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Campobasso e il Molise piangono Domenico Fratianni. L’artista morto a Matera durante la sua ultima mostra. La scomparsa nel luogo e nell’anno della cultura: la sua vita

Il maestro Domenico Fratianni nel suo studio

GIUSEPPE FORMATO

Campobasso e il Molise perdono un pezzo della propria storia artistica e culturale. È morto a Matera, a 80 anni, la scorsa notte, lunedì 8 luglio 2019, il maestro d’arte Domenico Fratianni. Classe 1938, artista eclettico, aveva reso celebre la sua terra in migliaia di occasioni. Nella sua carriera professionale ha insegnato ‘Disegno’ e ‘Storia dell’Arte’ al Liceo Artistico e ‘Laboratorio di Tecniche di Creazione Artistica’ al Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria all’Università degli Studi del Molise.

Le sue mostre attiravano sempre i massimi esperti di pittura e incisione. Campobasso si fregiava dal 2000 della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea ‘Città di Campobasso’, la cui nona edizione, nel dicembre 2018, era stata dedicata a Paolo Saverio Di Zinno, in occasione dei 300 anni della nascita del padre dei Misteri. E proprio sull’istituzionalizzazione della kermesse, che si è fregiata, sin dai suoi esordi, dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Fratianni si stava battendo. “Per far capire a Campobasso e al Molise che una simile kermesse artistica è un vanto per tutta la regione”, non si stancava di ripetere.

In occasione dell’ultima Biennale, Fratianni, in omaggio ai Misteri, aveva realizzato una cartella con i tredici Ingegni acquerellati.

Fratianni, durante l’ultima Biennale, con la figlia Annalisa e un gruppo di studenti

La Biennale nacque da un progetto culturale dello stesso Fratianni con l’appoggio dell’Associazione Nazionale degli ‘Incisori Veneti’ di Venezia, con la quale l’artista molisano ha collaborato per oltre quaranta anni.

Domenico Fratianni è morto in quella che era la sua vita: l’arte. Il malore, sabato 22 giugno 2019, al Circolo della Scaletta di Matera durante la presentazione della personale di pittura ‘Le voci di dentro’.

Una mostra della quale ne andava fiero e che lo aveva reso felice come un bambino. “Essere stato invitato per una mostra nell’anno in cui Matera è Capitale Europea della Cultura è un sogno che si avvera”, aveva ripetuto durante le settimane di preparazione all’atteso evento. Perché Fratianni, nonostante gli 80 anni, sognava ancora, “poiché dai miei sogni nascono sempre nuovi lavori”.

“I quadri mi chiamano, vogliono venire tutti con me a Matera”, sono le parole di Domenico Fratianni nel suo laboratorio durante la scelta dei dipinti per allestire la mostra in terra lucana. E la decisione, alla fine, di trasformare, quasi un segno del destino, la sua ultima mostra in un’antologica, poiché aveva scritto l’artista nato a Montagano nella nota in cui annunciò l’inizio della kermesse come “la mostra di Matera possa considerarsi un’antologica, poiché saranno esposti lavori scanditi nell’arco di un quarantennio. Una sorta di omnia opera della mia esperienza pittorica e culturale”.

Il maestro Domenico Fratianni a Matera prima della sua ultima mostra

Fratianni ha deciso di lasciare il mondo terreno a Matera, in una terra storica, dove l’arte e la cultura si respirano in ogni angolo della città.

Fratianni è stato protagonista del 35° Premio Firenze 2017, premiato a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, per la sezione ‘Grafica’ con l’opera ‘Caronte in arrivo’.

Nel 2015, a Lecce, invece, fu insignito del Premio ‘Rubens Pieter Paul 2015’, alto riconoscimento a personalità del mondo dell’arte, della scienza e della cultura, conferito a Fratianni dall’Associazione Culturale ‘Italia in Arte’. Nel 2011 fu la volta del Premio Van Gogh.

Una grande passione per il calcio, aveva giocato nel ruolo di portiere ed era tifosissimo del Campobasso. Fissa la sua presenza in tribuna al ‘Nuovo Romagnoli’ in occasione delle partite casalinghe dei lupi. Dal cuore generoso, partecipava a tutte le iniziative cui era invitato, conferendo a tutte la medesima dignità. Da anni disegnava la medaglia della ‘Su&Giù’, la manifestazione podistica della Virtus.

Fratianni davanti alle opere di Giuseppe Zigaina, artista al quale è dedicata la nona edizione della Biennale

Per la sua costante presenza a eventi e manifestazioni, non c’è campobassano che non abbia un ricordo di Domenico Fratianni.

Fissa anche la sua passeggiata quotidiana, sia al mattino che al pomeriggio, su Corso Vittorio Emanuele, dove era solito fermarsi a parlare con gli amici di tutti i giorni.

Lascia la sua amata famiglia, che era sempre al primo posto, e l’amata moglie Giuliana, compagna di una vita, con la quale aveva tagliato il 12 agosto 2015 il traguardo dei 50 anni di matrimonio. E lascia un territorio intero che aveva nel professore Domenico Fratianni un punto di riferimento per l’arte e la cultura.

Fratianni mancherà al Molise e, soprattutto, al mondo artistico e culturale italiano. Ma siamo certi che il Maestro continuerà da lassù ad avere un occhio di riguardo per la sua terra, che in eredità da oggi avrà tutto il patrimonio artistico. Una ricchezza di incommensurabile valore.

I funerali si celebreranno domani, martedì 9 luglio 2019, alle ore 16,30 nella Chiesa di Sant’Antonio di Padova. La camera ardente, per l’ultimo saluto, sarà allestita al cimitero di Campobasso.

LA SUA CARRIERA ARTISTICA – Domenico Fratianni, pittore, incisore, disegnatore, nato a Montagano nel 1938, ha vissuto e lavorato a Campobasso.

A Nuoro, nell’ambito di una rassegna interamente dedicata al disegno, conosce Carlo Levi e Umberto Terracini, figure di altissima caratura culturale, che rappresenteranno uno snodo cruciale nella sua vicenda personale ed artistica. La volontà di ampliare la gamma dei mezzi espressivi lo portano a frequentare, presso l’Istituto del Libro di Urbino, i corsi internazionali di Tecniche dell’Incisione. Entra a far parte degli Incisori d’Italia di cui Marc Chagall era patron e Carlo Carrà presidente. Dal 1965, quale esponente dell’Associazione degli Incisori Veneti, partecipa ad importanti mostre nazionali ed internazionali; la sua operosità si afferma rapidamente con premi e concorsi. Conosce molti critici e artisti, soprattutto dell’area veneta, tra cui Trentin, Guadagnino, Zarotti e Pizzinato.

L’artista Domenico Fratianni vicino all’opera ‘Caronte in arrivo’

Nello stesso periodo ha contatti con Enzo Di Martino e con il Centro Internazionale della Grafica di Venezia, dove pubblica una cartella di acqueforti-acquetinte dal titolo “Si è fatto giorno?”, in cui le ispirazioni e i ricordi di Carlo Levi, Rocco Scotellaro e Alfonso Gatto sono chiaramente visibili.

Del 1982 è un viaggio in Provenza dove visita i posti cari a Picasso, Cézanne e Van Gogh. Da questa esperienza nasce la raccolta di acqueforti-acquetinte dal titolo “Viaggio in Provenza” che viene presentata prima in Francia presso l’Istituto di Cultura di Marsiglia dal Direttore Renzo Milani, poi in Italia presso la Libreria-galleria Remo Croce di Roma dai poeti Cimatti e Jovine e dal regista cinematografico e televisivo Fago.

Del 1986 è un ciclo incisorio dedicato allo sport e alle metafore della vittoria e della sconfitta nella vicenda umana. Le tavole dei suoi atleti vengono viste e apprezzate, per l’intensità dell’espressione e la resa dinamica dei gesti, da Giulio Carlo Argan nel corso di una sua visita a Campobasso.

Domenico Fratianni al torchio calcografico durante la stampa dell’opera premiata a Firenze

el periodo dal 1988 al 1996 incide circa un centinaio di opere che compongono una trilogia ispirata alla “follia” di due grandi personaggi, Don Chisciotte e Robinson Crusoe, e a quella di un grande esponente della poesia italiana del secolo scorso, Dina Campana, ispirandosi alla sua opera maggiore “I Canti Orfici”.

Importanti e continui sono stati i rapporti dialettici, ma intensamente empatici, con critici, saggisti, poeti, incisori, come Cimatti, Pierro, Luzi, Di Martino, Cambon, Croce, Fago, Trentin, De Grada, Dragone, Bettini, Apuleo, Civello, Milani, Compagnone, Jovine, Rimanelli, Micacchi.

Domenico Fratianni è stato membro dell’Accademia del Fiorino e del Centro Diffusione Arte in Italia e all’estero.

Dall’anno 2000 al 2018 è stato Direttore Artistico della Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Campobasso.

Ha realizzato molte mostre personali e partecipato a collettive, ottenendo numerosi riconoscimenti e presenze bibliografiche.

 

 

Redazione

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