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Crollo della scuola di San Giuliano di Puglia: deve essere reintegrato a lavoro il geometra del Comune condannato per disastro e omicidio colposo

Per la Cassazione in quel licenziamento ci furono interferenze politiche. La Giunta comunale compartecipò a una decisione su cui non aveva competenze

Il geometra del Comune, condannato in via definitiva per disastro e omicidio colposo plurimo e aggravato per il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, dovrà essere reintegrato sul posto di lavoro. A stabilirlo la Suprema Corte di Cassazione che mette oggi la parola ‘fine’ a un lungo iter giudiziario, iniziato nel 2011, quando il dipendente comunale, difeso dagli avvocati Lucia e Federico Liberatore, decise di impugnare il licenziamento.

Una destituzione dal suo incarico in cui, in sostanza, ci fu una interferenza di natura politica.

Insomma, il nodo della vicenda su cui la difesa ha poi costruito le proprie ragioni, oggi accolte dalla Corte Suprema, è come quel licenziamento, all’epoca dei fatti, fosse stato adottato e, comunque, condiviso ‘dalla e con’ la Giunta comunale, che però non aveva alcun titolo ad intervenire.

Il licenziamento senza preavviso, intimato al geometra del Comune, era in definitiva di esclusiva competenze dell’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari. La Giunta aveva un margine di intervento di natura semplicemente addittiva. Ciò significa che, per sua competenza, l’organo politico, non poteva far altro che prendere atto di quel licenziamento.

Una situazione diversa da quanto, però, si verificò e che emerge anche da alcuni verbali dei lavori dell’Ufficio Disciplinare. In modo particolare, in quello del 16 settembre 2010 in cui “le espressioni utilizzate per la remissione del provvedimento alla Giunta (espressioni quali ‘ove riterrà’ ed eventuale sanzione) non deponevano certo per una mera presa d’atto di una scelta già adottata”.

Ma non è tutto, dato che, nello stesso contenuto della delibera di Giunta, ci fu “un formale riferimento alla necessità di disporre l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso per la sussistenza dei gravi delitti commessi in servizio”.

Per quel licenziamento, insomma, la Giunta comunale compartecipò alla decisione, deviando lo schema procedurale e le competenze dell’organo politico.

Si tratta di una sentenza che accoglie quanto già stabilito dai giudici di primo grado nel 2012.

Quando, solo un anno prima, il geometra fu licenziato a seguito della sentenza definitiva per il crollo della scuola, i legali dell’uomo impugnarono quel provvedimento. Sia il Tribunale di Larino che la Corte d’Appello di Campobasso diedero ragione ai difensori del dipendente comunale.

Il Comune di San Giuliano di Puglia decise, tuttavia, di fare ricorso in Cassazione che rinviò poi la decisione alla Corte d’Appello di Napoli. Dopo che, anche quest’ultima confermò quanto stabilito dai giudici frentani, il Comune propose nuovamente ricorso in Cassazione.

Un iter lungo e tormentato, arrivato però a conclusione con una decisione che fa rumore.

A esprimere soddisfazione e commentare la sentenza è oggi il legale del geometra, l’avvocato Lucia Liberatore. “Quanto stabilito dalla Corte Suprema, – dice – mette definitivamente una pietra sopra a una vicenda costituita da ben cinque gradi di giudizio e tre sentenze dei giudici di merito. Al di là dei sentimenti che, mi rendo conto, tale sentenza possa suscitare, abbiamo deciso di credere in questa causa per quegli errori procedurali commessi all’atto del licenziamento. Ciò che mi preme sottolineare, è come si tratti di una sentenza in cui i giudici si siano espressi esclusivamente in materia di principio di diritto”.

L’avvocato Lucia Liberatore

Insomma, sembra proprio che per questa causa di lavoro, il giudizio non sia stato influenzato dalla sentenza definitiva che attribuì, in capo al geometra, gravi colpe per il crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, comminandogli una pena che l’uomo sta attualmente scontando.

Intanto, adesso il Comune di San Giuliano di Puglia si trova dinanzi a un obbligo da ottemperare. L’ente di Palazzo Marchesale dovrà, infatti, reintegrare il lavoratore.

Una vera e propria tegola che ricade ora sulla testa del neo primo cittadino, Giuseppe Ferrante, eletto sindaco solo cinque giorni fa, a seguito del voto della scorsa domenica 26 maggio.

fabyabb

Redazione

CBlive

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