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Il Tar Molise ha deciso: inammissibile il ricorso di Gravina. Battista resta il sindaco di Campobasso. Conserva il seggio pure Maroncelli

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Nessun ballottaggio: Antonio Battista resta il sindaco di Campobasso

Respinti i due ricorsi firmati dai consiglieri del Movimento 5 Stelle. In sella a Palazzo San Giorgio resta il sindaco Antonio Battista. La decisione del Tar Molise arriva ventiquattro ore dopo la discussione del ricorso presentato dai pentastellati e dal candidato sindaco Roberto Gravina, che avevano chiesto la verifica dei voti, per andare al ballottaggio.

Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise, il ricorso dei grillini è “inammissibile” e le motivazioni saranno rese note tra dieci giorni. Un pronunciamento che non coglie di sorpresa i legali dei grillini, Coromano e Scarano.

La decisione del collegio giudicante, presieduto da Antonio Onorato e composto da altri due magistrati, Luca Monteferrante e Domenico De Falco, conclude così un braccio di ferro tra i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e il primo cittadino Antonio Battista. A meno che Coromano e Scarano non impugneranno la sentenza davanti al Consiglio di Stato.

Intanto, Gravina si dice in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, nonostante ammetta che se il ricorso avesse percorso la strada dell’annullamento, il risultato sarebbe stato vincente.  Il candidato sindaco del Movimento ribadisce inoltre che i 5 Stelle, così come fatto in questi mesi proseguiranno nella strada di un’opposizione costruttiva senza reggere il gioco a nessuno. “Continueremo – il commento di Gravina – a batterci per il bene di Campobasso e non avremo problemi a esprimere il nostro voto favorevole, qualora arrivassero da altre correnti politiche decisioni sensate per il bene del capoluogo”.

Soddisfatto del pronunciamento della giustizia amministrativa il primo cittadino Antonio Battista che ha voluto anche rivolgere i complimenti ai grillini per aver fatto valere quello che era un loro diritto.

Conserva il suo seggio a Palazzo San Giorgio anche l’esponente di ‘Segnale Civico’, Gianluca Maroncelli, nei cui confronti c’era stato il ricorso di Mario Annuario della stessa lista, il quale aveva chiuso lo scrutinio con un voto in meno dell’attuale consigliere comunale. Sarebbe stato sufficiente concludere la competizione elettorale con lo stesso numero di voti, da parte del ricorrente Annuario, per diventare consigliere comunale.

L’avvocato Salvatore Di Pardo, legale di Annuario, aveva chiesto il riconteggio delle sue schede e la nullità di alcune preferenze di Maroncelli, quest’ultimo difeso dagli avvocati Demetrio Rivellino e Stefano Scarano. Il collegio giudicante ha dichiarato il ricorso ‘inammissibile’.

“Sono soddisfatto e felice – le dichiarazioni di Gianluca Maroncellidell’esito del ricorso nei miei confronti. I cittadini mi hanno eletto perché ho ottenuto un voto in più, quanto basta per essere consigliere comunale. Sono state dette tante cose in questi mesi. Ora mi godo finalmente questo momento, perché – ha poi concluso  – avrò modo di amministrare la mia città per tutta la legislatura”.

Nulla da fare anche per il ricorso dell’ex assessore dell’era Di Bartolomeo, Livia Mucci, candidata con Forza Italia, la quale aveva chiesto uno scranno a Palazzo San Giorgio, in luogo di uno dei due esponenti della Coalizione Civica, Alberto Tramontano ed Enrico Perretta, i quali restano consiglieri comunali.

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