Cultura

Operazione Ares: filiera della droga tra Foggia e il Basso Molise. Lo spaccio gestito dai clan di San Severo è arrivato a Termoli, Campomarino e Larino

Un traffico di droga che dal 2015 legava la zona del foggiano con Termoli, Campomarino e Larino. Arrestate ben 50 persone per reati di associazione di stampo mafiosa, estorsione, spaccio di droga, tentato omicidio e reati in materia di armi. In manette anche sei persone molisane

Un grande scacco dato ad una delle filiere della droga più importanti degli ultimi quattro anni, che legava la zona del foggiano con il Basso Molise. Questa mattina, 6 giugno, sono scattate le manette per ben sei persone molisane, arresti inseriti nell’Operazione Ares avviata nel 2015.

La Squadra Mobile di Campobasso ed il Commissariato Polizia di Termoli hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere e quattro ai domiciliari: sono C.N, 45enne di Termoli, D.G., 41enne di Termoli, L.P.E.V., 24 anni di Termoli, F.D., 38enne di Campomarino e D.G., 44enne anche lui di Campomarino, e S.G., classe 1956 di Foggia, tutti inseriti nel ‘sodalizio’ mafioso gestito da due clan familiari di San Severo, ‘La Piccirella’ e i ‘Nardino’.

La Polizia di Stato, questa mattina, ha eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, su richiesta di quella Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 50 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione,   associazione   finalizzata   al   traffico   di   sostanze   stupefacenti,   spaccio   di   droga, danneggiamento, reati in materia di armi, lesioni personali e tentato omicidio, aggravati dalle finalità mafiose.

Le indagini, inoltre, hanno documentato il sistematico ricorso alla violenza per l’affermazione territoriale ed il conseguimento della leadership, nell’ambito di una cruenta contrapposizione fondata anche sull’eliminazione fisica dei rivali.

In tale contesto, sono stati anche accertati diversi episodi a chiaro sfondo intimidatorio, testimonianza del metodo mafioso usato dagli indagati, come nel caso del tentativo di estorsione in pregiudizio di un commerciante locale, la cui abitazione (oltre che l’autovettura ed i locali dell’attività commerciale) sono stati danneggiati in più momenti con colpi d’arma da fuoco.

Le attività, svolte da una task force composta da investigatori delle Squadra Mobili di Foggia e Bari e del Servizio Centrale Operativo, sono state avviate nel 2015 a seguito di alcuni gravi episodi delittuosi verificatisi a San Severo. I successivi approfondimenti hanno consentito di ampliare il fronte investigativo, documentando il fiorente traffico di stupefacenti gestito dai sodalizi locali (nonché i relativi canali di approvvigionamento estero, tra cui l’Olanda) e valorizzando la mafiosità di quelle organizzazioni.

L’operazione di questa mattina, supportata con 30 equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine, ha visto l’impiego di oltre 200 poliziotti in provincia di Foggia e altri nelle province di Napoli, Milano,Salerno, Rimini, Campobasso, Pescara, Chieti, Teramo, Ascoli Piceno e Fermo.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo figurano elementi di primo piano delle famiglie mafiose, tra cui Giuseppe Vincenzo La Piccirella e Severino Testa, ritenuti ai vertici del clan ‘La Piccirella’, nonché Franco e Roberto ‘Nardino’, a capo dell’omonimo clan.

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