Ulisse Di Giacomo: “Sulla sanità Frattura ha chinato il capo e svenduto le nostre comunità per salvare se stesso”.

 “Il Molise dovrebbe chiedere l’impeachment nei confronti di Frattura e dei suoi compari”. Queste le parole del senatore Ulisse Di Giacomo del Nuovo Centrodestra.

“Non chiuderemo i piccoli  ospedali ! “,  urlava ad Agnone, a Venafro e a Larino nel corso della  campagna elettorale e  invece – ha proseguito Di Giacomo – nei Piani Operativi approvati dalla Giunta Regionale e inviati al Tavolo Tecnico interministeriale questi ospedali non esistono più”.

“Sono le stesse strutture – ha continuato il senatore molisano – che noi abbiamo difeso con i denti, sfidando il ministero dell’Economia che, allora sobillato dalla sinistra, minacciava di commissariare il Molise. Abbiamo resistito alle forti pressioni di Roma, nella convinzione che questi ospedali, per Agnone, Venafro e Larino, rappresentassero molto di più di strutture sanitarie. Ricordo che durante una seduta del Tavolo Tecnico al quale ero presente in qualità di Assessore alla Salute, il  dr. Massicci , in nome del  Ministero dell’Economia , mi disse con faccia feroce: ” Non penserete mica di tenere in piedi ospedali di 150 posti letto solo per difendere  l’economia di un territorio! “.   ” Certo che lo penso, gli risposi io, almeno fin quando il Governo di questo Paese  non offre a queste comunità una alternativa seria per continuare ad esistere ed a sopravvivere ...”.

“Frattura invece  – ha tuonato ancora Di Giacomo – ha chinato il capo; ha svenduto le nostre comunità  per salvare se stesso, e in questo scenario funebre dobbiamo anche tollerare la Fanelli che invita tutte le forze politiche a fare quadrato per evitare il commissariamento di Frattura.. Evidentemente  la Fanelli non ha capito che l’unica speranza di far sopravvivere una parvenza  di assistenza sanitaria in Molise passa per il commissariamento di Frattura. Ma oltre a chiudere i piccoli ospedali  Frattura ha fatto di peggio: ha inspiegabilmente (?)  spostato l’asse dell’assistenza sanitaria dal pubblico al privato. Infatti, a  fronte di un rapporto a livello nazionale tra pubblico e privato di 80 a 20, in Molise il rapporto è colpevolmente sbilanciato su un incredibile 60 a 40, consegnando alle strutture private addirittura le reti di emergenza ( come quella per le urgenze  cardio-vascolari, alla Cattolica, e quella per le urgenze neuro-vascolari, al Neuromed ).

Ma c’è di più e di peggio: queste strutture sono attualmente prive di un Pronto Soccorso, e quindi non potrebbero essere abilitate all’emergenza ( a meno che qualcuno non pensi di farlo all’insaputa di tutti ). Ma questo – ha infine concluso Di Giacomo – è un problema che si porrà al primo incidente di percorso, quando i responsabili di questo obbrobrio dovranno  rispondere dell’ assurda organizzazione sanitaria immaginata  sul territorio”.                                      

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