Cronaca

Concorso in Polizia, alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dei nuovi requisiti di accesso. Anche un molisano escluso ora spera

Un giovane molisano, S.P., ha partecipato al concorso bandito nel 2017 per l’assunzione di 1148 allievi agenti della Polizia di Stato ed all’esito delle prove scritte si era collocato in posizione utile.

Durante l’espletamento delle prove concorsuali, il legislatore ha però “modificato” i requisiti per l’accesso al ruolo della Polizia di Stato, riducendo i limiti di età (da trenta a ventisei anni) e richiedendo un diverso titolo di studio rispetto a quello inizialmente previsto.

Ad aprile del 2019, con Decreto del Capo della Polizia di Stato, è stata avviata la fase degli accertamenti psicofisici ma il ragazzo molisano, alla luce dei “nuovi” criteri, non è risultato tra quelli immediatamente ammessi.

Così, il giovane ha avanzato ricorso al TAR del Lazio col patrocinio degli avvocati Guido Rossi e Maria Bruno con i quali sono stati impugnati i provvedimenti del Ministero degli Interni eccependo, in particolar modo, la violazione delle norme del bando originario nella parte in cui sono stati modificati anche i criteri di partecipazione ad un concorso ormai avviato.

Gli avvocati Rossi e Bruno hanno anche rilevato l’illegittimità costituzionale, in relazione agli articoli 3, 51, 97 e 107 della Costituzione dell’articolo 11, comma 2-bis, del Decreto Legge numero 135 14 dicembre 2018, nella parte in cui ha modificato i requisiti di partecipazione al concorso, nonostante le diverse previsioni del Bando.

Il Tar del Lazio, accogliendo le censure dei legali, ha  – dapprima –  ammesso (con riserva) il giovane molisano a partecipare alle successive fasi del concorso poi, con l’ordinanza del 16 luglio 2020  ha sospeso il giudizio “nell’attesa dell’esito dello scrutinio di costituzionalità, ai fini di una decisione assunta sulla base di normativa conforme a Costituzione”.

Spetterà, quindi, ora alla Corte Costituzionale fare chiarezza sull’annosa questione.

Questo il commento dei legali: “Ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a farlo. Il nostro assistito e gli aspiranti allievi agenti tutti, hanno subito una profonda ingiustizia e lotteremo fino a quando non sarà loro assicurato quello che gli spetta di diritto. La coraggiosa decisione del Collegio permetterà, adesso, di vederci chiaro e potrebbe aprire nuovi ed inediti scenari, anche dal punto di vista politico. È ora che l’Amministrazione apra gli occhi e ponga rimedio alle scelte fatte assolutamente pretestuose e prive di qualsiasi logica”.

Redazione

CBlive

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