure si resta a casa con il rischio anche di perdere, in alcuni casi, i soldi per il pagamento dell’albergo prenotato.

L’odissea 2014 continua con la Sala Blu che consiste in un punto di riferimento per il disabile che, una volta arrivato in stazione, può richiedere aiuto con bagagli, accompagnamento ai binari, ausilio per salire e scendere dal treno e qualsiasi altro bisogno. Nonostante il servizio esista da tempo si è ancora molto indietro visto che c’è solo in 14 stazioni italiane ed ovviamente a Campobasso neanche a parlarne. Accade che, se la persona disabile riesce a partire con il treno da Campobasso alla volta di Roma, città provvista della Sala Blu, comunque non può usufruire di questo tipo di aiuti nella stazione della capitale. Perché? Semplicemente perché il malcapitato che arriva da Campobasso e che ha la semplice colpa di vivere in una città che è sprovvista di Sala Blu, per “protocollo”, così hanno specificato le Ferrovie dello Stato, non può ricevere assistenza perché parte da una stazione che non prevede questo servizio.

Quindi, secondo questo ragionamento, il disabile di serie A è quello che per ricevere supporto di assistenza previsto dalla Sala Blu deve partire solo da una delle 14 città che lo possiedono ed arrivare in un’altra stazione che ha attivo il servizio. Tutti gli altri che arrivano da stazioni tipo questa di Campobasso, che ha già di per se un ridicolo ‘ascensore ad ore’, figuriamoci a pensare ad una Sala Blu, è disabile di serie B.

Tutto questo ce lo racconta di nuovo la coraggiosa campobassana Gabriella Palladino.

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