L’analisi del mercato azionario a cura di Pasquale Ferraro

lente ingrandimentoLe opportunità: il settore agroalimentare e alimentare biologico.

1)Agronomia: nato nel 2005, il Gruppo Agronomia comprende due società principali specializzare nella produzione di insalate di IV gamma: Agronomia Srl e Jentu. La prima, situata a San Paolo d’Argon (BG), ha fondato nel 2007 la OP Agronomia S.c.a.r.l. per meglio assecondare i fabbisogni qualitativi e quantitativi della clientela. Jentu è invece il sito produttivo situato in Puglia, nel cuore del Salento per servire direttamente il sud Italia. Agronomia ha archiviato i primi 6 mesi del 2014 con un risultato netto dell’esercizio, in utile per 235 mila euro (338 mila euro considerato anche il risultato di terzi, +2%). Il valore della produzione si attesta a 13,7 mln di euro, mentre i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono pari a circa 12,9 mln. l’Ebitda consolidato è positivo per circa 1,8 mln e pari al 13,3% del valore della produzione, mentre l’Ebit si attesta a circa 1 mln. La posizione finanziaria netta del gruppo, al 30 giugno, pari circa 19,2 mln. Il capitale investito netto è pari a circa 26,7 mln di euro. Ieri l’azienda ha comunicato di aver avviato la produzione presso il nuovo stabilimento in Baviera, ad Aufkirchen nei pressi di Monaco Sviluppato su un’area di 2500 mq, lo stabilimento consentirà il confezionamento di oltre 10.000 tonnellate all’anno di prodotto, tra insalate in busta, lavate e pronte per il consumo, e varie tipologie di ciotole, sviluppate con ingredienti e dressing dedicati alle esigenze del consumatore tedesco. Il titolo Agronomia, quotato sull’Aim, ha chiuso la seduta in forte rialzo: +15.4%.

2)Bonifiche Ferraresi:  Le attività principali della Bonifiche Ferraresi consistono nella coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli.  Nel 1947 la società approdò alla quotazione di Borsa. B.Ferraresi ha chiuso i primi nove mesi dell’anno in corso con un utile netto di 0,7 milioni di euro (0,1 mln al 30 settembre 2013). Il valore della produzione è salito dai 9 mln euro dei primi nove mesi del 2013 a 10,3 mln euro. I costi operativi sono aumentati da 8,5 mln a 9,2 mln euro (+7,8%). Il titolo ha archiviato la seduta in rialzo del 2,50%; all’orizzonte si prospetta un nuovo progetto di business.

3)Bioera:, è il vertice di un gruppo di aziende attive nella produzione e distribuzione di prodotti biologici, di cosmesi naturale e di prodotti alimentari tradizionali. Nato nel 2004, il gruppo è oggi uno dei principali operatori del settore,  vanta un portfolio di marchi propri, tra cui KI, Crudigno, Almaverde Bio Fonte della Vita, e  distribuisce prodotti di terzi. Bioera ha fatto registrare al 30 settembre 2014 un utile netto di 0,2 mln euro, a fronte di una perdita di 0,1 mln di euro registrata nello stesso periodo del 2013.  Il titolo Bioera ha archiviato la seduta in rialzo del 5,7%; durante la seduta è stato sospeso dagli scambi per eccesso di rialzo.

ITALCEMENTI: cade sotto il peso delle vendite.

 Brusca battuta d’arresto per il titolo Italcementi che all’inizio della settimana stava tentando di portarsi all’attacco della resistenza a 5,20 euro. Ora le quotazioni devono invece guardarsi dal rischio di scendere al di sotto di 4,55 euro, evento che le spingerebbe verso quota 4,18 euro. Segnali di ripresa verranno generati solo oltre 5,20 euro per il test a 5,35. Il superamento di quest’ultima resistenza produrrà poi un miglioramento nel breve periodo (obiettivo 5,60 euro).  Il titolo ha archiviato la seduta in calo del 4.2% a 4,85 euro (4,79 prezzo min. giornata); ordini: 1556.

DeLclima: prosegue lungo la via dei guadagni.

Continua il rally per il titolo Delclima (Spin-off del Gruppo DèLonghi) che archivia la seduta in rialzo del 6.10% a 1,745 euro, facendo registrare così nuovi massimi. Il titolo è stato artefice di un forte rialzo nel corso dell’ultima settimana che ha permesso ai prezzi di guadagnare oltre 15 punti percentuali. In presenza di un aumento dei volumi potrebbe essere possibile un ulteriore allungo fino a quota 1,80 euro. Le ambizioni di crescita verrebbero invece ridimensionate con ribassi sotto 1,56 euro, preludio al ritorno in area 1,40 euro.

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