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“È quasi tutto pronto”. Il Molise si prepara ad accogliere Papa Francesco e oltre 160mila fedeli. Le istituzioni fanno il punto sull’organizzazione dell’evento mondiale in programma per sabato

un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

FABIANA ABBAZIA

Inaugurata ieri pomeriggio, martedì 1° luglio, all’Università degli Studi del Molise la sala stampa che, in occasione della visita di Papa Francesco in Molise, si presta ad accogliere ben 400 giornalisti.

Un evento quello del prossimo 5 luglio seguito da tutto il mondo che porterà nella piccola regione operatori, fotografi, tecnici e giornalisti dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’America, dal Brasile e addirittura dalla Corea da dove una troupe televisiva giungerà per realizzare uno speciale.

Dunque, un’occasione quella odierna per affidare alla stampa le ultime delucidazione da poter diffondere ai cittadini, ma anche un momento per spiegare come si è reso possibile il coordinamento tra le numerose istituzioni coinvolte in vista di oltre 160mila persone che sabato approderanno in regione. Sono, infatti tra gli 80 e i 100mila i fedeli previsti a Campobasso, 50mila le presenze stimate a Isernia e 20mila persone attese a Castelpestroso.

“La visita di Papa Francesco – ha esordito l’arcivescovo della diocesi di Campobasso –Bojano, Giancarlo Bregantini – ha unito tutti in una formula di collaborazione che ci permetterà di accogliere il Santo Padre nel migliore dei modi”.

“E’ quasi tutto pronto – ha sottolineato Padre Giancarlo che ha poi raccontato ai presenti di avere l’intenzione di scusarsi con il Papa perché sicuramente non tutto sarà perfetto, ma “mettere tutto a posto era praticamente impossibile” .

“Abbiamo curato molto – ha messo in risalto il presule – il palco e l’altare. Mentre al primo è stata data la forma di una vera e propria capanna di bambù, voglio ricordare come il secondo, costruito dalla comunità “La Valle” di Toro rappresenti un gesto molto significativo, dato che riproduce un giovane che precipitando nel vuoto viene sostenuto proprio dalla mano del Santo Padre, dietro la quale ci sono gli occhi attenti della Madonna della Libera”.

Le sedie, dove all’ex stadio Romagnoli di Campobasso oltre 100mila fedeli ascolteranno le parole del Santo Padre, offerte dalla ditta Ferro saranno, invece, di cartone, ma Bregantini ha rassicurato tutti sulla loro “resistenza”.

Tutto ciò che servirà per questo importante evento – ha detto l’arcivescovo – sarà poi messo a disposizione della città, anche se al momento non sappiamo ancora come sarà impiegato il palco su quale salirà il Papa”.

Ricordando ancora lo spirito unitario ha proseguito “non ci sia mai chi da solo fa, ma sempre chi insieme costruisce” ha spiegato Bregantini prima di ricordare come i sette siti tra Campobasso, Castelpetroso e Isernia, dove si recherà Francesco sono tutti significativi, tanto da simboleggiare una sorta di enciclica.

“Non ci poteva essere evento migliore per iniziare il mio vescovado” il pensiero che ha voluto esprimere Camillo Cibotti divenuto solo pochi giorni fa nuovo vescovo della diocesi di Isernia-Venafro.

Presenti all’Unimol anche il Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna che ha dichiarato “sono davvero orgoglioso di coordinare un così importante evento per il quale bisognerà garantire la massima sicurezza”.

Al tavolo anche il Presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, il sindaco di Campobasso Antonio Battista e il Magnifico rettore dell’Università del Molise, Gianmaria Palmieri.

Il numero uno di via Genova ha ribadito come “non sia stato speso nemmeno un euro per opere che non rimanessero alla città”. All’unisono con Bregantini anche Frattura ha poi sottolineato la perfetta armonia emersa nell’organizzazione.

Pensiero questo, esplicitato anche dal primo cittadino del capoluogo, Antonio Battista, che ha ringraziato Bregantini per essere stato il motore di tutto.

Battista ha anche ricordato come a breve saranno diffusi in città una serie di opuscoli su tutti gli interventi realizzati dal Comune per l’importante evento. “Azioni di cui il capoluogo aveva bisogno” ha specificato ancora il numero uno di Palazzo San Giorgio.

Il primo cittadino con un sorriso ha poi strizzato l’occhio a Frattura “affinché il Romagnoli possa rimanere così”, magari nella possibilità di divenire una delle più grandi aree verdi della città. Ipotesi sulla quale Frattura ha più che altro preso tempo.

Anche sulla mensa dei poveri adibita nello stabile dell’ex asilo di via Monte San Gabriele sono arrivate alcune precisazioni da parte del sindaco di Campobasso.

Non si tratta di alcuna donazione, ma l’edificio ristrutturato con i fondi Cei, anche dopo la venuta del Papa andrà a svolgere l’importante funzione di punto ristoro per i meno abbienti dei 24 comuni dell’ambito sociale di Campobasso, nell’ottica dei servizi di cui parla la Legge regionale sul sociale”.

A sottolineare il lavoro unitario è stato anche il Magnifico rettore dell’Unimol, Gianmaria Palmieri, così come l’assessore al Comune di Isernia, Cosmo Galasso, in rappresentanza del sindaco Brasiello, impossibilitato per impegni istituzionali a presenziare l’evento.

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