Cronaca

Estorsione: torna in carcere Aly Soliman. L’ex segretario Ugl accusato di aver “inquinato le prove”

conferenza poliziaFuori dal carcere ha cercato di inquinare le prove. Proprio quegli indizi per i quali lo scorso settembre era stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di estorsione ai danni della cooperativa che gestisce la Casa anziani di Morrone del Sannio. Aly Soliman, il sindacalista termolese di 54 anni, torna così nuovamente nel carcere di Larino, dopo che lo scorso 15 settembre era già stato arrestato in flagranza del reato, ottenendo poi dal Gip la misura dell’obbligo di dimora nella propria abitazione della città adriatica.

Il sindacalista era stato accusato di aver chiesto 10 mila euro al presidente della cooperativa. Se Soliman non avesse ricevuto quei soldi, allora sarebbero state aperte nuove vertenze nei confronti della cooperativa, per la quale il sindacalista aveva ottenuto un accordo di conciliazione con i lavoratori. Era questo il ricatto con cui Solyman avrebbe tenuto in pugno le sue vittime.

L’ex segretario provinciale dell’Ugl dal momento del suo arresto aveva però sostenuto sempre la propria innocenza. Tuttavia, una volta fuori dal carcere il sindacalista non avrebbe resistito e, nella casa anziani di Morrone del Sannio, ci si sarebbe recato ancora una volta per nascondere le prove che, molto probabilmente, lo incastravano.

Un episodio questo che però non è passato inosservato agli agenti della Mobile di Campobasso, i quali hanno immediatamente informato il sostituto Procuratore del Tribunale di Larino, Federico Carrai, che per Solyman ha immediatamente ottenuto l’aggravamento della misura cautelare. Il sindacalista resta, dunque, in carcere e la sua posizione nei confronti della legge si aggrava.

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