Cronaca

‘Matese in Musica’: l’esercito dei 5 mila per la battaglia a difesa della natura e della salute

riservaaaaaaaaaELISA TOMASSO

Oltre 3 mila firme in poco meno di una settimana. L’opposizione di ben 12 consigli comunali con relativo ricorso al Tar. Il NO del consiglio provinciale. E ancora, il NO del consiglio regionale che ha richiesto l’annullamento delle autorizzazioni. Le mamme coraggio, che da due settimane insieme a cittadini comuni, associazioni, movimenti, amministratori locali, presidiano il nucleo industriale di Campochiaro, giorno e notte, per contrastare e impedire la realizzazione delle tanto discusse centrali a biomasse a valle del Matese. Gli artisti e le 5mila persone che ieri hanno animato e reso possibile la maratona musicale “Matese in Musica”.

Un Matese imponente, bello, “la più grande montagna inespressa, non realizzata di questa regione” la definiscono i Riserva Moac. Pacha Mama, la Terra Madre rivendica rispetto. E lo fa con la voce degli musicisti locali di spicco e dalla tanta gente accorsa all’evento-concerto di sensibilizzazione di ieri, Sos Molise “Lotta contro il MOSTRO”, proprio alle pendici del Matese, proprio a due passi dai cantieri dove dovrebbero sorgere i due “ecomostri”, come ormai li definiscono un po’ tutti da queste parti.

“Contestiamo soprattutto il modo di operare della regione oltre alla sua mancanza di visione, di progettualità e vero sviluppo in linea con la vocazione di questa parte di Molise” racconta un’attivista. Contestano la modalità dubbia in cui sono state rilasciate le autorizzazioni per la realizzazione dei due impianti a biomassa della potenza di 0,99mW e 10mW distanti tra loro poche centinaia di metri, nell’ambito del nucleo industriale dei comuni di Campochiaro e San Polo Matese. Contestano il non coinvolgimento delle amministrazioni, degli enti locali, della popolazione che abita quei luoghi. E che ieri è arrivata in massa a firmare, a far sentire la propria contrarietà a quanto si vuole imporre dall’alto, “sulla nostra testa”, “a danno della nostra salute”.

“Le nostre risorse non sono le biomasse, le pale eoliche, le dighe, le discariche. Ma la nostra terra, i suoi frutti, i suoi prodotti, i latticini, i tarturi. Riprendiamocela questa nostra terra come i sanniti la difesero e liberarono dai romani”, le parole del cantante dei Goria. Oltre a lui, oltre 20 tra band e dj “nostrani” a darsi il cambio sul palco allestito a Campochiaro. Solo per citarne alcuni, il Circolo Vizioso della Farfalla, la Sassinfunky Street Band, i Noflaizon e l’adesione da tutta Italia di personalità di spicco del mondo dello spettacolo. Interventi anche di Paolo De Chiara, giornalista, dell’avvocato Alfonso Mainelli, e Massimo Romano, il legale che sta portando avanti la battaglia.

Sullo sfondo del palco, le immagini di ciò che è e di ciò che potrebbe diventare il Molise, tutto sommato, ancora incontaminato. Scorrono parole forti, parole di speranza e di protesta. Scorre un invito, “Vivi il Matese, vivi la natura”. Succede che la musica sia realmente promotrice di istanze sociali, promotrice di giustizia e di sensibilizzazione. Che sia “coscienza, impegno e non distrazione”.

 

 

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