Contro l’aumento delle ore di lavoro, i dipendenti SEAC sul piede di guerra

Hanno dichiarato uno sciopero in massa per protestare contro l’ingiustificato e soprattutto irragionevole aumento delle ore di lavoro; agitati gli animi dei dipendenti della società di trasporti SEAC che dal 23 giugno si sono ritrovati un cambio d’orario che va dalle 36 ore alle 39 ore settimanali lavorative.

Secondo i lavoratori sarebbero state aumentate le ore di lavoro senza tener conto dell’iter contrattuale, una scelta motivata come ‘necessaria’ per affrontare la crisi futura. In difesa dei diritti dei lavoratori, la FAISA CISAL – Federazione autonoma italiana sindacale autoferrotranvieri – punto per punto ha spiegato l’inutilità della scelta della SEAC: in primis la crisi futura di cui si parla è piuttosto inesistente considerando che nel bilancio 2012 la società ha chiuso con un utile del 21,17%; meglio ancora la situazione nel 2013 che ha registrato un 36,30%. A questo si aggiunge il fatto che aumentare le ore di lavoro non significa affatto migliorare la produttività ma semplicemente aumentare il personale, quindi altre assunzioni oppure dover far leva, in modo stressante, sui dipendenti che si hanno a disposizione. Inoltre il sindacato degli autoferrotranvieri smentisce anche le voci sulle lamentele riguardo alle condizioni di lavoro considerando che, secondo i dati 2012, la condizione degli autisti molisani è in linea con i migliori parametri italiani, superiore alla media nazionale.

Per questo motivo si prevedono scioperi e proteste, con tutti i disagi che questo comporterà.

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