Palazzo San Giorgio, prosegue la diatriba interna al Pd. Bucci: “Uscito via dal gruppo perché manca una guida adeguata”

Il consigliere comunale del PD, Lello Bucci
Il consigliere comunale Lello Bucci

Continua il botta e risposta all’interno del Partito Democratico a Palazzo San Giorgio tra il capogruppo del Partito Democratico, Giose Trivisonno, e il consigliere Lello Bucci, confluito con Michele Coralbo nel neo-gruppo ‘Democratici per Campobasso’.

“In merito alle affermazioni da parte del capogruppo PD al Comune di Campobasso – scrive Bucci nella nota stampa – si rendono necessarie alcune precisazioni. Innanzi tutto quelle che lui definisce “offese gratuite”, forse perché non ne comprende bene il significato, sono in realtà delle contestazioni sul suo modo di agire come coordinatore di un gruppo che sarebbe dovuto essere il motore trainante dell’Amministrazione e invece per sua responsabiltà, spesso è stato escluso dalle decisioni chiave dell’amministrazione, recitando un ruolo da comparsa. In realtà egli ha fatto mancare completamente il suo apporto, in termini di presenza e efficacia.  D’altra parte è possibile fare un semplice riscontro delle sue presenze nelle commissioni e specialmente nelle conferenze dei capigruppo, organo quest’ultimo di straordinaria importanza nelle programmazioni dei lavori del consiglio. Stesso discorso per le riunioni di maggioranza: quasi sempre assente! Ma quest’ultimo dato è probabilmente da spiegarsi con la predilizione da parte dl consigliere Trivisonno di altri luoghi per fare politica,( melius: per cercare) magari a pochi passi dal Palazzo di città, angolo via Gazzani dove di solito si aggira il suo “mentore”. Se poi facciamo riferimento ai comunicati stampa che in questi due anni e mezzo il capogruppo Trivisonno avrebbe dovuto inviare per rendere nota l’attività e il pensiero del gruppo, allora si arriva alla barzelletta. Come è facile accertare, essi saranno stati forse un paio. Ma veniamo alle altre questioni. A differenza di quello che pensa il consigliere Trivisonno, sono stato costretto a creare questo gruppo per fare finalmente politica all’interno di questa maggioranza, senza dover attendere i suoi tempi rallentati. Tale immobilismo probabilmente è stato dettato dal doversi consultare prima fuori da Palazzo S. Giorgio e poi eventualmente agire. Un atteggiamento indecoroso! Non aspiro a posti in giunta e neppure a nomine. Né tantomeno la creazione del gruppo è dovuta alla mia “aspirazione” di fare il capogruppo (ruolo gìà ricoperto nel passato). Se avessi voluto ripetere tale funzione lo avrei fatto nel PD e non lo avrebbe impedito certo il consigliere Trivisonno che al contrario il giocattolino lo ha preteso subito come sua massima aspirazione. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Infine, da cabaret è l’ultima affermazione del capogruppo Trivisonno secondo cui “IL PD NON E’ UN PARTITO A PORTE GIREVOLI DOVE SI ENTRA E SI ESCE A SECONDA DELLE CONVENIENZE. LA STORIA DI OGNUNO DI NOI CI SPIEGA CHI SIAMO”. Sarebbe divertente conoscere la storia del consigliere Trivisonno, il quale con il suo “mentore” senatore Ruta e altri fece la lista “Alternativa”  che partecipò alle provinciali del 2011 e alle regionali dello stesso anno come antagonista del PD che venne messo pertanto in crisi da questa lista concorrente. Dopo aver avuto qualche nomina in enti subregionali o posti nelle varie giunte, la lista “Alternativa” è, come d’incanto, scomparsa prima delle primarie PD, delle politiche e del congresso PD!!! E i vari attori della lista “Alternativa” hanno di nuovo ricoperto ruoli in quel partito ( il PD) che qualche mese prima  avevano osteggiato. Probabilmente questa formazione ricomparirà subito dopo il referendum, questo lo vedremo tutti insieme e giudicheremo. Anche perché il consigliere Trivisonno, pensando di essere furbo, è l’unico amministratore che non ha reso noto se al referendum si schiererà per il ‘sì’ o per il ‘no’, fedele a quella linea di pensiero che ama stare sul bordo per abbracciare poi il vincitore, qualunque esso sia. Questa è la storia (per fortuna breve) del consigliere Trivisonno. Qualche giorno fa citai Napoleone secondo il quale “dal sublime al ridicolo c’è solo un passo”. Credo che il consigliere Trivisonno questo passo lo sta già facendo, anche se lui di sublime ha poco! In conclusione, sono sempre più dell’opinione che la maggioranza al Comune di Campobasso abbia bisogno di un gruppo PD guidato in maniera adeguata. L’abnegazione della Consigliera Viola o l’esperienza dei consiglieri D’Elia e Molinari potrebbero essere sfruttate per tale scopo. Ma il gruppo PD saprà regolarsi di conseguenza”.

Redazione

CBlive

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