L’Epaca sul lavoro illegale nei campi: “Contrastare anche in Molise il caporalato”

Sempre più di attualità è il problema di contrastare lo sfruttamento del lavoro nero illegale che, in alcuni casi, osteggia la necessità di assecondare la collaborazione volontaria e tradizionale tra persone nelle attività più semplici delle imprese agricole familiari. In questo periodo autunnale in agricoltura ci sono due attività particolarmente diffuse in Molise, la vendemmia e la raccolta delle olive, che, conseguenza anche della non particolarissima specializzazione tecnica necessaria, si tramandano, nelle aziende agricole familiari, come un piacevole rito che vede coinvolti familiari, parenti e amici, che sono felici, specialmente quando il tempo è accattivante, di poter trascorrere alcune ore in campagna, fare un po’ di attività fisica e contribuire a produrre futuri piaceri del palato. A scriverlo, in una nota stampa, l’Epaca Coldiretti.

Ciò, però, trova sempre maggiore contrasto nelle norme, rese sempre più pressanti e cogenti, per contrastare l’aberrante sfruttamento del lavoro nero, in particolare il perverso “caporalato”, fenomeno non diffuso però in Molise. Ha fatto particolare scalpore, a livello nazionale, – evidenzia Giuseppe Colantuoni, Responsabile Provinciale dell’Epaca, Ente di Patrocinio e Assistenza per i Cittadini e l’Agricoltura di Campobasso – il caso del pensionato di Castellinaldo d’Alba (CN), multato dagli ispettori del lavoro perché “sorpreso” a raccogliere le uve nella sua piccola vigna, assieme alla compagna Ada e ad alcuni amici, senza un formale rapporto di lavoro. Anche grazie all’intervento della locale Coldiretti, che ha contribuito a chiarire i fatti, le sanzioni sono state revocate, ma, con la complessità delle norme e l’eccessiva burocrazia che attanaglia le aziende agricole, resta difficile stabilire il confine tra il rapporto di un lavoro dipendente rispetto a una collaborazione amichevole e gratuita. Per contribuire a fare maggiore chiarezza sulla questione il Patronato EPACA ricorda che alcune norme vigenti permettono lo “scambio di manodopera” gratuito tra Coltivatori Diretti. Titolari di azienda agricola e loro coadiuvanti possono reciprocamente aiutarsi con altri iscritti con posizione contributiva di Coltivatore Diretto, scambiandosi gratuitamente attività lavorativa da loro stessi svolta. Inoltre, evidenzia l’EPACA, per le attività agricole, non è da intendersi quale rapporto di lavoro autonomo o subordinato le prestazioni svolte da parenti e affini sino al quarto grado, se sono meramente occasionale e di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto e obbligazione morale senza corresponsione di compensi. L’Epaca Provinciale di Campobasso informa ancora che due o più imprese agricole possono instaurare, congiuntamente, un rapporto di lavoro con lo stesso operaio agricolo al fine di utilizzarlo promiscuamente presso le rispettive aziende, se sono imprese appartenenti allo stesso gruppo societario, o sono imprese riconducibili allo stesso proprietario, o sono imprese condotte da soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o affinità entro il terzo grado, o sono imprese legate da un contratto di rete e almeno il 50% siano aziende agricole. L’Epaca evidenzia che una casistica molto particolare è quella dei voucher per lavoro accessorio in agricoltura per pensionati, studenti nei periodi di vacanza, percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito, come cassintegrati, titolari d’indennità di disoccupazione ASpI, disoccupazione speciale per l’edilizia e i lavoratori in mobilità.  Il lavoro accessorio con voucher è una normativa la cui finalità è di regolamentare quelle prestazioni di lavoro che non sono riconducibili a un vero e proprio contratto di lavoro, il cui limite complessivo per lavoratore è di 7.000 euro, per anno civile, e di 2.000 euro per ciascun singolo committente. Il pagamento avviene attraverso “buoni lavoro”, voucher. Del valore netto di un voucher da 10 euro nominali,  7,50 euro vanno al lavoratore, il resto sono contribuzione. Per le prestazioni rese nel settore agricolo, l’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di lavoro subordinato è quello previsto dal CCNL di settore. Sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e l’INAIL. Naturalmente, anche nel caso del lavoro in agricoltura, la difficoltà è riuscire a coniugare le rigide norme scritte con il normale buonsenso e la particolarità del lavoro agricolo, il cui svolgimento è soggetto a tante situazioni impreviste, tra cui anche quelle metereologiche.

Redazione

CBlive

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