Storie di Giovani

Storie di giovani / Da Vinchiaturo all’argento nei Mondiali Under 19 di Basket: Francesco Ferri il fisioterapista con la passione per la musica

basket-italia-under-20-fb-fip-800x377-800x377C’è molto del Molise nella medaglia d’argento ai Mondiali della Nazionale Under 19 maschile di pallacanestro. Non solo per l’allenatore venafrano, Andrea Capobianco, ma anche per Francesco Ferri, trentenne di Vinchiaturo fisioterapista degli azzurri.

Una professione, la sua, che affonda le radici nella passione per lo sport che Francesco ha avuto fin da piccolo. “Nuoto – racconta il giovane – dall’età di cinque anni. Mi sono cimentato a livello agonistico per lungo tempo, ma ho abbandonato le gare quando ho iniziato a frequentare l’università. L’attività fisica, però, grazie al mio lavoro, è sempre presente nella mia vita”.

Proprio come la musica, qualcosa di cui al pari dello sport, Francesco non riesce proprio a fare a meno. “Un’altra cosa che nel mio percorso non ho mai lasciato – dice, infatti, il fisioterapista – è il basso. La musica fa parte della mia vita e penso che questo valga per tutti, poiché non esiste esistenza senza note. Ho iniziato a toccare le corde del basso a circa 13 anni e mi sono appassionato sempre più fino, a iniziare a suonare nelle band. In questo periodo sono un membro dei The Boozers. Ci divertiamo e spero facciamo divertire. Lavoro e musica – aggiunge il molisano- nella mia vita sono però un poco separate. Suonare, infatti, è un hobby che mi fa sentire libero di esprimermi, quando suono non penso a niente. Non voglio intendere che nella mia professione ho le ali tarpate, ma solo sottolineare come si tratti di due autonomie diverse”.

Come è arrivato il lavoro di fisioterapista sportivo?Già prima di conseguire la laurea in fisioterapia alla Sapienza di Roma, seguivo una squadra di calcio molisana in eccellenza. Si tratta della  Capriatese che ho lasciato quando, terminati gli studi, sono entrato a far parte della Federazione Italiana   Pallacanestro. Ho cercato sempre di entrare in una squadra nazionale poiché mi piace lo sport, sono stato un atleta e l’idea di lavorare con chi careggia mi appassionava. In questo modo ho mandato un semplice curriculum e, dopo dei provini in federazione per farmi conoscere, ho iniziato a seguire la Nazionale Under 14. Dall’estate 2013, però, faccio parte dell’Under 18 con la quale ho partecipato a quattro Europei. Lo scorso luglio, inoltre, nel corso dei Mondiali in Egitto siamo giunti, dopo 26 anni, in finale e abbiamo portato a casa l’argento”.

Cosa significa a livello emotivo prender parte ad una competizione del genere? “Si vivono delle sensazioni indipendentemente dal trionfo o dalla sconfitta. Si tratta di emozioni che non sono facili da spiegare. Posso dire, però, che nella vita non si provano spesso. Far parte di una Nazionale significa indossare la maglia della propria Patria e, quindi,  rappresentare il proprio Paese. Si cerca, infatti, di dare sempre il meglio e ciò non vale solo per i giocatori”.

In una squadra alcune figure, come quella del fisioterapista, divengono educative? “Il mio ruolo non è solo quello di fare massaggi, fasciature. Io lavoro con dei ragazzi e, soprattutto perché la distanza di età che separa me ed i giocatori non è lunga, spesso mi dicono i loro problemi. Accade, infatti, che vengono in camera mia per qualche trattamento e si sfogano con me. Ad esempio stare due mesi fuori casa è difficile soprattutto per un giovane di diciotto anni. Spesso però proprio i loro gesti o affermazioni mi fanno stare bene. Mi riferisco a casi come quello avvenuto in una partita in Canada, dove, un ragazzo mi ha ringraziato poiché, nonostante un infortunio, gli ho dato il permesso di giocare. La mia professione, però, non termina all’interno della Nazionale. Lavoro, infatti, ad Aprilia in uno studio”.

Ti sarebbe piaciuto rimanere in Molise? “Sì, perché le mie radici sono in Molise ma la piccola regione non offre molti sbocchi e possibilità. La mia decisione è anche legata al fatto che volevo fare un’esperienza fuori per imparare altro”.

Com’è la relazione tra il Molise e lo sport? “Si tratta di un rapporto che deve ancora crescere e migliorare.  Prevale molto il calcio. Altri sport come il basket stanno crescendo ma con molta lentezza. Ad esempio nel Lazio, dove vivo, c’è una rosa più ampia, sia di squadre dove poter giocare, che di attività da svolgere. La fisioterapia sportiva in Molise è poi molto difficile. Non ci sono, infatti, molti gruppi che hanno la possibilità di pagare un fisioterapista”.

lu.co

Redazione

CBlive

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button