Ammortizzatori sociali in deroga, le Regioni chiedono chiarezza al Governo

Michele Petraroia
l’assessore regionale al Lavoro, Michele Petraroia

Si è svolta a Roma, su convocazione dell’Assessore al Lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, la seduta della IX Commissione per trattare le criticità che sono scaturite per l’attuazione del Decreto Ministeriale n. 83473 del 01.08.2014 che disciplina le nuove regole sulla cassa integrazione in deroga e sulla mobilità in deroga. In tutti i territori, come hanno rilevato gli assessori regionali al Lavoro interessati, si sono registrati ritardi interpretativi da parte delle sedi Inps e delle sedi regionali del Ministero del Lavoro. Ritardo confermato, come ha evidenziato l’Assessore al Lavoro del Molise, Michele Petraroia, “anche in sede nazionale nella riunione del 29 agosto svoltasi presso la Direzione Generale del Ministero per trattare la Vertenza Esattorie, dove è prevalso un orientamento restrittivo che ha determinato, di concerto con l’indisponibilità del Commissario Giudiziale, il licenziamento di n. 104 dipendenti”.

“Le criticità attuative del Decreto – ha sottolineato Petraroia – persistono sia a livello territoriale che nazionale e confermano la necessità di un urgente intervento chiarificatore da parte del Governo che eviti a migliaia di persone di non poter accedere agli strumenti di tutela del reddito regolati attraverso la cassa in deroga e la mobilità in deroga”. A tal proposito, l’esponente della giunta Frattura ha ricordato che nella “regione che perde più posti di lavoro in assoluto in Italia, come ha certificato l’inchiesta de Il Sole 24 Ore pubblicata il 1 settembre scorso, è drammatico lasciare privi di reddito o con risposte parziali i 3.823 lavoratori molisani che nel 2013 hanno potuto beneficiare del riparto dei 17.751.000,00 euro tra cassa in deroga e mobilità in deroga”.

Al termine dei lavori della IX Commissione è stato approvato un documento che sarà trasmesso con la massima urgenza al Governo e alla Conferenza Stato-Regioni per chiedere un tempestivo confronto risolutore su queste problematiche, in modo tale che a livello territoriale lo strumento di sostegno al reddito possa consentire almeno parzialmente di attutire i disagi di migliaia di famiglie.

 

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