Cronaca

Ultima chance per la sanità: in arrivo i medici militari in Molise. I sindacati scendono in piazza per l’ennesimo fallimento

Cgil, Cisl e Uil sono uniti per portare in piazza, sabato 8 giugno, i gravi problemi della sanità molisana: 12 anni di commissariamento, un disavanzo di 22 milioni di euro, blocco dei turn over, medici a rischio rinnovo del contratto, personale senza ferie ed ora il rischio della chiusura dei reparti che costringe all’ arrivo di ben 105 medici militari

Per un sistema sanitario molisano in quasi totale fallimento, l’arrivo preannunciato dal Governo di ben 105 medici militari, si manifesta come l’ultima chance prima del collasso totale. Dopo ben 12 anni di commissariamento a causa di scelte politiche sbagliate ed un disavanzo di 22 milioni di euro, attualmente negli ospedali di Campobasso e di Isernia mancano i medici. Tanti sono i problemi che hanno interessato la sanità molisana: il blocco del turn over, niente ferie per il personale, medici che rischiano di non avere il rinnovo del contratto, concorsi deserti.

“L’evidente contrazione di risorse – spiega in una nota commissario alla Sanità, Angelo Giustini – mette sempre più a rischio il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), dunque, si profilano per i cittadini molisani ancora viaggi della speranza. È altresì, noto – prosegue – l’annoso problema del blocco del turn over che di fatto ha bloccato nuove assunzioni di personale sanitario. Una responsabilità politica tutta regionale, che dopo 12 anni (dall’avvio del Piano di rientro ndr), la relazione dei conti del 2018 ha messo in mostra: debiti per 22 milioni di euro. L’inappropriata programmazione sanitaria del passato ha creato, come conseguenza, concorsi deserti e carenza oggettiva di specialisti nel Sistema sanitario regionale”. L’incubo della chiusura di altri reparti, fa sapere il Commissario, «potrebbe diventare presto realtà».

Pertanto sono in arrivo, per un minimo di cinque mesi, ovvero il tempo necessario per reclutare con concorsi, altro personale medico, ben 105 camici bianchi militari che solitamente sono impegnati a intervenire in situazioni di criticità ed emergenza.

In questa situazione al limite del fallimento si pronuncia anche il sindacato della Cgil Molise che, insieme alla Cisl e la Uil, preannuncia una manifestazione a Roma sabato, 8 giugno, per portare in piazza i problemi degli ospedali del Molise.

Quanto   accade   oggi   in   Molise,   come   nel   vicino  Abruzzo,   è   frutto   di   una   politica,   nazionale   e   regionale, scellerata che ha omesso nel corso degli anni di investire sul sistema sanitario pubblico. Il rischio odierno di chiusura   dei   reparti   è   l’esito   di   una   inappropriata   programmazione   sanitaria,   del   mancato   turn-over,   dei mancati investimenti, dell’impoverimento progressivo ed inarrestabile della sanità pubblica” così fanno sapere dalla segreteria regionale della Cgil.

“E’ prevalsa negli anni la scriteriata logica della politica dei due tempi che ha costretto le regioni in regime di rientro  a  tagli  lineari   ai   servizi  ospedalieri   senza  la necessaria  e  contestuale  messa  a  regime  del  sistema sanitario pubblico territoriale.

A questo punto ci chiediamo cosa potrà “salvarci” da una politica nazionale e regionale che non riesce ad esercitare il proprio ruolo di programmazione con la messa in campo in questo caso di azioni straordinarie in ordine ai lavoratori della sanità destinando sufficienti risorse per le assunzioni ed i rinnovi dei contratti scaduti.

Non è ulteriormente rinviabile mettere al centro delle politiche i bisogni delle persone. Non è tollerabile che nelle nostre regioni i cittadini rinuncino a curarsi e a fare prevenzione e siano costretti a vivere condizioni non degne di un paese civile”.

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