Cimino e Santimone, consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, a Frattura: “La nuova legge sull’editoria non tiene conto dello status quo”

I consiglieri nazionali dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, il giorno in cui incontrarono il Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna (foto tratta dal blog del fotografo Gino Calabrese)
I consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, nel giorno in cui incontrarono il Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna (foto tratta dal blog del fotografo Gino Calabrese)

I consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, Vincenzo Cimino e Cosimo Santimone, mai invitati agli incontri che il Presidente della Regione sta tenendo con le parti interessate per scrivere la nuova legge sull’editoria, hanno scritto una lettera al Governatore Paolo di Laura Frattura, affermando: “Nell’ambito del dibattito ed il confronto da lei giustamente avviato sulla legge per l’editoria che il Consiglio regionale del Molise si appresta ad affrontare, vorremmo farle una segnalazione utile ed opportuna. Ci vediamo costretti a diffonderla attraverso i gentili organi di informazione in quanto lei non ha mai inteso convocare i consiglieri nazionali dell’Ordine, nonostante il nostro consesso si sia espresso dando legittimità al documento (linee guida) stilato dall’Ordine dei Giornalisti del Molise, dopo riunioni congiunte in tante redazioni molisane. Qualora lei voglia ascoltare anche il nostro parere, ha comunque gli strumenti adatti per darcene l’opportunità ma ciononostante, perché abbiamo a cuore le sorti dei colleghi e di tutto il comparto dell’editoria, credo che le premesse raccolte circa il suo lavoro vadano nella direzione di una legge che, purtroppo, non tiene conto della reale situazione in cui versa la stampa locale. Non vorremmo che criteri errati o valutazioni approssimative abbiano come conseguenza la chiusura di tanti e il malumore collettivo. Ma per fortuna siamo ancora in tempo. A tal riguardo, però, nell’esprimere il nostro parere nelle sedi opportune, e nel ringraziarla per l’attenzione rivolta alla stampa, voglia accettare da parte nostra, un suggerimento che le giunge a fagiolo dalla “rossa” e renziana Toscana. Questa Regione ha legiferato con due delibere di Giunta: con la prima si danno incentivi per stabilizzare i precari: ben 8 mila euro a stabilizzazione certa (prima erano 6 mila), vale a dire soldi per chi trasforma i contratti vigenti a tempo indeterminato. Per incamerare queste agevolazioni, l’azienda non deve aver ridotto il personale di un terzo negli ultimi 24 mesi. Uno spunto che potrebbe, magari con modifiche, trovare terreno fertile nel Molise: lei che ne pensa?

Nella seconda delibera, si prevedono finanziamenti mirati a piccole e medie emittenti radio televisive digitali terrestri, quotidiani e periodici on line ed agenzie di stampa quotidiana per nuovi contratti. Nei due casi mi pare siano stati stanziati in totale circa 2 milioni di euro (legge regionale 34 del 2013) previo bando. Purtroppo non abbiamo contezza sui fondi che la Regione Molise abbia deciso di stanziare nella legge e nemmeno le motivazioni per le quali la legge vigente (rimborso sulla carta – 400-500 mila euro l’anno) debba essere necessariamente abrogata. Credo siano due interventi diversi: cosa c’entra la carta con le assunzioni? Buon lavoro”.

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