Storie di Giovani

Storie di giovani/ ‘Fibro non ti temo’: a tu per tu con Giovanna Salvatore di Bojano

La bellissima e determinata Giovanna, occhi blu come il mare, convive da ben 12 anni con la fibromialgia. Decide, così, di creare un gruppo Facebook ‘Fibro non ti temo’ per far conoscere la sindrome e raccontare come ci si convive. L’emozionante intervista rilasciata a CBlive

La storia di Giovanna Salvatore, nei giorni scorsi, è rimbalzata agli onori della cronaca locale perché la giovane e determinata 36enne di Bojano ha creato un gruppo Facebook Fibro non ti temo, un modo per informare le persone sulla sindrome della fibromialgia, un po’ per raccontare come la fibro le ha cambiato la vita da circa 12 anni e un po’ per dare ‘speranza e coraggio’ ad altre persone che ne sono affette .

Una mamma radiosa, una giovane determinata che rivive con CBlive il suo percorso emozionale dal momento in cui ha avvertito i primi sintomi, fino ad oggi.

Che cosa significa vivere con la Fibromialgia? Vivere con la fibromialgia secondo me significa cambiare la propria vita, viverla con dolori perenni che non vanno in vacanza. Viverci, per come sono cambiata io, per me vuol dire anche riuscire ad apprezzare le cose belle che la vita ti da, dare uno scopo ulteriore alle proprie giornate e lanciarsi degli obiettivi proprio per affrontarla “meglio”. Conviverci vuol dire anche essere appoggiati e sostenuti dalle persone che ci circondano perché aiuta tanto”.

Ci racconti come ti sei accorta di soffrire di questa sindrome?

Torniamo indietro di circa 12 anni, quando avevo 24 anni; mi accorsi di avere un malessere generale, stanchezza continua, difficoltà ad alzarmi la mattina, dolori continui e costanti indipendentemente da ciò che facevo o meno, difficoltà nel fare piccoli sforzi, come ad esempio salire o scendere le scale, fiacca, forti dolori agli arti superiori che dall’elettromiagrafia faceva pensare ad un tunnel carpale e tanti e tanti altri sintomi che ogni tanto invadevano il mio corpo. Sono stata ricoverata per cercare di capire il problema, ma nulla, nessuno era riuscito ad interpretare i miei sintomi. Dopo essere andata da tanti specialisti e aver avuto la risposta: “lei non ha nulla…”, mi ero arresa nel cercare quale fosse il mio problema, perché nel frattempo gli anni passavano e sembrava come se anch’io volessi convincermi del fatto che non avevo nulla, ma…non era così… Un giorno, parlando con un’amica, mi consigliò di andare da un Professore a Jesi (AN). Fu quel 14 novembre 2014, giorno in cui ebbi la diagnosi, quello fu il giorno in cui il mio malessere prese il nome, dopo tanto attendere…”

Dal giorno in cui hai avuto la diagnosi, ad oggi, com’è cambiata la tua vita? Circa 5 anni fa mi venne diagnosticata la fibro e seguii tutte le indicazioni che lo specialista aveva consigliato, con medicine, medicine, e ancora medicine, curando il sonno, modificando lo stile di vita ecc…ma mi resi conto che le medicine mi causavano altri problemi e purtroppo la fibromialgia era comunque lì, non alleviava nulla, non mi abbandonava un attimo, ormai era diventata parte di me. Avevo capito che dovevo imparare a conviverci… Pian piano mi resi conto che anche l’alimentazione influiva tantissimo per non parlare del tempo meteorologico. Se dovessi dirti il giorno preciso in cui ho preso la decisione di non mangiare più pasta, riso, fare attenzione ai latticini e quindi seguire l’alimentazione in maniera diversa, non ricordo; ma so soltanto che eliminando determinati alimenti ed assumendone altri, riesco a non bloccarmi a letto con le lacrime agli occhi per i forti dolori e la forza che va a zero! Ormai quando vado nei miei ristoranti preferiti già sanno i piatti che possono propormi!!! La mia vita è cambiata perché ad un certo punto mi sono resa conto che non stavo male solo io, ma i miei 2 figli e mio marito che costantemente vedevano soffrirmi…Non potevo vedere Francesca ed Enzo che si allontanavano con le lacrime agli occhi…a quel punto ho deciso che dovevo fare io qualcosa per non rovinare loro. L’unica cosa che potevo fare era farmi forza, trovare il coraggio di affrontare le giornate in maniera diversa, cercare di trovare il lato positivo in ogni cosa, di far uscire sì quella forza che non avevo fisicamente, ma dentro ne avevo tanta. Ma non solo io ne ho tanta, tutti noi fibromialgici ne abbiamo, perché se non la facciamo uscire fuori il peggio è per noi. La fibro non può vincere su di noi. Sono alcuni anni che mi ripeto sempre che non può vincere, io sono più forte! Non posso dire che sia facile, questo mai, anche perché ogni tanto viene fuori qualche sintomo diverso, in più, ma non voglio arrendermi, ho una vita davanti ed una splendida famiglia che mi è accanto e, ripeto, è grazie a loro se ora sono qui a parlarne, a dar voce a questa malattia che alcuni vogliono tenere nascosta e altri non sanno di avere”.

Perché hai deciso di creare il gruppo Facebook ‘Fibro non ti temo’? Ho deciso di creare il gruppo Facebook “Fibro non ti temo” per dare la possibilità a chiunque vive e convive con questa malattia, di non sentirsi solo/a. Vorrei fosse un gruppo di conforto, di speranza, di incoraggiamenti, di sprono…un gruppo dove poterci organizzare magari anche per andare a mangiare una pizza insieme e vivere un momento di allegria, un gruppo dove poter dare coraggio agli altri per iniziare un percorso in palestra, come ho fatto anch’io da ottobre del 2018. Non sono un medico, non sono una specialista in nulla, ci tengo a precisarlo, sono una semplice donna che prova a trasmettere agli altri amici fibrini, quella forza che difficilmente viene fuori, quella grinta che mi ha aiutata e continua ad aiutarmi a vivere ed affrontare la vita in maniera diversa e col sorriso, nonostante le difficoltà…basta lamentarsi, tanto non risolviamo nulla! E perché no, avere delle testimonianze da altre persone che possono dare forza agli altri”.

Quali sono i campanelli di allarme della fibro? Chiunque soffre di fibro può aver avuto sintomi iniziali diversi dalle altre persone; comunque i principali possono essere: dolori muscolo scheletrici continui e costanti, affaticamento, difficoltà nell’alzarsi la mattina in quanto viene meno la fase REM, stanchezza continua e chi più ne ha più ne metta… ecco perché la medicina la chiama “la malattia della stanchezza cronica”, ma noi non siamo stanchi, siamo malati!”.

A chi ha scoperto di essere affetto da questa sindrome, che consigli senti di dare? Sento di dire: uniamoci, perché chi più di noi può comprenderci! Parlare con i familiari è fondamentale, all’inizio non capiranno, ma poi, col tempo, fortunatamente, si. Loro sono una parte importante delle nostra giornata, della nostra vita e quindi devono essere con noi, supportarci e “sopportarci” ogni giorni e prendere parte a riunioni, incontri e dibattiti dove si parla di fibro. Non arrendiamoci, questo mai, non diamo la possibilità alla fibro di prevalere ancora di più sulla nostra vita, perchè è la nostra! Affrontiamo i dolori e le difficoltà in maniera diversa, con la voglia di sentirci e vederci meglio… lanciamoci degli obiettivi, ogni giorno, io lo faccio!”.

Il coraggio di una 36enne, mamma e donna forte e radiosa che non perde la forza di sorridere e la speranza per il futuro.

Per chi volesse seguire il gruppo facebook di Giovanna Salvatore, può cliccare qui:Fibro non ti temo’.

Maria Cristina Giovannitti

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