Il consigliere regionale Monaco sul fermopesca a Termoli: “I parlamentari molisani tutelino il settore. No ai proclami, tipici del premier Renzi”

Filippo Monaco
Filippo Monaco

“Più di un mese di fermo alla pesca sul nostro litorale e, a quanto pare, insieme allo stop delle imbarcazioni dalle acque molisane hanno subito un arresto anche quelle voci che dovrebbero essere i nostri rappresentanti  al governo nazionale” è chiaro il riferimento del consigliere regionale Filippo Monaco che, intervenendo sulla questione del fermo pesca, rivolge un appello ai deputati molisani, specie a quelli di matrice renziana, a farsi portavoce e garanti nei confronti del governo centrale.

“Abbiamo rappresentanti molisani che siedono al Parlamento e a loro chiederei di interessarsi maggiormente alla questione della pesca: al senatore Ruta, che si è ben speso in questi mesi in Commissione Agricoltura, sollecito di completare il lavoro già svolto concretizzandolo con risultati effettivi; alla deputata Venittelli, che tra le altre cose si era interessata alla vicenda della liquidazione del sostegno al reddito per il fermo pesca 2013, suggerirei di alzare maggiormente la voce con il Governo proprio perché, lei, renziana doc, cosa potrà dire domani ai pescatori – quelli che non riceveranno gli ammortizzatori sociali per intenderci – quando chiederanno garanzie alla loro sopravvivenza?”

“Mi associo inoltre agli appelli lanciati dalle associazioni della pesca sia in merito alla questione del calendario del fermo che in merito agli indennizzi 2013 e alla cassa integrazione in deroga. In riferimento al primo punto è necessario che le associazioni della pesca vengano seriamente prese in considerazione dai Ministeri competenti in sede di programmazione del calendario, dal momento che loro più di tutti sono consapevoli e coscienti del periodo migliore per bloccare il pescato, sia dal punto di vista economico che della tutela delle specie marine.

Per quel che concerne il secondo punto, è fondamentale che il Governo risolva a fatti, e non a parole, il momento di difficoltà che stanno incontrando tutte le famiglie di pescatori per via del fermo pesca così come deciso dal Ministero. Chiedo quindi ai nostri rappresentanti in Parlamento, ed in particolar modo a chi abbraccia il pensiero filogovernativo, di  sollecitare il pagamento degli indennizzi 2013 e della cassa integrazione in deroga del personale in pianta sui pescherecci, per evitare che la crisi generale che ha investito l’intero Paese, con pesanti ripercussioni nella nostra Regione, coinvolga anche un comparto assai importante per il nostro territorio come quello della pesca appunto”.

“Ai renziani suggerisco infine di non fare solo proclami, come il loro leader maximo!”

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