Conferenza Stato-Regioni, al via il confronto sulla Legge si Stabilità 2015

Michele Petraroia
Il vicepresidente del Molise, Michele Petraroia

Al termine della riunione a Palazzo Chigi, tra il Premier Matteo Renzi e una delegazione della Conferenza dei Presidenti si è tenuta una riunione tra i rappresentanti istituzionali e tecnici delle Regioni, per definire il percorso da tenere nei rapporti con il Governo sui contenuti della manovra finanziaria 2015 dove, com’è noto, scatterà l’obbligo del pareggio di bilancio per le amministrazioni regionali già colpite dai tagli effettuati a decorrere dal 2009 prima da Giulio Tremonti e poi dal Governo Monti e dal Governo Letta.
Il vicepresidente del Molise, Michele Petraroia, sia nella riunione della Conferenza Stato – Regioni di ieri sera, che nella valutazione seguita all’incontro a Palazzo Chigi, si è soffermato sulla necessità di non penalizzare ulteriormente il Mezzogiorno e le regioni con meno popolazione, “al fine di non far accentuare il divario di servizi essenziali di cittadinanza quali la sanità, il trasporto pubblico locale, la scuola e le politiche sociali”. “Con il declassamento delle Province ad Enti di area vasta ed i tagli nei trasferimenti ai Comuni – ha rimarcato l’esponente del governo Frattura –  le regioni restano l’unico punto di riferimento istituzionale sul territorio con la conseguenza che le molteplici sollecitazioni e ricadute che si determinano chiamano in causa direttamente le amministrazioni regionali per offrire risposte concrete con tempestività ed efficacia”.
Il Presidente della Conferenza Sergio Chiamparino ha espresso valutazioni positive sugli aspetti metodologici nel rapporto con il Governo che hanno visto superare le difficoltà di questi giorni.  Sul piano del merito è stato, invece, insediato un gruppo di lavoro tecnico che predisporrà le proposte di modifica della manovra 2015 e le presenterà al Sottosegretario Graziano Delrio nella prossima settimana.
È stato chiarito che i tagli debbono essere più incisivi sui Ministeri e meno sugli Enti Locali, nel mentre sui 560 milioni sul diritto allo studio a valere sui bilanci 2014 richiesti dallo Stato alle Regioni entro il 30 ottobre prossimo si va verso una soluzione di mediazione che non crei ulteriori problemi alle Regioni che rischiano di non poter approntare i propri bilanci 2015 con i nuovi criteri contabili del pareggio vincolante.

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