Politica

Sanità molisana, il Tar blocca i tagli: sospesa la chiusura del Punto Nascita di Isernia e confermato il Caracciolo di Agnone

Il Tribunale amministrativo regionale del Molise interviene a tutela della sanità pubblica regionale. Con due distinti provvedimenti, il Tar ha infatti accolto le richieste cautelari presentate dagli enti locali, sospendendo gli effetti del Piano Operativo 2026-2028 sia per il Punto Nascita dell’ospedale “Ferdinando Veneziale” di Isernia sia per l’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone.

Stop alla chiusura del Punto Nascita di Isernia

Con il decreto n. 213 del 15 luglio 2026, firmato dal presidente del Tar Molise Orazio Ciliberti, è stata accolta la domanda di sospensiva presentata dal Comune di Isernia, insieme alla Provincia di Isernia e ai Comuni di Venafro e Sesto Campano, assistiti dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti.

Il provvedimento sospende l’esecutività della decisione contenuta nel Programma Operativo 2026-2028 della struttura commissariale che prevedeva la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale Veneziale.

Nel ricorso, notificato il 3 luglio, i legali avevano contestato la legittimità del provvedimento, evidenziando anche i possibili rischi per la salute delle partorienti. Argomentazioni che il Tar ha ritenuto meritevoli di tutela, sottolineando come la chiusura del reparto potrebbe comportare “rischi e danni per la salute di partorienti e nascituri”, soprattutto nei casi di gravidanze a rischio, parti prematuri o altre situazioni di emergenza che richiedono un tempestivo accesso a cure specialistiche.

La discussione collegiale sulla misura cautelare è stata fissata per il prossimo 2 settembre.

Soddisfatto il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che parla di una decisione “a salvaguardia del Punto Nascita e della sanità pubblica molisana”. Il primo cittadino, pur esprimendo soddisfazione per il pronunciamento del Tar, critica duramente il metodo adottato dalla politica regionale, accusata di aver imposto decisioni senza un reale confronto con i territori. Secondo Castrataro, la vicenda rappresenta il fallimento di un sistema che continua a prendere decisioni dall’alto, contribuendo allo smantellamento della sanità pubblica nella provincia di Isernia e nell’intera regione.

Anche il Caracciolo di Agnone resta operativo

Sempre sul fronte della riorganizzazione sanitaria, il Tar Molise ha accolto anche l’istanza cautelare relativa all’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, confermando la sospensione degli effetti del Piano Operativo per la struttura altomolisana.

A renderlo noto è stato il sindaco di Agnone, Daniele Saia, che ha accolto con favore la decisione dei giudici amministrativi. “Abbiamo appena appreso, con grande favore, l’accoglimento dell’istanza cautelare, in conferma del decreto presidenziale. Segno che le richieste nostre e di tutti i Comuni ricorrenti sono state ritenute finora fondate”, ha dichiarato.

L’udienza di merito è stata fissata per il 16 dicembre. Fino a quella data, il Caracciolo manterrà lo status di ospedale di area disagiata con tutti i servizi previsti, compreso il Pronto Soccorso.

Le due decisioni del Tar rappresentano un importante stop al processo di riorganizzazione della rete ospedaliera molisana e mantengono inalterati, almeno in via cautelare, servizi ritenuti essenziali dalle comunità locali, in attesa delle pronunce definitive nel merito.

Redazione

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