Cronaca

Lupara: nessuno scuolabus per i bambini di elementari e medie. Genitori pronti a non mandarli in classe

Se non sarà garantito il servizio di trasporto, a Lupara i genitori non manderanno più a scuola i loro figli.

Incresciosa la situazione in cui si trova il borgo dall’inizio delle attività scolastiche, tanto che le mamme e i papà degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, pronti alla protesta, hanno anche indirizzato una lettera al Miur, al Dipartimento degli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione e a tutte le massime cariche istituzionali.

E fanno sapere: “in assenza di un riscontro positivo ci rivolgeremo alla Corte Europea di Giustizia che più volte si è espressa in merito”.

Alla base di tutto la totale assenza di un servizio di trasporto scolastico per i 22 bambini che frequentano la scuola di Casacalenda.

Dal 14 settembre, sono infatti i genitori stessi, con i loro mezzi privati, a portare e riprendere i propri figli.

Una situazione divenuta insostenibile “ormai consolidatasi a prassi – si legge nella missiva – che ci costringe a non poter più garantire l’assolvimento dell’obbligo scolastico e la conseguente prosecuzione delle attività didattiche da parte dei nostri figli. Dopo i ripetuti solleciti alle Autorità competenti – continua il documento – nessuna soluzione idonea a garantire il trasporto pubblico scolastico e la sicurezza dei bambini e dei ragazzi è stata posta in essere”.

I genitori, inoltre, fanno sapere che tra Lupara e Casacalenda, ad oggi, risulta attivo solo il servizio di trasporto pubblico per i quali si legge nel documento: “non è possibile rispettare le nuove linee guida in materia di trasporto scolastico di cui al nuovo D.P.C.M. del 7 settembre 2020 contenente ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

I genitori, dunque, provano a fare la voce grossa, chiedendo che questa assenza di servizio possa essere risolta al più presto, dichiarandosi pronti a ulteriori provvedimenti, sottolineando infatti che: in assenza di un riscontro positivo, qualora si rappresentassero ulteriori dinieghi di competenza, ci vedremo costretti ad adire le sedi giudiziarie competenti non risparmiando un interpello presso la stessa Corte Europea di Giustizia che più volte si è espressa in merito”.

pierp. gabr

Redazione

CBlive

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