Cultura

Ghettizzazione e xenofobia in Molise, ieri e oggi: quando la ‘Giornata della memoria’ non è un ricordo ma il presente

giornata memoriaMARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Con il decreto del 4 settembre 1940 nascono dei ‘campi speciali’ dove vengono internati i nemici del Governo: vale a dire ebrei, zingari, prostitute e tutti coloro che si opponevano al regime fascista. Anche il Molise ha avuto i suoi cinque centri d’internamento con Agnone, Isernia, Casacalenda, Bojano e Vinchiaturo.

A Vinchiaturo la dimora del dottor Carlo Nonno, in via della Libertà, diventò il luogo di reclusione di ebree, ex Jugoslave e prostitute slave. A Bojano, invece, nella struttura di internamento c’erano per la maggior parte rom ed una minoranza di cinesi d ebrei.

Oggi, 27 gennaio, Giornata della Memoria, commemorazione dell’olocausto degli ebrei per mano dei tedeschi, proliferano iniziative per ‘ricordare’ lo sterminio contro una razza umana e campeggiano slogan contro la violenza e la persecuzione. Peccato che la storia insegna ben poco perché fatta di corsi e ricorsi, motivo per cui la ghettizzazione e la xenofobia del anni ’40 del secolo scorso continuano ad essere all’ordine del giorno. Nella Giornata della Memoria più che ricordare sarebbe necessario discutere sulle politiche di integrazione che migliorano l’inserimento degli immigrati presenti nel nostro Paese con l’operazione ‘Mare Nostrum’.

Non solo, è il ‘Molise ospitale’ ad aver accolto solo nel 2014, secondo i dati trasmessi dall’Ufficio Immigrazioni della Prefettura di Campobasso, ben 800 profughi. Ma oltre ad averli chiusi in strutture convenzionate per ospitarli, non è stata attuata nessuna strategia politica per l’integrazione ed al contempo impegnare nel sociale il tempo di queste persone. A dirlo è il dossier del CNELConsiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, che definisce di basso livello la politica d’integrazione molisana.

Conseguenza evidente di un approccio politico sbagliato, oltre alla ghettizzazione, è il muro di intolleranza e il malessere generale dall’una e l’altra parte. Motivo per cui negli ultimi mesi abbiamo assistito ai banchetti di raccolta firma  per dire stop all’accoglienza degli immigrati in regione, organizzati nella piazza di Termoli, con più di mille firme e di pronta risposta, qualche settimana fa, c’è stata una eclatante manifestazione organizzata dai profughi accolti nella struttura isernina di Monteroduni che hanno bloccato la statale che collega Isernia a Venafro, perché vogliono al più presto i permessi di soggiorno. Dopo questo sciopero, che non ha fatto altro che accrescere rabbia da entrambe le parti, sembra che il vicepresidente della Giunta regionale del Molise, Michele Petraroia, percepite le forti tensioni, avvierà progetti che impegneranno gli immigrati in lavori socialmente utili e nel volontariato.

In questo giorno, oltre alla storia passata sarebbe opportuno anche riflettere sul presente.

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