Ambiente e innovazione

Infrastrutture in Italia, come avviene il monitoraggio su sicurezza ed efficienza

I dati del Primo Rapporto sull’Efficienza Infrastrutturale, realizzato da Sensoworks

Il monitoraggio sulla sicurezza delle infrastrutture è attività fondamentale per garantirne l’efficienza difatti l’attuale situazione di invecchiamento di ponti e viadotti, e la scarsa manutenzione degli stessi, sono problematiche ben note. In base ai dati raccolti da Sensoworks, startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale, nel Bel Paese vi è uno scarso utilizzo di sistemi tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) applicate al monitoraggio delle infrastrutture.

I dati del Primo Rapporto sull’Efficienza Infrastrutturale, realizzato da Sensoworks, offrono uno spaccato delle politiche e dei risultati nell’ambito dell’efficienza delle nostre infrastrutture e della loro sicurezza. «La situazione italiana appare potenzialmente buona: le nostre infrastrutture sono state costruite a regola d’arte ed anche la manutenzione è stata nella maggior parte dei casi adeguata, almeno fino a pochi anni fa. Purtroppo, però, l’ambito delle opere pubbliche è oggi uno dei settori più arretrati nell’introduzione di strumenti ICT» sintetizza Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks (www.sensoworks.com).

L’Italia si potrebbe posizionare ai massimi livelli europei e mondiali nell’ambito dell’efficienza infrastrutturale, sostiene l’Amministratore Delegato Sensoworks, ma per farlo dovrebbe utilizzare le tecnologie oggi largamente disponibili, adatte a fornire una sorveglianza continua ed una conoscenza storica delle opere pubbliche a rischio. Questo permetterebbe anche un risparmio rispetto alle ispezioni fisiche

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione delle opere infrastrutturali, la media italiana è di 4,4 anni. Ma a livello territoriale si toccano valori ancora più elevati in Molise (5,7 anni), Basilicata (5,7 anni), Sicilia (5,3 anni) e Liguria (5,2 anni). Le regioni più virtuose sono invece Lombardia ed Emilia Romagna, dove le opere infrastrutturali sono terminate con maggior velocità. Le due regioni si posizionano prime a pari merito con 4,1 anni di tempo medio di realizzazione.

A caratterizzare l’Italia anche inefficienze e sprechi, come quelli relativi alle 640 grandi opere incompiute (per un valore complessivo di 4 miliardi di euro) ed alle oltre 400 opere bloccate per motivi burocratico-autorizzativi o per contenziosi vari (per un valore di 27 miliardi di euro).

Quante sono le infrastrutture che andrebbero subito revisionate? Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche sarebbero 12 mila ma, non essendo mai stato funzionante il catasto delle strade, non si può conoscere il numero esatto di ponti, viadotti e gallerie.Quante sono quelle sotto monitoraggio? Appena 60 mila, monitorate con i vecchi sistemi delle ispezioni. Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Carola Pulvirenti

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