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Piano regolatore, opere pubbliche, raccolta differenziata e turismo. Battista elenca le priorità. Critica la posizione delle minoranze

Il sindaco Antonio Battista
Il sindaco di Campobasso, Antonio Battista

FABIANA ABBAZIA

‘Campobasso che si rinnova’, ‘Campobasso che lavora’, ‘Campobasso da vivere’, ‘Campobasso dei flussi’. Sono questi i nomi attribuiti alle 4 linee strategiche che definiscono il programma dell’amministrazione Battista, illustrate dal primo cittadino di Campobasso questa mattina, lunedì 3 novembre in Consiglio comunale. Un documento approvato dall’aula di Palazzo San Giorgio con 19 voti favorevoli, 5 contrari e 4 astenuti.

Nell’ambito del primo punto, ‘Campobasso che si rinnova’, rientra la gestione urbanistica, il controllo del territorio, le opere pubbliche, la realizzazione del sistema unificato di raccolta differenziata, il verde pubblico e l’arredo urbano. Un ambito esteso che parte da una “riflessione sul piano regolatore generale strutturandone uno che, dopo le alterazioni del territorio degli ultimi anni, possa riprogrammare le eventuali riclassificazioni necessarie per la salvaguardia del suolo e per la qualificazione urbanistica della città”. Un progetto che non può però prescindere dalla “mappatura della qualità e la quantità del patrimonio edilizio”. Un vero e proprio censimento per capire “cosa sia stato realizzato in eccedenza e quali infrastrutture manchino per ciascuna area”.

Nel campo dei lavori pubblici, il sindaco fa poi sapere di guardare, nel corso del prossimo quinquennio, “alla riorganizzazione, messa in sicurezza, potenziamento e valorizzazione del patrimonio pubblico che nel corso degli anni si è degradato per la carenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Tra tali tipi di interventi rientra la piscina comunale, le reti di distribuzione di acqua potabile, la riqualificazione del cimitero, e l’edilizia scolastica. Nell’ambito del primo punto Battista fa rientrare anche la raccolta differenziata, sulla quale il “Comune deve recuperare il tempo perso in questi anni e diventare un ente virtuoso”. In questi 5 anni, inoltre, per gli spazi verdi che “dovranno essere aumentati e curati adeguatamente”, il sindaco si propone anche di predisporre bandi per l’assegnazione di appezzamenti per orti urbani.

Rivalutazione del centro storico, della cultura e delle tradizioni locali, progetti attuabili con fondi della Comunità Europea, così come l’attenzione verso il comparto dell’istruzione scolastica, sono i concetti alla base del secondo punto, denominato ‘Campobasso che lavora’. In questo senso si fa strada a Palazzo San Giorgio l’idea di “trasformare le potenzialità del territorio in una solida offerta” aprendo e valorizzando un canale di comunicazione con i settori produttivi collegati al turismo, come agenzie di viaggio, ristoratori, albergatori, artigiani e commercianti. Particolare attenzione riservata inoltre al comparto tributario per il quale si intende “attivare un piano di razionalizzazione della spesa comunale per garantire un miglior utilizzo delle risorse senza precludere i servizi”.

Il settore del sociale, i minori, gli anziani e i disabili il fulcro di ‘Campobasso da vivere’, l’ambito programmatico che progetta l’erogazione di “sostegni economici a nuclei familiari in condizioni di fragilità” e che si pone come obiettivo “di effettuare interventi mirati e personalizzati, sulla base delle indicazioni del Servizio Sociale Professionale”.

Nell’ultimo punto denominato ‘Campobasso dei flussi’ rientra, invece, il delicato comparto della riqualificazione della mobilità urbana che guarda al “potenziamento del servizio di trasporto pubblico, al recupero del terminal, al servizio di trasporto urbano associato con il bacino dei comuni limitrofi, come ad esempio Ferrazzano, Mirabello, Oratino, Ripalimosani Campodipietra, Matrice e altri, nonché il servizio notturno sul centro abitato di Campobasso“.

Un documento dettagliato quello del primo cittadino che non ha mancato però critiche da parte della minoranze. A finire sotto accusa del consigliere Francesco Pilone che, insieme agli altri esponenti del Polo Civico e Pascale di Forza Italia ha votato contro le linee programmatiche del sindaco, le azioni previste per la rivalutazione del turismo, del centro storico, dell’ambito delle politiche comunitarie e della mobilità cittadina. “Pur avendo apprezzato – fa sapere Pilone – l’impianto strutturale della proposta con le 4 aree strategiche, nelle linee programmatiche di Battista è evidente l’assenza di una tematica molto importante come quella della gestione della macchina amministrativa”. “Come viene coordinato – chiede infatti Pilone – il personale, le maestranze, la dirigenza?. Purtroppo – sottolinea ancora – l’unico choc di cui si parla nelle premesse programmatiche, lo hanno invece avuto i cittadini con la Tari e la Tasi”.

Ad astenersi dal voto sono stati poi i consiglieri del Movimento 5 Stelle, per nulla convinti dell’attuazione del programma del centrosinistra di Palazzo San Giorgio.

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