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A colpi di fucile, così è morto l’orso marsicano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Indagato operaio abruzzese

Orso marsicano ucciso nel Parco Nazionale d'Abruzzo e Molise. Foto di www.ansa.it
Orso marsicano ucciso nel Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise. Foto di www.ansa.it

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

L’orso marsicano, insieme ad altri due orsi, sembra essersi avvicinato spesso al centro abitato di Pettorano sul Gizio, zona aquilana, tanto da mettere a rischio l’incolumità degli abitanti. Motivo per cui, uno dei tre, si è conquistato una morte atroce e violenta. “Una fucilata che si può paragonare a un colpo di lupara mafiosa che colpisce col pretesto di fare giustizia da sé” lo ha affermato il portavoce del neo comitato ‘Dalla parte dell’Orso’, Mimì D’Aurora. In effetti era da un po’ di tempo che in alcune lettere anonime si parlava di una giustizia fai da te: “Se non ci pensate voi, ci penseremo noi”. Davvero qualcuno ci ha pensato, tanto che uno dei tre orsi di specie protetta appartenente al Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise è stato ferocemente fucilato. Ben 5 colpi, di cui 4 a vuoto ed il quinto, quello fatale, dritto all’intestino che ha provocato una peritonite acuta e la successiva morte dell’orso, solo dopo ore di agonia.

“Si, sono stato io” questa sembra essere la confessione di un operaio dell’Enel, abruzzese, A.C. di 57 anni e che lo porta dritto nel registro degli indagati dalla Forestale. Perquisita la casa, sono stati trovati 6 fucili e sequestrati i pallettoni per l’analisi balistica che se positiva sarà la prova schiacciante di colpevolezza. L’uomo sembra aver dichiarato di aver ucciso con tale brutalità l’orso perché aggredito dallo stesso.

Intanto i casi di violenze sugli animali presenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise, specie in via d’estizione, stanno aumentando vertiginosamente e ingiustificatamente, al punto che l’associazione animalista LAV chiede l’intervento del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano affinchè blocchi l’apertura della stagione di caccia, come misura preventiva e di sicurezza.

L’ENPA è ancora più dura: bisognerebbe ritirare il tesserino a tutti i cacciatori che fanno battute in aree protette come il Parco d’Abruzzo e Molise per la tutela dell’ambiente e soprattutto degli orsi.

In attesa di risposte e provvedimenti, continua la guerra barbara degli uomini contro natura ed animali.

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