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A 88 anni si è spento Enzo Nocera, pioniere degli editori molisani

Si è spento all’età di 88 anni Enzo Nocera, pioniere del mondo degli editori molisani. Attivo fino agli ultimi giorni, negli anni ’60 fondò la ‘Nocera Editori’. Tra le sue creature, l’Almanacco del Molise, pubblicato per 35 edizioni. Il primo giornale legato alle vicende del Campobasso Calcio è stato il suo.

Tanti giornalisti hanno iniziato la propria esperienza sotto la sua guida da editore.

“Una notizia triste per quanti lo hanno conosciuto e hanno potuto onorarsi della sua amicizia, ma lo è anche per quelli – tanti, tantissimi –  che hanno avuto l’opportunità di stare a contatto con lui nel corso della sua lunghissima carriera di editore iniziata a metà degli anni Sessanta quando, da affermato ragioniere commercialista, decise di chiudere lo studio e iniziare un nuovo percorso che avrebbe fatto la storia della cultura molisana della seconda metà del Novecento, alla quale Enzo ha dedicato la sua esistenza”, così il presidente Toma che ha ricordato Nocera come “un intellettuale irrequieto, un visionario che amava la sua terra, un vulcano di idee e iniziative”.

“Di Enzo Nocera e della sua lunga vita da editore, in ogni casa qui a Campobasso ma credo nell’intero Molise, sono convinto che esista almeno un libro o una pubblicazione da lui curata – scrive invece il sindaco Roberto Gravina Le sue intuizioni editoriali hanno portato allo sviluppo di una rete culturale vera e propria che per decenni ha tenuto insieme, virtuosamente, autori locali provenienti da esperienze e studi diversi, ma tra loro divenuti complementari al progetto di Nocera e alla sua idea di divulgazione del sapere consapevole e a tutto tondo, nella nostra terra e per la nostra terra”.

“Non c’è tipo di pubblicazione che Nocera con la sua casa editrice non abbia affrontato e portato avanti, spesso tra le mille difficoltà che il mondo dell’editoria racchiude, difficoltà che però non hanno mai logorato il suo piglio volitivo, la sua rigorosa passione per il raccogliere ciò che emergeva dai dibattiti, dalle ricerche, dagli studi dei tanti autori che a lui si sono avvicinati nel corso della sua lunga storia professionale. L’editoria fatta da Enzo Nocera è stata capace di diventare un’imprescindibile fondo di valori e ricerche, di storie e poesie, di pensieri, certezze e anche di umani e ragionevoli dubbi, quelli che però questo editore ha reso materiale utile all’elaborazione di una nostra identità culturale personale e collettiva, attraverso le sue scelte di pubblicazione prive di preconcetti e sempre cariche di un amore che chiunque non potrà non riconoscergli. Probabilmente è anche per questo che i tanti suoi autori, così come le persone che hanno avuto modo di conoscerlo professionalmente oltre che umanamente, alla notizia della sua morte si sono sentiti un po’ più soli, privati all’improvviso del loro editore e del loro amico. Alla sua famiglia, a suo figlio Fabrizio e a tutti i suoi cari, da parte mia e dell’Amministrazione comunale che rappresento, vanno le più sincere condoglianze per questo profondo momento di lutto”, conclude la nota.

“Figura di rara passione che coniugava con naturalezza, semplicità e competenza, amore per la cultura e impegno per promuovere la conoscenza – scrive l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia La sua attività editoriale ha permesso di raccogliere testimonianze preziose sulla storia del Molise, sui fatti più significativi accaduti nei nostri borghi, sulle tradizioni, i costumi, l’arte, la poesia, l’archeologia, il patrimonio letterario, le personalità e le lotte politiche e sociali. Adoperandosi con rigore scientifico è stato trai i primi a ricostruire meticolosamente in varie pubblicazioni e sull’Almanacco del Molise, la mobilitazione antifascista, la presa di Monte Marrone, l’eccidio di Fornelli, le devastazioni perpetrate dai nazisti con l’uccisione di civili inermi ed il vissuto di partigiani come Giame Pintor, Giuseppe Barbato, Mario Brusa Romagnoli e dei tanti molisani caduti per la libertà. Sui libri, le riviste e sugli studi pubblicati dalla sua casa editrice è stato possibile conoscere episodi rilevanti della lotta di liberazione nazionale dal nazifascismo accaduti in Molise o che coinvolgevano partigiani molisani. Notoriamente riservato, mai invasivo, rifuggiva dalle semplificazioni preferendo approfondire le questioni e coltivare il dubbio. Gli impedimenti di queste ore ci precludono di salutare un’antifascista che ha dedicato la vita per promuovere la libertà e la democrazia attraverso la cultura, la ricerca storica e la pubblicazione di libri, studi e documenti, ma tutta l’ANPI nazionale, meridionale e molisana, abbraccia con affetto il figlio Fabrizio e la sua famiglia, custodendone il ricordo”.

Redazione

CBlive

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