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L’Associazione Officina Creativa organizza un confronto sul Sannio romano

L’associazione sepinese “Officina Creativa”, presieduta da Antonio Tammaro, ha organizzato, in collaborazione con l’Università “Giustino Fortunato”, con l’Amministrazione comunale, nonché il Parco Archeologico di Sepino, un qualificato convegno sul patrimonio identitario dell’importante municipio romano, dal titolo significativo “Samnium e Samnites: territorio, amministrazione romana, identità”. Si tratta di un vero e proprio confronto scientifico sul valore storico ed archeologico dell’antica Saepinum, storicamente legata alla celeberrima gens Neratia, la quale fu indiscutibilmente originaria del Sannio Pentro. L’incontro culturale si terrà, sabato 18 maggio alle ore 10,00, presso la Sala Santo Stefano in Sepino e vedrà la partecipazione di studiosi, ricercatori e docenti universitari, tra cui i professori Alessio Guasco, Sergio Castagnetti e Aniello Parma, mentre i lavori saranno introdotti dal sindaco, Paolo D’Anello, e da Patrizia Iammartino, cultrice di storia locale. Con tale convegno, i relatori evidenzieranno, peraltro, che i Neratii, non solo conservarono proficui rapporti con la terra natia, anche grazie alla cura dei numerosi possedimenti agrari e residenziali trattenuti nell’area di Sepino, ma seppero rivestire prestigiosi incarichi e funzioni in Roma, godendo di importanti contatti sia nel mondo politico che nell’ambito delle gerarchie militari. Sta di fatto che, nel IV secolo, la ramificata rete dei Neratii arrivò a comprendere persino la famiglia imperiale con la definizione di una significativa presenza nei palazzi del potere. Nel Sannio, inoltre, conservarono fascinose residenze sia nella vallata del Tammaro che nell’area territoriale del Tappino, con una particolare predilezione per la villa Neratiorum di San Giuliano del Sannio. Non a caso, gli studiosi, grazie alle numerose iscrizioni epigrafiche rinvenute nelle aree archeologiche di riferimento, hanno ricostruito la singolare vicenda storica vissuta dalla gens sepinate. Per i precisati riferimenti storiografici, il confronto di Sepino desterà sicuramente vivo interesse nella società civile e nel mondo culturale molisano.
Intervista ad Antonio Tammaro, presidente dell’associazione Officina Creativa 
Presidente Tammaro, può presentare le tematiche e gli approfondimenti che saranno trattati durante il prossimo convegno? “L’evento di sabato, fortemente voluto dell’Università Giustino Fortunato di Benevento, promosso in particolare dal prof. Aniello Parma, si incentra sull’epoca Flavio Traianea del municipium di Saepinum, allorquando emerge una figura di spicco nel panorama delle gens italico sannitica. Verranno difatti illustrate le principali epigrafi relative alla figura di Lucius Neratius Priscus, eminente esponente della Gens Neratia che ha le propie radici nel municipium sepinate. Giurista esperto di diritto civile e amministrativo, sposò la linea della scuola di diritto Proculiana, della quale rappresentò uno dei maggiori esponenti, e, proprio grazie alla sua sapienza giurisprudenziale, divenne presto uno dei più valenti collaboratori della casa imperiale. L’imperatore Traiano, infatti, lo volle accanto a sé nel suo consilium principis e, almeno stando a quanto racconta l’Historia Augusta, gli conferì la nomina a suo successore all’impero. Naturalmente le cose andarono diversamente ma questa è un’altra storia. Non immaginiamo le conseguenze che una svolta storica del genere avrebbe potuto avere per la Saepinum imperiale e per tutta la regio IV del Samnium. Ma la storia si evolve senza i “se”. Tornando alle tematiche del convegno di sabato, più in generale, ci si propone di esaminare attentamente la complessa rete di relazioni giuridiche, sociali, economiche, commerciali e politiche che caratterizzano la vita quotidiana delle città di Saepinum. Questo ambito di studio, nonostante il suo innegabile valore storico, è ancora largamente trascurato. Un’analisi più approfondita e completa dei rapporti tra le famiglie locali dei Sanniti e quelle dei cittadini romani, così come con le altre città dell’impero romano, sarebbe preziosa. Attraverso dati epigrafici e altre fonti, è possibile individuare i segni del loro inserimento nella struttura sociale dell’impero, evidenziando la loro partecipazione alle istituzioni, alle carriere pubbliche e alle cariche religiose”.
L’associazione Officina Creativa collabora da tempo sia con le altre realtà culturali del Sannio che con le Istituzioni regionali. Può delineare un bilancio dell’attività formativa prodotta dal sodalizio territoriale?
“Vorrei usare una metafora: la nostra associazione si sta facendo le ossa, prima di mettere su la muscolatura e si alimenta di sollecitazioni culturali di cui il territorio in cui opera è davvero ricco: si tratta di un processo lento ma gratificante. Lavorare in sinergia con gli enti e con le altre associazioni del circondario ci ha consentito quella visibilità che non avremmo avuto altrimenti. La rete (parafrasando l’opera dei pescatori) è uno strumento potente sebbene difficile da gestire e manovrare che da frutti buoni in mare aperto. Con ciò intendo che la nostra associazione, essenzialmente votata alla promozione del turismo e degli eventi culturali, sta costruendo le basi per restare a galla e devo dire che i risultati iniziano ad arrivare”.
Presidente, quali programmi culturali proporrete per il prossimo futuro? “Sta per partire la stagione estiva e il programma che proponiamo si articola in diversi eventi che vanno dalla presentazione e promozione libraria, alle mostre pittoriche e fotografiche, alle serate di intrattenimento con visite guidate e musica tra i vicoli della Sepino medievale. Continuiamo la promozione dell’itinerario dei Briganti nella Valle del Tammaro con la visita alla Taverna Don Ciccio Buono e la rappresentazione del melologo del prof. Maurizio Ferrante “Storia d’amore e morte e de briante”. In ultimo ma, come dicono gli inglesi, “last but not least”, ci tengo a sottolineare che saremo al fianco dell’Associazione Culturale Togo Bozzi nell’evento ormai annuale che si terrà quest’estate a Sepino “Diamo voce ai Sanniti”.
In conclusione, mi auguro che gli eventi culturali proposti possano contribuire alla promozione e alla valorizzazione del territorio, portando avanti l’importante lavoro sulla sua ricchezza storica e culturale. Che questa sinergia tra istituzioni, associazioni e comunità possa continuare a crescere, offrendo opportunità di scoperta e arricchimento per tutti coloro che amano e apprezzano la bellezza e l’importanza del nostro patrimonio territoriale.

Redazione

CBlive

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