Calcio story / La storia di Alfonso Ricciardi, portiere e allenatore del Campobasso negli anni ’30 e ’50

Alfonso Ricciardi
Alfonso Ricciardi

ALESSANDRO LANCELLOTTI

Alfonso Ricciardi nacque ad Avellino il 21 ottobre 1913. Di ruolo portiere, crebbe calcisticamente con la squadra della sua città, fu proprio con gli Irpini, che esordì a soli 16 anni nel campionato di Seconda divisione campana 1930-31, in una partita vinta dall’Avellino allenato dal Ferrarese Giorgio Armari, il giovane Ricciardi sostituì il portiere Borasi infortunato e il match conto la squadra B del Napoli terminò per 5-0 in favore degli allora rossoneri dell’Avellino, e in questo campionato fece anche un’altra presenza nella partita vinta dall’Avellino contro il Campobasso il 28 dicembre 1930, per 4-1 dove riuscì anche a parare un rigore del giocatore rossoblù, Benvenuto.

Conclusasi la stagione 1930-31 nella stagione successiva quella 1931-32 il giovane Alfonso anche per la partenza del primo portiere Borasi divenne titolare e il 25 ottobre del 1931 esordì nella partita persa per 3-0 contro la Salernitana in quel campionato fu titolare in tutte le partite, anche nei due incontri persi contro il Campobasso per 2-0 e 0-3, dove nel Campobasso militava un giovane Orlando Sain che sarebbe diventato poi portiere dell’Ambrosiana Inter e del Genoa.

Nella stagione 1932-33 l’Avellino partecipava alla terza categoria campana, in quella stagione l’Avellino si stava riorganizzando a livello societario e molti giocatori furono ceduti, in quell’annata Ricciardi divento il portiere della seconda squadra cittadina l’Irpinia Avellino che militava anche lei in terza divisione.

Nel campionato 1933-34 si trasferì al Campobasso in Seconda divisione, questo fu il primo trasferimento che in un decennio lo porterà a girare tutta Italia da Nord a Sud, in quella stagione i lupi rossoblù guidati dall’allenatore ungherese Armand Halmos e con giocatori come Oriente, Serluca e Bellezza puntavano alla vittoria del campionato, che arrivò per un punto di vantaggio sul Battipaglia, in un girone molisano, campano, lucano, con squadre come Pagani, Lucano, Potenza, Ebolitana, Aversa e le squadre riserva di Salernitana,Savoia e Napoli.

Questa la cronaca della partita giocata a Battipaglia, dove Ricciardi parò anche un rigore:

Battipaglia – Campobasso 2-1

Battipaglia: Cigarini; Armari, Marchese; Nicolini, Boccia, Pannullo; Verova, Righi,
Fumai, Barboni, Santoro.

Campobasso: Ricciardi; Oriente, Serluca; Bellezza, Busolin, Sassi; Santoro, Iurilli, Silvestri,
Del Rosso, Santolini.

Arbitro: Laterza (Napoli).

Marcatori: 26′ Fumai, 38′ Marchesi, st 77′ Silvestri(CB)

Note: Ricciardi para un rigore calciato da Boccia

Dopo una bella stagione a Campobasso arrivò il salto di categoria, destinazione Salerno (alla Salernitana). All’epoca la squadra biancoblù militava in Prima categoria ed era allenata dall’ex allenatore del Brescia e del Torino, Imre Schoffer, che fui poi sostituito dal romano Attilio Buratti, in questo campionato vinto dalla Palmese di Palmi la Salernitana si classificò seconda a pari punti con Nissena e Juventus Trapani.

Ricciardi rimase a Salerno per altre tre stagioni. Nel campionato 1935-36 la neonata serie C ritrovò il suo allenatore di Campobasso, Armand Halmos, che fu sostituito l’anno dopo dall’altro Ungherese, ex giocatore della nazionale magiara e della Juventus e allenatore di lungo corso Ferenc Hizer, il quale nella stagione 1937-38 fece vincere il campionato e portò al terzo turno di Coppa Italia la Salernitana che grazie alle sue parate e ai gol del bomber Corasini ebbe la meglio sull’Aquila e il Civitavecchia.

Nel periodo a Salerno fu anche portiere del Guf Napoli che vinse la VI edizione dei Littoriali nel 1937 in finale contro il Guf Torino per 3-2 nuel Guf Napoli militava anche Oreste Sallustro fratello del famoso calciatore del Napoli Attila.

Dopo la promozione in serie B fu chiamato a fare il grande salto in seria A con il Bari in quel campionato sui compagni allo Stadio Della Vittoria allenati dall’Ungherese Jozef Ging erano, tra gli altri, Ambrogio Alfonso allenatore del Campobasso negli anni ‘50 e Tommaso Maistrelli campione d’Italia nella stagione 1973-74 con la Lazio, l’esperienza in terra pugliese durò tre stagioni le prime due chiuse al’11 posto la 1941-42 invece al sedicesimo posto che vide la retrocessione in serie B dei Galletti.

Viste le sue ottime doti di portiere mantenne la categoria e dal 1941 al 1943 si trasferì in Lombardia nel Milano(l’attuale Milan), con i rossoneri che disputavano le loro partite all’Arena Civica ed erano allenati da prima da Mario Magnozzi e poi da Guido Ara ex giocatore della Pro Vercelli dei record, e poi di nuovo Magnozzi come compagno di squadra trovò Giuseppe Meazza, nella prima stagione non giocò mai ma nella seguente la 1942-43 realizzò tre presenze, esordì in una partita amichevole il 30 Agosto 1942 contro il Seregno squadra dove avrebbe militato nella stagione successiva la partita per la cronaca finì 3-2 per il Milano, esordì ufficialmente in campionato Domenica 10 Gennaio 1943 contro il Livorno partita pareggiata dal Milano poi giocò altre due partite con la Juventus Cisitalia (attuale Juventus) dove il Milano vinse 2-0 e poi giocò l’ultima partita in rossonero 24 Gennaio 1943 contro il Genova 1893 (l’attuale Genoa) dove il Milano perse 4-2.

La sua esperienza con i rossoneri durò poco nella stagione seguente si trasferì nel Seregno, squadra brianzola di I Divisone Misto Lombardia. Il Seregno si classificò terzo in questa stagione e Ricciardi fu allenatore giocatore. Dopo quella stagione i campionati furono sospesi a causa della Seconda Guerra Mondiale, Ricciardi lo si ritrova nella sua ultima stagione da calciatore nel campionato 1945-46 con l’Ilva Torresse (L’attuale Savoia), dove con gli Oplontini militanti in serie C chiuse la sua carriera con 2 presenze e a trentatré anni appese guanti e scarpini al chiodo.

La stop dal calcio durò pochissimo infatti tornò nella natìa Avellino e nella stagione 1946-47 era già l’allenatore dei Lupi che in quella stagione adottarono anche i colori biancoverdi era infatti subentrato all’ex calciatore e allenatore del Napoli il Polesano Antonio Vojak. E nella sua partita d’esordio contro l’Icedit Foggia vinse 6-1.

Il campionato fu vinto dal Benevento, seguito dall’Audace Monopoli e l’Avellino si classificò terzo.

Nel campionato successivo serie C girone R in uno girone solo di squadre campane l’Avellino si classificò terzo il campionato fu vinto dallo Stabia, l’Avellino per via delle riforme dei campionati fu prima retrocesso e poi ripescato per il caso Napoli.

Nel 1948-49 Ricciardi fece la sua ultima stagione da allenatore nella squadra della sua città e l’Avellino fu ammesso in serie C perché diverse società avevano rinunciato. Il suo fu un ottimo campionato con buoni giocatori come l’argentino Landolfi, ex Ambrosiana Inter, il centrocampista Morgia e il giovane talento Del Pinto, poi giocatore di Lazio e Porto.

La squadra si classificò prima a pari punti con il Catania, quindi le due squadre andarono allo spareggio il 29 lLuglio 1949 all’Arena Civica (che vide Ricciardi anche calciatore del Milano nella sua carriera).

L’Avellino si impose 1-0 e fu promosso in serie B, ma la festa durò poco perché all’Avellino fu tolta la cadetteria per illecito sportivo e fu penalizzato all’ultimo posto e retrocesso.

Dopo la delusione per l’esclusione del club irpino dalla serie B, nella stagione 1949-‘50 a distanza di quattordici anni tornò in Molise nel Campobasso, squadra che lo vide giovane portiere nella stagione 1933-34.

Nel campionato 1949-‘50 i rossoblù militano nel girone M di Promozione, raggruppamento con squadre pugliesi, tranne Monticchio Potenza e Ariano Irpino.

I lupi avevano voglia di vincere il campionato, ma per tre punti furono non ce la fecero e fu promosso l’Antonio Toma Maglie,

Questa era lo formazione del Campobasso, che perse per 1-0 allo Stadio appena intitolato alla Medaglia d’Oro, Giovanni Romagnoli: Savelli, Di Stefano, Carrai, Rizzo, Cavicchioli, Lalli, Visentin, Grazioli, Perna, Roncucci, Vescovo.

Dopo la mancata promozione con il Campobasso, Ricciardi si trasferì a Livorno in serie B, dove per due anni allenò gli amaranto, il primo anno si classificò terzo.

Nell’organico c’era anche Mario David, futuro calciatore di Milan, Roma e Nazionale Italiana, mentre nel campionato seguente, 1951-’52, fu sostituito dall’Inglese Edmund Crawford alla 16^ giornata e il Livorno retrocesse, ma non andò via da Livorno rimase nella società fino al 1956, diventando direttore sportivo e, poi, direttore amministrativo, fino a quando si trasferì alla Lazio del  presidente Costantino Tessarolo, sempre nelle vesti dirigenziali.

Fu per l’ultima volta nella sua carriera allenatore nel campionato 1961-‘62 in serie B, quando subentrò all’allenatore Paolo Todeschini (suo compagno di squadra nel Milano) alla ventunesima giornata e dopo sette giornate fu sostituito da Carlo Facchini.

Alfonso Ricciardi si spense a Roma il 2 luglio 1980.

Carriera da calciatore

1930-31 Avellino II divisione

1931-32 Avellino II divisione

1932-33 Irpinia AvellinoII div

1933-34 Campobasso II div

1934-35 Salernitana I div 23

1935-36 Salernitana C 22

1936-37  Salernitana C 25

1937-38 Salernitana C 24

1938-39 Bari A 13

1939-40 Bari A 29

1940-41 Bari A 21

1941-42 Milano A –

1942-43 Milano A 3

1943-44 Seregno I div Misto anche allenatore

1945-46 Ilva Torrese C 2

Carriera da Allenatore

1946-47 Avellino C

1947-48 Avellino C

1948-49 Avellino C

1949-50 Campobasso Promozione

1950-51 Livorno B

1951-52 Livorno B

 1961-1962 Lazio B

redazione

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