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Differenziata, meglio nei piccoli Comuni. A Campobasso l’emergenza è la ‘mentalità’ dei cittadini

La raccolta differenziata rappresenta, già da qualche anno, uno dei principali obiettivi di molte amministrazioni locali italiane. La Regione Molise, in particolare, ha investito circa 30 milioni di euro per la sua realizzazione sull’intero territorio regionale ed è sempre maggiore il numero di Comuni che mira a garantire un servizio puntuale e ben organizzato in favore dei propri abitanti.

Nel corso della prima edizione regionale dell’Ecoforum, promosso da Legambiente, in collaborazione con la Camera di Commercio di Campobasso, il 16 gennaio 2019, tuttavia, è emerso come, nel 2017, solo dieci comuni molisani abbiano superato il 65% di rifiuti differenziati (Vinchiaturo, San Felice del Molise, Cercemaggiore, San Giuliano del Sannio, Cercepiccola, Montagano, Matrice, San Biase, Colli a Volturno, Petrella Tifernina e San Martino in Pensilis) e la crescita a livello regionale appare lenta: nel 2017 solo il 2,8% in più rispetto all’anno precedente.

Nel capoluogo di regione, il sistema di raccolta differenziata ha preso avvio già da un paio di anni, ma, nonostante la sua estensione a tutta la città (escluso il centro murattiano) fosse prevista per il 31 dicembre 2017, così come annunciato dall’amministrazione comunale in una conferenza stampa del 2016, c’è ancora molto da fare.

LE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEL SERVIZIO. La differenziata è partita nel centro storico, in alcuni quartieri e contrade della città.

Nel borgo antico, il servizio è garantito attraverso il posizionamento, a rotazione e a fasce orarie in sei zone, dell’Ecostop, ovvero un grande raccoglitore di rifiuti che consente ai residenti, attraverso l’avvicinamento ad un sensore della Tessera dei Servizi Ecologici, di poter confluire i diversi tipi di rifiuti. Nell’Ecostop, inoltre, sono presenti altri scomparti dove i cittadini, senza l’uso della tessera, possono conferire cellulari, lampadine, farmaci, olio domestico, pile e batterie.

Il sistema di raccolta dei rifiuti urbani nella zona Nord Est, in alcuni quartieri e nelle contrade della città, invece, è garantito a domicilio attraverso il conferimento differenziato dei vari tipi di rifiuti (organico, secco residuo, carta/cartone, plastica/metalli e vetro), prima delle sette del mattino, nei giorni stabiliti dall’ecocalendario distribuito ai residenti, mediante contenitori concessi in uso gratuito ai cittadini.

Il servizio prevede, inoltre, alcune importanti novità. Innanzitutto, i nuovi recipienti sono dotati di un microchip, che consente di tracciare le quantità dei rifiuti differenziati e il numero degli svuotamenti effettuati, memorizzando le informazioni su un sistema centrale. In secondo luogo, a tutti i nuclei familiari è stata consegnata la Tessera Servizi Ambientali (TSA), che serve a identificare l’utente per tutte le operazioni di approvvigionamento di nuovi contenitori o sacchetti e per poter usufruire di tutti i servizi offerti dal gestore presso il Centro di Raccolta di Santa Maria de Foras. Consegnando il relativo modulo al personale dell’isola ecologica, inoltre, è possibile usufruire del servizio aggiuntivo di raccolta pannolini e pannoloni.

È stato introdotto, in terzo luogo, il compostaggio domestico, quale modo per gestire direttamente la frazione organica, mediante un kit consegnato gratuitamente a che ne faccia richiesta.

L’apertura dell’isola ecologica self service in contrada Santa Maria de Foras, infine, aggiunge un’area per la raccolta dei rifiuti urbani e dei piccoli elettrodomestici a disposizione dei cittadini H24, mediante l’uso della propria tessera di identificazione. Gli abitanti impossibilitati a raggiungere il centro di raccolta, invece, possono usufruire, previa prenotazione telefonica, del ritiro gratuito a domicilio dei rifiuti ingombranti e dei beni durevoli di provenienza domestica.

IL PRINCIPALE PROBLEMA. Tra gli abitanti delle zone in cui la raccolta differenziata è stata già avviata, si è diffusa la pratica di abbandonare costantemente i rifiuti in maniera selvaggia accanto ai cassonetti. Molti, inoltre, si recano a gettare quotidianamente l’immondizia nelle aree non ancora interessate dal servizio. Le segnalazioni dei residenti, stanchi e seriamente preoccupati per i cumuli di rifiuti indifferenziati e maleodoranti vicini alle proprie case, sono ormai numerose e continue.

LE SANZIONI. Il Testo Unico Ambientale vieta l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti domestici sul suolo e nel suolo. La violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3,000,00 euro e, qualora l’abbandono riguardi rifiuti pericolosi, la stessa è aumentata sino al doppio. Nel caso in cui il fatto sia stato realizzato da titolari di imprese o dai responsabili di enti che abbandonino o depositino in modo incontrollato i rifiuti, invece, si configura un vero e proprio illecito penale.

Giuliana Iannetta

redazione

CBlive

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