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Campobasso, si infiamma il dibattito: all’ex stadio ‘Romagnoli’ un’area verde o il ritorno allo ‘status quo ante’ con buona pace per gli amanti del rugby?

L'area dell'ex stadio 'Romagnoli'
L’area dell’ex stadio ‘Romagnoli’

GIUSEPPE FORMATO

Una città divisa, spaccata, sulla questione relativa all’area dell’ex stadio ‘Vecchio Romagnoli’, forse, più orientata per la soluzione dell’eliminazione del vetusto impianto sportivo, ma comunque due modi di vedere la situazione.

La visita di Papa Francesco a Campobasso ha contribuito al momentaneo smantellamento di quello che restava dello stadio dove i lupi scrissero la storia del calcio regionale, con l’approdo in serie B.

Per fare spazio al Santo Padre, infatti, sono state ‘abbattute’ le recinzioni, sono state sradicate dal terreno di gioco le porte che, nel frattempo, erano state trasformate da quelle da calcio a quelle da rugby e i cittadini hanno potuto ammirare una Campobasso diversa, quella con un immenso spazio all’ingresso della città.

Appunto il rugby: l’ex stadio ‘Romagnoli’ è passato, nel corso degli ultimi anni, da campo di calcio a spazio dove si pratica lo sport dalla palla ovale, che pian piano sta entrando nel tessuto cittadino, con due società attive nel capoluogo molisano con tanto di settore giovanile.

Da un lato, quindi, i cittadini che vogliono al posto dell’ex stadio un’area verde; dall’altro, invece, gli amanti del rugby, visto che la struttura, attualmente, è utilizzata da circa 550 persone, tra bambini, adolescenti e adulti, che grazie alle società degli Hammers e al Cus Molise hanno imparato ad amare questo sport che in Australia e in Nuova Zelanda più praticato del calcio.

Una bella gatta da pelare per l’amministrazione comunale, che si è insediata appena lunedì scorso con il primo consiglio comunale. Il referente, al momento, è il sindaco Antonio Battista, considerando che le deleghe agli assessori non sono state ancora assegnate. E il mondo sportivo cittadino attende con ansia la nomina dell’assessore allo sport, considerando che ogni società sportiva del capoluogo ha qualcosa da chiedere al futuro assessore, sempre in tema di impiantistica sportiva.

Battista è, dunque, tra due fuochi: coloro che vogliono eliminare l’ex stadio e chi vuole che l’impianto, seppur vetusto, resti là dov’è per favorire la pratica del rugby. Sul primo fronte, domani, venerdì 11 luglio, Simone Cretella, Pippo Venditti, Peppe Baranello e Nino Carpenito hanno organizzato dalle ore 18,30 un Flash mob dal titolo-slogan: “RiprendiAMOci l’ex Romagnoli”. Sul secondo fronte, coloro che praticano il rugby si stanno sincerando che, tra qualche giorno, potranno ricalpestare la terra dell’ex stadio.

Proprio questa mattina, giovedì 10 luglio, il sindaco Antonio Battista ha affermato, tramite una nota stampa: “Come già evidenziato e dibattuto nel corso dei diversi incontri tenutisi per organizzare la visita del Santo Padre a Campobasso,  “la caduta ” della recinzione del rettangolo di gioco del ‘vecchio Romagnoli’ ha svelato una prospettiva dell’area decisamente nuova, sconosciuta, bella e di fascino. La conferma di tale nuova prospettiva arriva anche dalle diverse segnalazioni indirizzate all’Amministrazione comunale, da Associazioni operanti nel territorio e dai cittadini che condividono quello che risulta essere ormai uno stato d’animo generalizzato. Ovviamente a generare questo diverso punto di vista ha contribuito, tra l’altro, la cura complessiva di cui l’area è stata oggetto, con la rimozione di erbacce e rovi presenti lungo tutto il perimetro dello stadio e certamente l’assenza delle auto in parcheggio. Del resto, quando nei mesi scorsi si è discusso della destinazione dell’area dell’ex Romagnoli, si immaginava, allora, quanto appare a tutti oggi palese: uno spazio incredibilmente strategico che non deve essere oggetto di interventi di cementificazione sconsiderata. La condivisione da parte di tutti della possibilità  di “liberalizzare” l’utilizzo dell’ex Campo Sportivo della città, di mantenerlo privo di barriere che ne riducono negativamente l’insieme, di renderlo fruibile ai cittadini, comporta l’opportunità del coinvolgimento dei responsabili delle attività sportive, come il rugby,  che ancora si esercitano nell’impianto, per individuare soluzioni alternative, compresa la possibilità della costruzione di un nuovo campo sportivo dedicato a queste discipline. Ne consegue che l’impegno politico è rivolto a scongiurare la ricollocazione della recinzione e/o comunque a ridurre il tempo che essa eventualmente resti installata. Sulla questione è stata riscontrata la notevole sensibilità del Presidente della Regione Molise, Paolo Frattura. In tal senso l’Amministrazione comunale sta già lavorando per contemperare l’esigenza dinanzi  prospettata, vale a dire la fruizione da parte dei cittadini di uno spazio nel centro della città, con l’altrettanto valida esigenza di garantire, ad un nutrito gruppo di ragazzi e di giovani, circa 550, oltre alle presenze per le attività scolastiche,  uno spazio vitale per la propria disciplina sportiva”.

In pratica, Battista pensa a un nuovo impianto sportivo: ma ora sono due le domande da porsi. In attesa dell’ipotetica costruzione di un campo per giocare a rugby, le due società della palla ovale dove andranno a praticare il loro sport?

In attesa dell’ipotetico nuovo campo da gioco, quando inizieranno i lavori per le tre strutture fatiscenti: lo stadio, l’antistadio di Selva Piana e il palazzetto dello sport di Vazzieri, che chiedono da anni una ristrutturazione e riqualificazione, e dove migliaia di campobassani trascorrono gran parte del proprio tempo?

Area verde contro impianto sportivo: chi la spunterà nell’imminenza? Anche perché è facilmente ipotizzabile che se le recinzioni dovessero essere ripristinate, a vincere saranno gli amanti del rugby, con coloro che sperano nell’area verde che potranno proseguire le proprie battaglie.

Se, al contrario, l’impianto sportivo lasci da subito spazio a un’idea diversa, le due società di rugby resteranno senza un luogo dove allenarsi e giocare.

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