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Alabama-Campobasso, una vita divisa tra due paesi e un’unica passione: la Zumba. L’istruttrice Adele Di Michele si racconta. “Il ballo mi dà la carica per affrontare l’Italia della burocrazia e dei servizi inesistenti”

Adele Di Michele
Adele Di Michele

FABIANA ABBAZIA

Una passione nata per caso nel 2007 in Alabama e ora importata a Campobasso. Un hobby divenuto con il tempo una professione, quello coltivato da oltre sette anni da Adele Di Michele, istruttrice di Zumba nella palestra ‘Mgv Fitness’ di via Montegrappa, dove tiene un corso il lunedì e il venerdì dalle 17 alle 18, e al ‘Centro Sportivo Universitario’ dove è invece possibile trovarla il martedì e giovedì dalle 9.30 alle 10.30.

Campobassana di nascita, ma americana d’azione, Adele 45 anni, è tornata in Molise lo scorso agosto, dopo ben dieci anni trascorsi in Alabama. Con un passato vissuto all’estero per seguire suo marito, ingegnere per un’azienda che opera per conto della Nato, per Adele non sono certo state sempre tutte ‘rose e viole’. Ma alla fine la vita le ha saputo regalare momenti felici, vissuti anche grazie a quella danza un po’ particolare che, unendo il movimento aerobico con la musica afro caraibica, lascia il corpo libero di muoversi e divertirsi senza canoni ‘rigidi’.

Emigrata all’estero per la prima volta nel lontano 1998 resta in Alabama per soli 5 mesi, per poi ritornare l’anno seguente con il marito e un figlio di pochi mesi. Un periodo non certo facilissimo per Adele che si ritrova molto tempo da sola con il piccolo in un paese di cui non conosce la lingua e in cui non riesce a integrarsi in un momento in cui è impegnata, tra l’altro, a fare la mamma 24 ore su 24.

Adele stringerà però i denti e tornerà in Italia dopo tre anni trascorsi di seguito lì, con la voglia di non riandare mai più in un paese che, almeno per il momento, le è stato ostile. Tuttavia, nel 2004, con un famiglia che nel frattempo ha accolto un altro pargolo, quella che diventerà poi una ‘zumbera’ doc, ripartirà nuovamente per seguire, ancora una volta, il marito. Sarà questa l’occasione giusta per ricominciare e integrarsi in una comunità che Adele poi scopre non essere in fondo così maldisposta nei suoi confronti. Questa volta, infatti, i giorni in Alabama trascorrono più sereni di quelli vissuti un tempo. I figli crescono e iniziano ad andare a scuola e, le occasioni di socializzazione aumentano notevolmente anche per lei che, a un certo punto, per tenersi un po’ in forma, decide di iscriversi nella stessa palestra in cui aveva portato il suo secondogenito. E’ proprio lì che conosce la Zumba. La disciplina, nata alla fine degli anni 90’ in Colombia, le dà la carica e gli “esercizi-mascherati” che abbinano il fitness alla danza le fanno riscoprire quella musica che, in fondo, ha sempre avuto nel sangue.

“E’ stato così – racconta Adele – che ho trovato la mia dimensione. Non solo mi allenavo divertendomi, ma nel frattempo ho anche fatto amicizie e imparato bene l’inglese. Nel 2009 poi, spronata da mio marito, sono diventata istruttrice e ho conosciuto la direttrice della palestra dell’Università dell’Alabama. Dopo qualche tempo ho iniziato a insegnare anche io lì, fino a quando abbiamo deciso di rientrare in Italia. In realtà ora mio marito si trova ancora lì. Il progetto al quale lavora terminerà nel mese di gennaio, ma io sono tornata prima, per via della scuola, in modo che a settembre i miei figli potessero tornare regolarmente sui banchi. Nonostante abbiano qualche piccolo problema con l’italiano – prosegue Adele –  a loro piace stare qui, mentre io noto tante cose che non vanno. Faccio un esempio, qualche tempo fa ho ordinato un dvd di Zumba che sarebbe dovuto arrivare entro pochi giorni, ma le Poste ancora non provvedono a farmelo recapitare. Per non parlare delle esperienze negative avute con la Motorizzazione. Il problema – riflette Adele – è che qui c’è troppa burocrazia che complica soltanto la vita delle persone e poi a mancare sono i servizi, dalla scuola alla pulizie delle strade, trovo che l’Italia sia indietro di 50 anni. Ecco perché spero di non rimanere a lungo, ma magari trasferirmi nuovamente. Chissà magari questa volta in Germania”. Nell’attesa però Adele si va a ricaricare in palestra a passo di Zumba, quella disciplina che lei stessa consiglia proprio a tutti, purché abbiano un unico requisito: la voglia di divertirsi a suon di musica.

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