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Aule allagate: attività didattiche sospese alla Don Milani

A Palazzo San Giorgio valutano il da farsi. Ipotesi Petrone per alcune classi

Nella scuola di via Leopardi per domani, martedì 11 dicembre 2018, le attività didattiche sono state sospese. Il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, ha infatti firmato l’ordinanza, dopo che alcune classi della scuola questa mattina hanno subito degli allagamenti.

Un guasto all’impianto di riscaldamento il motivo per il quale i bambini non potranno sedere tra i banchi.

Proprio nella giornata di domani, in realtà si cercherà di quantizzare i danni e capire la modalità d’intervento. Insomma, si cercherà di comprendere dove e come intervenire. Ma nella migliore delle ipotesi alcune classi, almeno 4  delle 18 complessive, potranno essere spostate alla Petrone.

Si tratta di un’indiscrezione che potrebbe essere confermata nelle prossime ore.

Quando questa mattina a scuola si sono accorti dell’acqua che scendeva dai solai, i docenti hanno subito lanciato l’allerta e sul posto sono prontamente arrivati i Vigili del Fuoco. A effettuare un sopralluogo anche il primo cittadino che, in queste ore, sta seguendo da vicino la vicenda.

Sull’episodio, intanto, torna a pronunciarsi il consigliere di minoranza, Francesco Pilone, che ha già fatto sapere di protocollare domani un’interrogazione urgente.

“Già la scorsa settimana – dice l’esponente di Palazzo San Giorgio – alcuni termosifoni non erano funzionanti. Parliamo – chiosa Pilone – di una scuola che è stata riconsegnata alla collettività solo due mesi fa”.

Pilone si era, infatti, detto da sempre contrario ai lavori su una struttura edificata tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta.

“Con un milione e 400mila euro spesi in 4 anni – dice ancora il rappresentante del Polo civico – si poteva completare un edifico nuovo”.

Solo gli ultimi interventi per la messa in sicurezza di uno solo dei due stabili ci sono voluti ben 480mila euro. Inizialmente, infatti, Palazzo San Giorgio ne aveva messo in palio un centinaio in meno, ma la cifra lievitò proprio in virtù degli interventi da effettuare alla centrale termica.

La scuola fu chiusa nel 2016 ma solo due anni prima erano stati eseguiti lavori per circa 400 mila euro. “Uno sperpero di denaro pubblico”, dice ancora Pilone che da sempre ha contestato gli interventi recenti effettuati su un solo lotto di via Leopardi, il quale sorge a pochi metri da quello stabile che, invece, resterà chiuso in virtù di costi di abbattimento troppo elevati.

“Il rischio è che quell’edifico accanto alla scuola diverrà il ricettacolo di sporcizia e degrado”, torna a ribadire Pilone che in tema sicurezza scuole torna ad accusare l’amministrazione Battista di una mancata programmazione.

 

Redazione

CBlive

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