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Festival della fotografia di Bibbiena, Lello Muzio vince la quarta tappa di Portfolio Italia 2026 e vola in finale

Il professionista del capoluogo conquista la giuria di esperti internazionali con Reddummele: “La ricerca dell’invisibile attraversa strade inaspettate e mai scontate”

“Un viaggio nel silenzio, alla ricerca della memoria delle cose. Nella fragilità del territorio, piccoli oggetti del quotidiano riscattati dall’abbandono, rimandano il suono lieve di una rinnovata familiarità. Il medium fotografico dignifica l’objet  trouvè, e con cromie discrete e luce naturale lo riporta in vita, con tutto il suo corredo di vissuto umano recuperato dall’oblio”.

Con questa motivazione redatta da Claudia Ioan, il lavoro fotografico “Reddummele” di Lello Muzio ha vinto la quarta tappa di “Portfolio Italia 2026” che si è svolta nell’ambito del  Festival della Fotografia Italiana di Bibbiena e che consente al fotografo di accedere direttamente alla finale.

“Portfolio Italia” è l’unico Circuito caratterizzato da Festival fotografici specializzati in incontri di lettura portfolio. Nel corso del Circuito sono selezionati i venti lavori finalisti che poi verranno esposti in una mostra nazionale presso il Cifa, Centro Italiano per la Fotografia d’Autore, a Bibbiena che sarà inaugurata sabato 28 novembre.

Il portfolio di Muzio, composto da diciotto immagini a colori, è stato selezionato tra numerose proposte. Agli incontri hanno partecipato 86 autori, di cui 79 in presenza e 7 online in lettura mista con 107 portfolio. Sono state effettuate 214 letture e a conclusione di due giornate di lavoro,  la Commissione selezionatrice composta dai Mariateresa Cerretelli, Simone Donati, Claudia Ioan, Stefania Lasagni, Massimo Mazzoli, Fulvio Merlak(Presidente di Giuria), Alessia Rollo, Silvia Tampucci e Isabella Tholozan (Giulia Nausica Bianchi, Silvano Bicocchi, Michele Borzoni, Silvia Camporesi, Niccolò Chimenti, Michela Fabbrocino, Attilio Solzi e Fabiana Zanola hanno svolto unicamente funzioni di Lettori, indicando tuttavia i loro Lavori preferiti), ha assegnato il primo premio a  “Reddummele” di Lello Muzio.

Il lavoro è in mostra al Castello Angioino di Civitacampomarano nell’ambito di Humus, la collettiva curata da Antonella Struzzolino, presidente dall’associazione “Il Cavaliere di San Biase”. Nata nell’ambito del più ampio progetto «Civitacampomarano: tra identità e innovazione per guardare al futuro Pnrr Missione 1», l’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 20 settembre.

“Ciò che mi ha colpito sin dall’inizio di questa avventura all’interno di Civitacampomarano – spiega Muzio – è stata la lettura di un frammento del libro di Mariateresa Calzona Lalli dal titolo “U Reddummele d’a Cavatelle” (L’eco della cavatella). In modo particolare,  una frase in quarta di copertina dove l’autrice paragona l’eco, caratteristica del luogo, al respiro eterno di Civitacampomarano.

Ho subito sentito l’urgenza di dare forma a questo eco. Respiro e rimbombo di un piccolo paese nel cuore del Molise, simbolo, come molti altri posti delle aree interne dell’Italia, di problematiche legate allo spopolamento, al terreno franoso, alle case abbandonate. Un territorio fragile ma pieno di storia e di personaggi illustri

All’inizio del mio processo creativo ho percorso varie strade per dare forma all’eco di Civitacampomarano.

Sono andato più volte in quei luoghi  ed ho seguito in parallelo dei percorsi visivi fotografando il paesaggio con la  nebbia, le case e gli oggetti abbandonati, gli abitanti del luogo e registrando suoni.

Non mi sono soffermato sulle storie raccontate ma ho ritenuto che fosse importante riportare appunti visivi. Immagini come simbolo.

Dopo alcuni mesi mi sono reso conto di aver focalizzato maggiormente l’attenzione e lo sguardo sulle immagini degli oggetti del quotidiano abbandonati. Fotografati tipo stillife con sfondo bianco e luce naturale come a volergli dare nuova vita. Ho avuto rimandi della lezione concettuale dell’object trouvè. Analizzando l’approccio che ho avuto verso il lavoro svolto ho pensato che più che fotografare tali elementi, mi sono messo ad ascoltarli. Un ascolto del silenzio che sembrava facesse rumore creando i presupposti per una riflessione attraverso l’arte e la poesia della fotografia. Ancora una volta – conclude Muzio –  un’operazione di estrema sintesi a conferma che la ricerca dell’invisibile attraversa strade inaspettate e mai scontate.

Un traguardo molto significativo dopo anni di studi nell’ambito della fotografia d’autore, un riconoscimento importante che mi sprona a continuare ad approfondire questo genere”.

I venti autori dei portfolio premiati parteciperanno al galà di chiusura della manifestazione, nel corso della cerimonia saranno resi noti dapprima i dieci portfolio prescelti dalla Commissione Selezionatrice Finale, successivamente i tre portfolio finalisti e, infine, sarà proclamato il Porfolio Italia edizione 2026 che sarà poi esposto nell’ambito di tutte le manifestazioni aderenti all’edizione 2027 del Circuito. Gli altri due portfolio potranno invece essere esposti nelle Gallerie Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) sparse lungo il territorio nazionale. Infine, tutti i portfolio premiati durante il Circuito saranno pubblicati sulla rivista “Fotoit”, organo ufficiale della Fiaf, e sulla rivista “Riflessioni”.

 

Redazione

CBlive

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