“Il territorio un bene da tutelare e proteggere. I cammini e i borghi patrimoni delle nostre terre”, a Colle d’Anchise un incontro sul turismo religioso

la-voce-del-pastore_locandina_32x45_2017Il territorio un bene da tutelare e proteggere. I cammini e i borghi patrimoni delle nostre terre” è la traccia che guida le riflessioni sul turismo e turismo religioso promosso dalla Pastorale per il turismo della CEAM, Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana, per valorizzare le risorse rurali e i beni patrimoniali artistici e culturali del territorio come sviluppo economico e sociale della società contemporanea.

Sabato 7 gennaio 2017 alle ore 15:30 il convegno avrà luogo presso  “La Piana dei Mulini” a Colle d’Anchise (CB)-Molise nell’ambito dell’annuale  incontro “La Voce del Pastore” promosso dall’associazione Gli zampognari del Molise che  vede radunare  gli esecutori dell’antico  strumento aerofono dell’area montana del Matese e delle Mainarde  simbolo etnico e iconografico  della  tradizione popolare e religiosa.

Interverranno:

  • E. Mons GianCarlo Bregantini  Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Campobasso –Boiano per l’indirizzo di saluto e riflessione sulla ruralità  ;
  • E. Mons Angelo Spina vescovo della Diocesi di Sulmona – Valva delegato della CEAM per la Pastorale del Turismo per intervento tematico;
  • Dino Angelaccio – Tourism For All
  • Chairman Mario Ialenti direttore regionale CEAM pastorale Turismo, Sport, TL

Al termine saranno eseguiti brani musicali degli artisti della zampogna a cura dell’associazione Zampognari del Molise.

Risorse naturali, paesaggio, fede, conoscenza e bellezze del territorio, dunque, i segmenti guida della multicanalità per favorire e integrare lo sviluppo economico del territorio valorizzando le risorse naturali perché «Insieme al patrimonio naturale, -scrive papa Francesco nella Laudato Sì §143-  vi è un patrimonio storico, artistico e culturale, ugualmente minacciato. È parte dell’identità comune di un luogo e base per costruire una città abitabile. Non si tratta di distruggere e di creare nuove città ipoteticamente più ecologiche, dove non sempre risulta desiderabile vivere. Bisogna integrare la storia, la cultura e l’architettura di un determinato luogo, salvaguardandone l’identità originale. Perciò l’ecologia richiede anche la cura delle ricchezze culturali dell’umanità nel loro significato più ampio. In modo più diretto, chiede di prestare attenzione alle culture locali nel momento in cui si analizzano questioni legate all’ambiente, facendo dialogare il linguaggio tecnico-scientifico con il linguaggio popolare. È la cultura non solo intesa come i monumenti del passato, ma specialmente nel suo senso vivo, dinamico e partecipativo, che non si può escludere nel momento in cui si ripensa la relazione dell’essere umano con l’ambiente».

Redazione

CBlive

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