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“Ripuliamo l’Europa”, l’iniziativa che fa pendant con la risistemazione di Parco dei Pini

volontari di Fare Verde ripuliscono Parco dei Pini
volontari di Fare Verde ripuliscono Parco dei Pini

MASSIMO DALLA TORRE

Lo spunto lo prendiamo dal nuovo “restyling” del Parco dei Pini, che ha fatto parlare e scrivere la stampa molisana per giorni ,causa lo stato di abbandono del luogo, nonostante i continui appelli lanciati alle autorità cittadine.

Un luogo centrale che, dopo un primo intervento nel mese di ottobre, ha visto gli abitanti della zona, volontari e associazioni ambientaliste indossare nuovamente tute da lavoro, prendere zappe e rastrelli, pale e sacchi per la raccolta dei rifiuti per cercare di ridare un aspetto gradevole all’area purtroppo abbandonata a se stessa, nonostante le assicurazioni del Palazzo di città e sporadici interventi che, a nostro giudizio, sono solo palliativi e non risolutivi il problema.

Dicevamo, abbiamo voluto prendere lo spunto da questa iniziativa per allargare gli orizzonti e di conseguenza attrarre la vostra attenzione su come l’Europa guardi con interesse ai problemi legati a doppio filo all’ambiente, tant’è che lo scorso 10 maggio, ha lanciato “Ripuliamo l’Europa”.

Un invito che è arrivato direttamente da Bruxelles e dagli Stati membri per sensibilizzare i cittadini sul problema dei rifiuti e della loro gestione. Un’iniziativa che quest’anno ha avuto la sua punta di eccellenza all’indomani del 9 maggio in cui si è celebrata la festa dell’Europa. Il tutto, in considerazione che già in passato sono state organizzate diverse campagne di pulizia. Ora, tutte queste iniziative sono state riunite in un unico evento che si è svolto lo stesso giorno in tutti gli Stati europei, tant’è che ha raggiunto un numero altissimo di persone.

“Ripuliamo l’Europa!” è una manifestazione che, oltre a raccogliere le esigenze dei singoli, ha inteso soprattutto informarli e mobilitarli a ripulire in prima persona l’ambiente in cui vivono. Esperienza che ha dimostrato come i cittadini sono restati sorpresi nel riscontrare quanti rifiuti sono stati prodotti e scaricati illegalmente nel proprio quartiere, tenuto conto che proprio i rifiuti hanno un valore, perché se raccolti correttamente possono essere riutilizzati o riciclati; il che porta alla riduzione dell’impatto ambientale, creando opportunità economiche e posti di lavoro ma soprattutto contribuisce a spingere l’Europa verso un’economia più circolare.

Per questo la Commissione europea ha inteso lanciare l’operazione di pulizia, anche se le singole azioni sono state indipendenti e gestite dai cittadini autonomamente. Cittadini che in molti casi sono stati supportati dagli enti locali, ONG, imprese e scuole.

La manifestazione che si è svolta in quindici Stati membri dell’UE ma anche in Andorra, Bosnia-Erzegovina, Norvegia, Serbia e Turchia, è servita soprattutto a mettere in connessione i vari Stati membri che si sono coordinati grazie anche alla tecnologia informatica realizzando un proprio sito internet.

In Italia, il sito envi.info, portale di comunicazione ambientale, ha offerto tutte le informazioni necessarie che hanno permesso di condividere sui social network varie attività come la pulizia di un’area verde, di un parco, di una piazza, di una spiaggia o di un’area, a dimostrazione che il detto: l’unione fa la forza, specialmente se applicato all’ambiente, è quanto mai vincente.

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