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Oro blu: conoscerne i flussi per evitarne gli sprechi. 43 ricercatori per dare alle stampe il primo ‘Atlante Tematico delle Acque del Molise’

liscioneCarmen Silva Castagnoli Pietrunti, insieme a un gruppo di 43 ricercatori, ha dato alle stampe il primo ‘Atlante tematico delle acque in Molise’. Il volume è stato recensito dal giornalista Daniele Biacchessi, caporedattore per Radio24 e Il Sole 24 Ore. Si tratta di un compendio di spessore scientifico e divulgativo, con ricerche, tavole, grafici, che raccoglie il lavoro di geografi, geologi, climatologi, esperti di carsismo, cartografi, storici, archeologi, economisti, architetti, botanici, zoologi, funzionari dell’Arpa Molise, dell’Arsiam, di Molise Acque, della Regione Molise e dell’Autorità di Bacino.

L’Atlante non vuole affatto configurarsi, però, come un’insieme di ricerche e neppure come un traguardo, piuttosto come il punto di partenza per ulteriori indagini finalizzate a censire, monitorare, salvaguardare e valorizzare i tanti aspetti del tema.
Perché l’acqua potabile, come ci ricordano gli esperti, è una risorsa che non può esaurirsi per scelte sbagliate dell’uomo. Gli stessi dati sull’utilizzo di questo bene preziosissimo non sono tuttavia incoraggianti, se si pensa che ogni italiano usa il doppio dell’acqua che usava il proprio bisnonno all’inizio del Novecento e in futuro il quadro non si mostra certo roseo. L’Unesco ha, infatti, calcolato che in media ci vogliono 3 mila litri di acqua per produrre il cibo giornaliero per una persona e che nel ventesimo secolo i consumi di acqua si sono moltiplicati per nove. Motivo questo per il quale diventa importante studiare la qualità e il flusso dell’acqua, imparando a non sprecare l’oro blu.

Il volume sulle acque del Molise si apre con una tavola introduttiva che offre un quadro sintetico dei problemi, delle potenzialità e delle prospettive future delle risorse idriche della regione, ancora non pienamente valorizzate. L’Atlante prosegue poi con altre cinque sezioni. Nella prima si analizza lo scenario sugli aspetti di natura fisica: dalla rete idrografica, alle basi naturali dell’ acqua, al modellamento idrico del paesaggio, alla fauna ittica, non tralasciando aspetti più specifici riguardanti le Grotte, il Pantano di Montenero Valcocchiara e la presenza della Lontra nei corsi d’ acqua molisani.

A seguire la parte storico-culturale indaga sugli acquedotti storici, pozzi, fontane, nonché sull’utilizzo dell’’acqua negli impianti protoindustriali, quali mulini, gualchiere, cartiere la cui diffusione sul territorio dimostra che il Molise, nei secoli XVIII e XIX, era ben lontano dall’immagine stereotipata di una regione esclusivamente agreste e pastorale.

Nella terza sezione, quella economico-gestionale, in 13 tavole vengono affrontate le tematiche relative all’ uso delle risorse idriche odierne: dalla gestione delle acque, alla rete acquedottistica, agli impianti di captazione, dagli aspetti normativi, alla qualità delle acque potabili, agli usi ed ai consumi idrici. Accanto a questi argomenti, di grande attualità e al centro di numerosi dibattiti, è stato poi sviluppato il tema relativo alle centrali idroelettriche, situate quasi sempre su preesistenti mulini ad acqua, che caratterizzano il paesaggio molisano.

La quarta parte del volume si interroga, invece, sul difficile rapporto con le regioni limitrofe per l’ uso delle acque: dalla problematica progettazione della galleria di valico del Matese, ai tanti progetti extraregionali di captazione delle acque risalenti fin dagli inizi del XX secolo, agli accordi relativi ai quantitativi destinati ai territori vicini come la Campania, affinché non fossero compromesse le esigenze della popolazione molisana sia per gli usi civici, ma soprattutto per quelli industriali e agricoli.

L’ ultima sezione si articola, infine, in 7 tavole in cui sono stati costruiti itinerari lungo le principali valli del Molise: Alto Volturno, Trigno, Biferno, Biferno-Tammaro, dove il fiume diventa elemento di unione dei vari aspetti non solo paesaggistici, ma anche storico-culturali, economici e di attualità. Seguendo questi percorsi sono stati, così, analizzati alcuni siti di particolare interesse paesaggistico come ‘I giardini di Guardialfiera’; architettonico-funzionale ‘La Peschiera Salottolo’ e la valorizzazione di un manufatto del passato ‘Un esempio di recupero di un mulino ad acqua’.

 fab.abb

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