Cronaca

Morte dell’attrice Paola Cerimele, parlano i legali dell’indagato: “Fase delle indagini preliminari e responsabilità ancora da accertare. Chiediamo rispetto per il dolore di tutti”

Con una nota stampa lo scorso 11 settembre l’Ufficio Stampa dello Studio3A-Valore S.p.A a cui si sono affidati i familiari di Paola Cerimele, la nota attrice di Agnone deceduta il 25 agosto in un tragico incidente stradale sulla Trignina, aveva divulgato la notizia che il conducente, indagato per omicidio stradale, era alla guida ubriaco.

“L’automobilista che ha causato la tragedia guidava in stato di ebbrezza“, si leggeva infatti nella nota stampa diffusa dai legali. Per i difensori della famiglia della vittima l’uomo sarebbe stato trovato anche in uno stato di alterazione psicofisica”.

Sulle notizie diffuse e riportate dagli organi di informazione intervengono ora i legali dell’indagato: gli avvocati del foro di Campobasso, Stefano Maggiani e Manuela Abbazia, chiedendo rispetto per il dolore delle famiglie coinvolte e correttezza deontologica soprattutto adesso, in questa fase del procedimento penale che è quella delle indagini preliminari.

Infatti, dopo i rilievi delle forze dell’ordine compiuti quel giorno sul luogo dell’incindente, solo una settimana fa il Pubblico Ministero di Vasto, Vincenzo Chirico, a seguito delle richieste dei legali della famiglia della vittima, ha disposto una perizia cinematica necessaria a  ricostruire la dinamica dell’incidente. L’incarico del PM è stato, quindi, affidato all’ingegnere  Marco Colagrossi. Agli accertamenti sulle autovetture coinvolte e sui luoghi, ha partecipato anche il consulente di parte, l’ingegnere Carmine Lanni, nominato dai difensori dell’indagato.

“Ad oggi – il commento reso alla stampa dagli avvocati Maggiani e Abbazia –  ancora non si conoscono la dinamica del sinistro, le circostanze che lo hanno causato e la responsabilità di chi lo ha determinato, pertanto, ogni considerazione e ricostruzione che non provengano dall’Autorità Giudiziaria, ma dalle parti in causa, risultano, a parere degli scriventi, inopportune. È convinzione di questa difesa che situazioni particolarmente drammatiche, come quella di questo sinistro, debbano essere trattate con la dovuta delicatezza e con la massima professionalità, al fine di consentire agli inquirenti di svolgere il proprio lavoro nel modo migliore e di favorire la ricerca della verità senza alcun condizionamento.

Sul punto – proseguono – giova evidenziare che le rispettive difese hanno a disposizione tempi e modi, previsti dal codice di rito, nel rispetto dell’etica e della deontologia, per porre in essere professionalmente la loro attività”.

“Convinti che la giustizia debba fare il suo corso nelle migliori condizioni, auspichiamo il rispetto di quanto sopra rappresentato a beneficio di ognuno. In questa fase del procedimento penale, che è quella delle indagini preliminari, è infatti, deontologicamente doveroso – concludono Maggaini e Abbazia – tenere in considerazione il dolore di tutti i soggetti coinvolti, quello dei famigliari della vittima ma anche quello dell’indagato e della sua famiglia. Nella certezza che la professionalità dei nostri Colleghi e degli altri soggetti tecnicamente coinvolti prevarrà sulle pur comprensibili emozioni, nell’attesa degli elementi che scaturiranno dalle indagini preliminari, torniamo al nostro lavoro che svolgeremo in silenzio e nel rispetto del dramma che ognuno sta vivendo”.

Redazione

CBlive

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